Sanità: salvi i piccoli ospedali
In commissione ok per La Maddalena, Bosa, Isili e Sorgono. Si lavora su Nuoro, Alghero e Lanusei
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CAGLIARI. Nessuno si è tirato indietro e non ci sono più dubbi: i piccoli ospedali sono salvi. Con un gioco di squadra che ha coinvolto maggioranza e opposizione, la commissione sanità del Consiglio regionale ha approvato l’emendamento che conferma il reparto di chirurgia, oltre a quello scontato di medicina generale, a La Maddalena, Bosa, Isili, Muravera e Sorgono. Sono i cinque ospedali all’interno di altrettante aree disagiate che rischiavano una drastica riduzione dell’offerta sanitaria. L’emendamento è stato firmato da tutti i partiti e a settembre sarà presentato in aula da Raimondo Perra del Psi, presidente della commissione. L’approvazione all’unanimità è scontata.
La soluzione. Ogni ospedale avrà il suo pronto soccorso in servizio 24 ore su 24 ore e avrà come «punto di riferimento» – è questa la definizione tecnica – l’ospedale di primo livello più vicino. Per fare alcuni esempi, per La Maddalena sarà Olbia e Cagliari nel caso di Muravera. Confermati, come scritto all’inizio, anche i 20 posti letto di medicina generale e il reparto avrà assicurato «l’organico necessario di medici e infermieri». Infine, ecco la novità del reparto di chirurgia generale, che potrà effettuare interventi in cui non è necessario il ricovero, oppure quelli in cui il paziente è dimesso massimo dopo quattro giorni dall’operazione. «Il team chirurgico, compreso l’anestesista – è scritto nell’emendamento – sarà in stretto contatto con il pronto soccorso e garantirà anche gli interventi d’urgenza», mentre quelli «in stato d’emergenza dovranno essere garantiti dall’ospedale territoriale di riferimento». C’era il problema dei posti letto da assegnare alla chirurgia: non rientreranno fra i venti del reparto di medicina generale, ma saranno «supplementari – ancora dall’emendamento – con un’assegnazione decisa di volta in volta dalle urgenze o dalle operazioni programmate». Il personale della chirurgia sarà lo stesso di medicina generale e quindi sarà importante l’organizzazione interna per far funzionare al meglio i due reparti. All’interno degli ospedali presenti nelle aree disagiate saranno garantiti anche gli esami di laboratorio, la radiologia, l’emodialisi, la farmacia, più alcuni non meglio precisati – nell’emendamento – «altri servizi specialistici di supporto all’attività chirurgica».
Il costo. L’aver ampliato le competenze dei piccoli ospedali costerà al servizio regionale 8 milioni e la quota sarà scalata dai 134 milioni di risparmio ipotizzati dalla bozza presentata un anno fa dall’assessorato alla sanità. «Comunque era una scelta che andava fatta», è stato il commento unanime dei commissari dopo il voto in commissione. Va ricordato che a battersi sin dall’inizio per questa soluzione, condivisa dall’assessore Luigi Arru, sono stati soprattutto Augusto Cherchi del Partito dei sardi e Lorenzo Cozzolino del Pd per la maggioranza, Edoardo Tocco, Forza Italia, Michele Cossa dei Riformatori e Giorgio Oppi dell’Udc per la minoranza. Bisognerà vedere se la soluzione piacerà ai comitati scesi in campo, nei Comuni, per difendere il futuro dei piccoli ospedali. Qualche perplessità sul doppio reparto di medicina e chirurgia è stata sollevata, ma l’aver messo nero su bianco i posti letto supplementari – seppure senza un numero definito – dovrebbe fugare gli ultimi dubbi. «Abbiamo risposto nel miglior modo possibile alle giuste richieste dei territori», è stato il commento del presidente Perra.
Fumata nera. Il vertice serale di maggioranza non ha risolto invece i nodi di Alghero-Ozieri, Nuoro e Lanusei. «Ci sono stati degli importanti passi in avanti», hanno detto i commissari del centrosinistra, anche se la soluzione finale non c’è ancora. Dovrebbe arrivare all’inizio della prossima settimana. (ua)
La soluzione. Ogni ospedale avrà il suo pronto soccorso in servizio 24 ore su 24 ore e avrà come «punto di riferimento» – è questa la definizione tecnica – l’ospedale di primo livello più vicino. Per fare alcuni esempi, per La Maddalena sarà Olbia e Cagliari nel caso di Muravera. Confermati, come scritto all’inizio, anche i 20 posti letto di medicina generale e il reparto avrà assicurato «l’organico necessario di medici e infermieri». Infine, ecco la novità del reparto di chirurgia generale, che potrà effettuare interventi in cui non è necessario il ricovero, oppure quelli in cui il paziente è dimesso massimo dopo quattro giorni dall’operazione. «Il team chirurgico, compreso l’anestesista – è scritto nell’emendamento – sarà in stretto contatto con il pronto soccorso e garantirà anche gli interventi d’urgenza», mentre quelli «in stato d’emergenza dovranno essere garantiti dall’ospedale territoriale di riferimento». C’era il problema dei posti letto da assegnare alla chirurgia: non rientreranno fra i venti del reparto di medicina generale, ma saranno «supplementari – ancora dall’emendamento – con un’assegnazione decisa di volta in volta dalle urgenze o dalle operazioni programmate». Il personale della chirurgia sarà lo stesso di medicina generale e quindi sarà importante l’organizzazione interna per far funzionare al meglio i due reparti. All’interno degli ospedali presenti nelle aree disagiate saranno garantiti anche gli esami di laboratorio, la radiologia, l’emodialisi, la farmacia, più alcuni non meglio precisati – nell’emendamento – «altri servizi specialistici di supporto all’attività chirurgica».
Il costo. L’aver ampliato le competenze dei piccoli ospedali costerà al servizio regionale 8 milioni e la quota sarà scalata dai 134 milioni di risparmio ipotizzati dalla bozza presentata un anno fa dall’assessorato alla sanità. «Comunque era una scelta che andava fatta», è stato il commento unanime dei commissari dopo il voto in commissione. Va ricordato che a battersi sin dall’inizio per questa soluzione, condivisa dall’assessore Luigi Arru, sono stati soprattutto Augusto Cherchi del Partito dei sardi e Lorenzo Cozzolino del Pd per la maggioranza, Edoardo Tocco, Forza Italia, Michele Cossa dei Riformatori e Giorgio Oppi dell’Udc per la minoranza. Bisognerà vedere se la soluzione piacerà ai comitati scesi in campo, nei Comuni, per difendere il futuro dei piccoli ospedali. Qualche perplessità sul doppio reparto di medicina e chirurgia è stata sollevata, ma l’aver messo nero su bianco i posti letto supplementari – seppure senza un numero definito – dovrebbe fugare gli ultimi dubbi. «Abbiamo risposto nel miglior modo possibile alle giuste richieste dei territori», è stato il commento del presidente Perra.
Fumata nera. Il vertice serale di maggioranza non ha risolto invece i nodi di Alghero-Ozieri, Nuoro e Lanusei. «Ci sono stati degli importanti passi in avanti», hanno detto i commissari del centrosinistra, anche se la soluzione finale non c’è ancora. Dovrebbe arrivare all’inizio della prossima settimana. (ua)
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