Erriu: leggi chiare per lo sviluppo
di Umberto Aime
L’assessore: «No alla cementificazione ma anche all’ambientalismo integralista»
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CAGLIARI. L’urbanistica che sarà non la conosce nessuno, cosa accadrà nei 300 metri dal mare ancora meno. Le leggi in campo sono quattro, compresa quella della giunta, mentre il caos intorno sembra essere infinito e ci vorrà ancora del tempo, molti mesi, prima che passi la tempesta. Attenzione però: il tutto potrebbe trascendere fino a trasformarsi in un terremoto. Meglio muoversi con largo anticipo, così la Cisl ha deciso di portarsi avanti col lavoro. Proprio nel giorno in cui dentro il Pd accadeva l’impossibile, ha convocato l’assessore all’urbanistica Cristiano Erriu per un primo confronto sulla legge che sarà. Non solo Erriu, ma anche Paolo Maninchedda, ex assessore ai lavori pubblici e presidente del Partito dei sardi, e Pietro Pittalis, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale. Ma ad esordire è stato è Giovanni Matta, segretario degli edili della Cisl. «C’è bisogno di una scossa – ha detto – però tutti dobbiamo stare attenti a non infilarci solo in uno scontro ideologico. Siamo anche noi contro la cementificazione selvaggia così, come allo stesso tempo, siamo contro l’ambientalismo integralista. All’edilizia e al turismo servono invece leggi chiare per uscire dalla crisi, nel primo caso, o continuare a crescere, nel secondo. Da oggi in poi il Consiglio ha sulle spalle questo compito». Missione raccolta subito dall’assessore Erriu, che ha usato sin dall’inizio toni duri per controbattere agli ultimi attacchi arrivati – parole testuali – dai soliti continentali. «Abbiamo sufficiente intelligenza politica, cultura e amore per il nostro territorio da essere capaci di approvare una buona legge. Una legge capace di salvaguardare l'ambiente più di quanto gridano certi forestieri». Lanciato un fulmine contro il settimanale L’Espresso, che l’ha criticato nell’ultimo numero, Erriu ha fatto riferimento anche all’ex presidente del Gruppo L’Espresso, De Benedetti, come proprietario di una villa in Costa Smeralda poi venduta ai russi «e poi – ha detto - s’è dimenticato dell’isola». Un affondo dopo l’altro Erriu è andato avanti: «Sono convinto che i sardi abbiano il diritto e siano capaci di confrontarsi fra loro sulla legge». Poi è entrato nel merito: «Non vogliamo cementificare un bel niente, tanto meno le coste, perché sappiamo che sono la nostra grande ricchezza. Abbiamo invece l’obiettivo di mettere assieme le condizioni per uno sviluppo armonico, condiviso e che sia di tutti». È stato un fiume in piena fino all’ultima battuta: «Parlare solo dei 300 metri è chiudersi in un recinto, e subire le pressioni, in un verso e nell’altro, da parte di poteri forti a cui mi opporrò sempre, e non capire invece che la Sardegna deve essere competitiva». A frenare l’aggressività dialettica dell’assessore è stato Pietro Pittalis, con un anticipo di quello che sarà presto il confronto fra maggioranza e opposizione. «Il centrosinistra è vittima del suo stesso male: l’ideologia. Appena salito al potere, ha cancellato il Piano paesaggistico della giunta Cappellacci, ripristinato molte, troppe, delle regole astruse del Ppr di Soru e oggi che si sente sotto attacco cosa fa? Accusa altri, a cominciare proprio da Soru, di essere ideologi fuori dal tempo». A quel punto, ha chiesto alla giunta di «non farsi tirare per la giacca da chi vuole darci lezioni ma non si capisce a quale titolo».
È stata poi la volta di Maninchedda, che non è entrato nella bagarre del sì o no ai 300 metri. «Invece vorrei – ha detto – che anche sull’urbanistica il confronto partisse da questa constatazione: manca il lavoro. Oggi più che mai, chiedo un piano straordinario contro la disoccupazione. I soldi ci sono, sono molti, mancano le idee e anche nell’edilizia abbiamo bisogno di quelle». La chiusura è stata di Ignazio Ganga, segretario regionale della Cisl: «Dobbiamo essere realistici e uscire da visioni finora romantiche. La tutela del paesaggio è fondamentale, nessuno vuole passi indietro, ma dobbiamo guardare al futuro, allo sviluppo sostenibile. Lo possiamo raggiungere con buone regole il più possibile di tutti, soprattutto dei Comuni, e dunque mai potrà esserci una nuova legge di polizia ambientale. Vorrebbe dire ripetere un errore che qualcuno, anni fa, ha già commesso».
È stata poi la volta di Maninchedda, che non è entrato nella bagarre del sì o no ai 300 metri. «Invece vorrei – ha detto – che anche sull’urbanistica il confronto partisse da questa constatazione: manca il lavoro. Oggi più che mai, chiedo un piano straordinario contro la disoccupazione. I soldi ci sono, sono molti, mancano le idee e anche nell’edilizia abbiamo bisogno di quelle». La chiusura è stata di Ignazio Ganga, segretario regionale della Cisl: «Dobbiamo essere realistici e uscire da visioni finora romantiche. La tutela del paesaggio è fondamentale, nessuno vuole passi indietro, ma dobbiamo guardare al futuro, allo sviluppo sostenibile. Lo possiamo raggiungere con buone regole il più possibile di tutti, soprattutto dei Comuni, e dunque mai potrà esserci una nuova legge di polizia ambientale. Vorrebbe dire ripetere un errore che qualcuno, anni fa, ha già commesso».
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