Rapina e spaccio di droga sei finiscono in manette
di Alessandra Sallemi
Dietro il colpo da 18mila euro all’Eurospin di San Vito un gruppo organizzato Nei guai l’ex-vicedirettore. Vendita di droga in Ogliastra e anche nelle scuole
2 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Il 7 agosto 2014 cinque banditi armati e mascherati portarono via 18mila euro dalla cassaforte giornaliera dell’Eurospin di San Vito e, nell’auto usata per la fuga e ritrovata giorni dopo in una remota contrada del comune di Villaputzu,c’erano smerigli e altri attrezzi che illuminarono i carabinieri agli ordini del capitano Stefano Colantonio sulle intenzioni dei banditi di aggredire anche la cassaforte più munita, quella che custodiva quasi 100mila euro. La rapina fu uno choc per l’intera comunità di San Vito, i testimoni vennero interrogati più volte e a poco a poco saltarono fuori particolari precisi che dimostravano la perfetta conoscenza dei banditi sulle regole interne per la custodia di chiavi e denaro. Nell’indagine si autorizzarono le intercettazioni ambientali e i carabinieri hanno scoperto così che dietro quella rapina c’era una banda di persone incensurate dedite all’acquisto di cocaina, hashish e marijuana spacciate attraverso “cavallini” nel Sarrabus e nella bassa Ogliastra anche davanti alle scuole, elementari comprese. Simone Pisu, 28 anni, vicedirettore di Eurospin al tempo della rapina, è stato arrestato ieri nella sua casa di Muravera mentre si preparava per andare al lavoro e in contemporanea, con l’ausilio di forze del comando provinciale e dei Cacciatori di Sardegna, venivano arrestati due fruttivendoli incensurati nati a Lanusei e residenti ad Arzana, Fabio Monni, 27 anni e il coetaneo Mattia Di Fede, mentre a Muravera venivano raggiunti da provvedimenti di custodia cautelare Mattia Casula, 23 anni, Erminio Cortese, 41, a Tertenia Virgilio Leoni, 27 anni. A conclusione dell’indagine sono state denunciate 13 persone, due maggiorenni da poco. Monni era il capo della banda, aveva conosciuto Pisu forse durante una delle sue assunzioni stagionali all’Eurospin, tra i rapinatori ci sarebbero stati lui e Di Fede. Quando è stato arrestato aveva 2 pistole e caricatori pieni, fra le accuse anche l’estorsione ai danni di uno spacciatore minacciato di morte se non avesse pagato 10mila euro per la “roba” che gli era stata consegnata. Lo spaccio davanti alle scuole è l’aspetto più allarmante messo in luce durante la conferenza cui ha partecipato anche il comandante provinciale Luca Menniti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
