Il Pds: subito la doppia preferenza di genere
Il capogruppo Congiu risponde alla richiesta del presidente della commissione. Silenzio dagli altri
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CAGLIARI. All’appello del presidente della commissione riforme del Consiglio, Francesco Agus, sull’introduzione della doppia preferenza di genere nella legge elettorale regionale ha risposto finora solo un capogruppo. È Gianfranco Congiu del Partito dei sardi, che è d’accordo: «Lo stralcio continua a essere la strada più breve per colmare il vuoto che esiste nella legge», ha scritto nella risposta. Ma da sola la presa di posizione del Pds non può bastare: è indispensabile che anche gli altri gruppo escano allo scoperto e prendano una posizione. Altrimenti continuerà quel blocco o veto incrociato denunciato più volte non solo da Agus ma molto prima anche dal movimento «Meglio in due» e poi dalla Rete delle donne Heminas. Il vero problema, a questo punto, sarebbe proprio nel silenzio o quasi dei due grandi partiti che guidano la maggioranza, il Pd, e l’opposizione, Forza Italia. Per la verità gli azzurri – seppure in via informale – hanno fatto sapere che per loro «la riforma dovrebbe essere complessiva e non può limitarsi a inserire solo la doppia preferenza di genere in una legge che, nelle elezioni del 2014, ha dimostrato tutti i suoi limiti e non solo quello molto evidente dell’elezione di sole 4 donne su 60 in Consiglio regionale». Dunque Forza Italia la legge vuole cambiarla dall’inizio alla fine e questa decisione potrebbe allungare i tempi. Anche il gruppo del Pd, nonostante gli appelli lanciati più volte dal segretario regionale Giuseppe Luigi Cucca, sembra essere ancora indeciso e comunque diviso al suo interno sulla scelta fra una possibile correzione volante oppure intervenire in maniera più drastica sulla legge. Però i tempi sono sempre più stretti: alla fine della legislatura manca solo poco più di un anno e mezzo ed è per questo che Agus ha lanciato l’appello, ma pare non sia bastato a far saltare quei veti incrociati che ancora resistono.
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