Nel Pd è guerra di lettere Scontro tra le correnti
Gli antisoriani vanno in difesa di Cucca. Nuova missiva dell’assessore Erriu Demontis cerca di mediare. Cappellacci: pagina triste per la Sardegna
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SASSARI. Cemento armato. Nel Pd è di nuovo guerra. Il fragile castello della pace costruito in questi ultimi mesi dal segretario Giuseppe Luigi Cucca è crollato sotto i colpi del mattone. La legge urbanistica irrompe come un iceberg nella chiglia del Pd e fa affondare la nave. Lo scontro tra soriani e antisoriani diventa totale. E quasi il tema della legge sui mattoni finisce in secondo piano. La polemica scatenata dai giornali sulle differenti posizioni rispetto a Ppr e nuova legge urbanistica è degenerata. Prima la lettera del segretario Cucca in cui si criticavano le dichiarazioni di Soru. Poi la lettera della componente soriana in segreteria che si schiera contro Cucca. Immancabile e scontata arriva la controlettera degli altri esponenti della segreteria, in difesa di Cucca e contro Soru. «Il danno al Pd sardo sul piano della immagine nazionale, fatto dalle dichiarazioni, incoerenti e prive di fondamento rilasciate da Renato Soru, è incomparabile e riporta alla memoria il triste episodio che portò alla scommessa delle elezioni anticipate del 2008 e che produsse la più grande sconfitta del centrosinistra nella storia dell'isola. Per questo ha fatto bene Giuseppe Luigi Cucca, segretario eletto al vertice del Pd con il 70% dei consensi, a chiarire da subito la posizione e restituire al mittente le accuse fatte alla giunta regionale sulla proposta di legge urbanistica. Descrivere la maggioranza del Pd come protagonista di una nuova cementificazione solo per aver proposte regole precise a tutela dell'ambiente e del diritto dei cittadini anziché lasciarlo alla discrezionalità della giunta come succede dal 2005 è indegno e falso». La lettera è firmata da Pietro Morittu, Alberta Grudina, Aldo Pili, Giannarita Mele, Michela Mura, Sebastiano Mazzone. Difficile pensare a una pacificazione. Ma se non bastasse anche l’assessore Cristiano Erriu ha scritto una lettera che difende la legge. «Il nocciolo è che nella fascia dei 300 metri dalla linea di battigia non fossero resi possibili dal Ppr gli incrementi volumetrici degli alberghi. È singolare che gli autori politici del Ppr non sappiano, o non ricordino, che gli articoli 20 e 90 del Ppr non solo già lo permettessero, ma non lo assoggettassero a nessuna dimostrazione della necessità finalizzata alla destagionalizzazione o al miglioramento dell’offerta, come previsto dal nuovo disegno di legge». Cerca di portare pace Salvatore Demontis, autore dell proposta di legge del consiglio. «Ci sono distinzioni tra il progetto di legge che porta la mia firma e quello della giunta e in particolare su grandi progetti di valenza economica e sociale in coopianificazione col ministeroche per noi devono essere coerenti al Ppr, nonostante questo non ritengo che la legge della giunta sia fatta da cementificatori. Non c’è una simile distinzione nel Pd. È un grande equivoco in cui non dobbiamo cadere».
Quasi scontato l’affondo di Ugo Cappellacci, Fi: «L’immagine di un presidente della Regione convocato in Commissione al Senato dal suo stesso partito per mettersi in ginocchio sui ceci per una legge che ancora deve essere discussa la dice lunga sul rispetto per l’autonomia da parte del Pd – afferma –. Partito prigioniero delle sue contraddizioni e delle sue ipocrisie». (l.roj)
Quasi scontato l’affondo di Ugo Cappellacci, Fi: «L’immagine di un presidente della Regione convocato in Commissione al Senato dal suo stesso partito per mettersi in ginocchio sui ceci per una legge che ancora deve essere discussa la dice lunga sul rispetto per l’autonomia da parte del Pd – afferma –. Partito prigioniero delle sue contraddizioni e delle sue ipocrisie». (l.roj)
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