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Fi, gli azzurri sardi convocati da Berlusconi

Fi, gli azzurri sardi convocati da Berlusconi

Il 5 agosto vertice a Villa Certosa. Là si decideranno nomi e strategie per le Politiche e le Regionali

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CAGLIARI . Se non ci fosse stata una discussione accesa sulla scelta del giorno in cui, come tutti gli anni, Silvio Berlusconi convocherà gli «amici sardi» alla Certosa, il primo vertice di Forza Italia dopo la vittoria alle amministrative sarebbe passato alla storia come quello della grande pace fra le correnti azzurre. E invece il sindaco di Olbia Settimo Nizzi e l’eurodeputato Salvatore Cicu hanno litigato non poco su quel probabile 5 agosto, giorno in cui il pattuglione, gli invitati saranno un ventina, dovrebbe presentarsi in Costa per l’incontro conviviale. È stato Cicu a sollevare il caso: «Quel giorno sarò in viaggio con la famiglia, ma io non posso non esserci». Nizzi ha replicato: «La data è quella. Il presidente ha un’infinità d’impegni e non ci sono altri spazi». Il battibecco è andato avanti per un po’ fino a quando i presenti non hanno fatto da pacieri e si sono messi tutti alla ricerca di una data alternativa. Che forse non ci sarà, ma almeno il tentativo è stato fatto. Per il resto del vertice Forza Italia ha mostrato il petto: ha stravinto le comunali di giugno, nonostante in molti fossero convinti che la coalizione di centrodestra invece si sarebbe dissolta. Sconfitti i sondaggisti, dal coordinatore Ugo Cappellacci al capogruppo Pietro Pittalis e anche i parlamentari Emilio Floris e Paolo Vella hanno rilanciato: «Quando siamo uniti, vinciamo e vinciamo bene». In passato, anche nelle regionali del 2014 a parte le apparenze, non è stato così e sono arrivate le batoste. Da allora in poi anche altro ha agitato le acque del partito. Ad esempio l’elezione a vicepresidente del Consiglio regionale di Ignazio Locci, sostenuto da una parte del gruppo, mentre il resto – Pittalis e Alessandra Zedda in testa – puntava su Marco Tedde, alla fine uscito sconfitto nella conta delle schede. Qualche strascico per quella lotta intestina c’è ancora ma pare che Forza Italia abbia deciso di metterci una pietra sopra. Perché prima di tutto – hanno detto i consiglieri regionali – «dobbiamo radicarci ancora meglio sul territorio e non possiamo più andare avanti a strappi». Poi c’è un altro problema: le candidature per le elezioni politiche dell’anno prossimo. Cappellacci correrà per il Senato, Pittalis punta alla Camera, oppure Floris ha in mente un altro giro e Vella sarà di nuovo imposto o meno dal Cavaliere? È ancora tutto da decidere e come sempre l’invito a Villa Certosa ha anche quello scopo: ascoltare e rispettare il verbo del Cavaliere. Per questo Cicu voleva esserci: ha paura di essere tagliato fuori dalle decisioni importanti. Perché l’europarlamentare cagliaritano un pensierino per essere lui il candidato-presidente del centrodestra nelle regionali del 2019 l’ha fatto, ma molto dipenderà anche dagli incastri nelle liste per le politiche. Comunque una linea d’azione Forza Italia l’ha decisa all’unanimità: «In questi mesi dobbiamo battere come un martello sulla giunta Pigliaru. È in crisi, potrebbe cadere molto prima del previsto e noi dobbiamo essere pronti in qualunque momento».

Anche per andare a cena dal Cavaliere. (ua).

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