Un miliardo sulle ferrovie nuovi treni e investimenti
Siglata la convenzione. Sulla linea 18 treni entro il 2020. Subito due Minuetto Pigliaru: trasporti su ferro asse portante della mobilità. Careddu: ottimo risultato
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CAGLIARI. Subito due Minuetti riveduti, corretti e anche con l’aria condizionata a bordo, per convincere i pendolari di Sardegna che «viaggiare in treno non è solo una necessità, ma è soprattutto comodo, sicuro e puntuale». Anche se la musica sulle rotaie cambierà davvero e per sempre – è l’annuncio – più che altro fra un anno, quando entreranno in servizio gli Swing, con un motore diesel da 390 kilowattora e una velocità di crociera intorno ai 130 chilometri all’ora. Saranno dieci, gli Swing, che sono molto celebrati da Trenitalia, meno su Internet: di recente, in Toscana, hanno avuto qualche problema. Senza fasciarsi la testa prima, c’è comunque anche dell’altro: dal 2020 in poi arriveranno altre otto automotrici, che non hanno ancora un nome ma – è questa la promessa – saranno all’avanguardia. Sono in tutto 18 treni e tutti destinati a far star meglio chi viaggia per lavoro e studio: 13.300 passeggeri ogni giorno. I primi treni speciali entreranno in servizio sull’Oristano-Cagliari e nel Sulcis, poi sulle altre tratte. Alla fine il pacchetto per soddisfare il popolo dei pendolari costerà 123 milioni fra acquisti, riammodernamenti e manutenzioni varie: 114 milioni messi da Trenitalia e 9,4 dalla Regione. Con questo risultato assicurato: in un colpo solo l’età media della flotta scenderà dagli attuali 23 anni e mezzo, un’enormità, ai 5 del 2021. «È vero – ha detto Barbara Morgante, amministratrice delegata di Trenitalia – qui in Sardegna la nostra immagine non è stata sempre delle migliori. Ora l’azienda è impegnata a recuperare credibilità e siamo sulla strada giusta. Basta dire che la nostra puntualità è già a un passo dalla perfezione: siamo al 94%». Sulla qualità dei convogli ci sarebbe ancora molto da contestare, ma con i Minuetti imbellettati, gli Swing e le automotrici «in quattro anni cambierà tutto», ha giurato la manager. Lo ha detto poco prima di firmare con la Regione l’atteso super contratto di servizio da 387 milioni spalmato in nove anni, scadrà nel 2025, 43 milioni nel primo. «È questa la portata della nostra grande sfida per rilanciare il ferro», ha detto il governatore Francesco Pigliaru, sempre più convinto che «i treni debbano essere l’asse portante del trasporto pubblico in Sardegna». Lo sarà – ha sottolineato subito dopo il presidente – una volta che saranno conclusi i lavori sulla rete, finanziati dallo Stato con oltre 400 milioni, che daranno anche la possibilità al Pendolino di diventare davvero una freccia sulla Cagliari-Sassari e coprire la corsa in due ore e poco più. Al suo esordio in pubblico, l’assessore ai trasporti Carlo Careddu si è dimostrato da subito abile nel tirar le somme. «Abbiamo sottoscritto un’ottima convenzione – sono state le sue parole – perché nonostante i pochi centesimi in più sborsati rispetto alla precedente, siamo passati da 11,46 euro a 11,50 ogni mille metri, avremo di sicuro più treni, saranno 180 al giorno, maggiore percorrenza in un anno, arriveremo a 3,7 milioni chilometri, e la certezza di contare sul massimo e dell’affidabilità e del comfort». Per essere ancora più matematici dell’assessore, con quasi un miliardo, i 513 dell’accordo Regione-Trenitalia più gli altri 400 messi dallo Stato, le ferrovie di casa nostra non dovrebbero avere più nulla da invidiare rispetto a quelle della terra ferma. Pigliaru ha aggiunto: «Con questi investimenti, continuiamo ad aggredire un sistema che abbiamo trovato ai minimi storici e, con determinazione, lo vogliamo far diventare un servizio giornaliero di qualità e davvero competitivo con le auto. Careddu è andato oltre: «Noi abbiamo fatto la nostra parte e continueremo a farla». Ora spetta a Rfi, proprietaria della rete, e a Trenitalia, che gestirà i treni acquistati dalla Regione, fare la loro. Non ci saranno sconti per nessuno – è scritto nel contratto – in caso di lavori consegnati in ritardo o treni che viaggeranno a singhiozzo «i nostri partner pagheranno penali pesanti». Di cui Trenitalia non vuole sentire parlare: «Siamo abituati a raccogliere le sfide e a vincerle», ha detto l’ad Morgante, prima del viaggio inaugurale del Minuetto 2.0, destinato a far ritornare il sorriso ai pendolari di Sardegna. (ua)
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