l’intervista/il relatore di maggioranza
Turismo, Lotto promuove la legge «Finalmente ci sarà più chiarezza»
CAGLIARI. Le polemiche sull’emendamento antiprofughi hanno offuscato la legge sul turismo: l’incidente accaduto era evitabile, ora toccherà al Consiglio porvi rimedio. «Per quanto brutto quell’emendam...
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CAGLIARI. Le polemiche sull’emendamento antiprofughi hanno offuscato la legge sul turismo: l’incidente accaduto era evitabile, ora toccherà al Consiglio porvi rimedio. «Per quanto brutto quell’emendamento non offuscherà una buona legge frutto di un grande lavoro e attesa da troppi anni – dichiara Luigi Lotto, presidente della Commissione attività produttive e relatore di maggioranza –. Certamente non andava mischiata la giusta esigenza della destinazione a fini turistici con l’accoglienza. Così come è stato scritto, quell’emendamento non è accettabile. Stiamo lavorando per porvi rimedio abrogandolo quanto prima».
Una legge quadro, come quella sul turismo, cerca di centrifugare tutto e farci stare dentro tutto: è stato così anche in questo caso?
«Una legge quadro deve dare risposte chiare, semplici e complete, credo che ci siamo riusciti. Peraltro vengono abrogate tante norme su cui è stata finora dispersa la normativa regionale in vigore, creando un unico riferimento normativo. Il web ha rivoluzionato i tempi e le modalità di offerta turistica, non potevamo non tenerne conto».
Il pregio della legge qual è?
«È la prima legge quadro sul turismo che cerca di semplificare le procedure, istituisce la conferenza permanente, l’osservatorio per il turismo, prevede il piano strategico ed inoltre pone al centro dell’attenzione il valore turistico della intera regione: costa ma anche zone interne».
Stavolta e forse perché a monte c’era un accordo con gran parte della minoranza, tutte le parti in causa sembrano essere soddisfatte.
«La legge è frutto di un serrato confronto con tutte le forze politiche presenti in consiglio, con l’assessore e con tutti i soggetti sociali interessati. Da tutti è venuto un contributo importante, a noi è spettata la ricerca delle dovute mediazioni tra interessi economici non sempre coincidenti».
Per fronteggiare l’abusivismo è stato fatto il massimo?
«L’abusivismo va combattuto con il massimo impegno perché danneggia il sistema delle imprese e tutti coloro che rispettano le leggi. Allo scopo abbiamo introdotto ulteriori compiti per la Regione a supporto dei comuni e creato le condizioni perché le strutture extra alberghiere siano identificabili più facilmente con apposito codice. La legge non basta, l’abusivismo si combatte facendola rispettare».
Il grande problema resta comunque quello della promozione turistica: il percorso scelto è quello giusto?
«Abbiamo previsto la costituzione di una società pubblico-privata, Destinazione Sardegna (Dmo), che avrà il compito di affrontare il tema con agilità, tempestività ed efficienza, sapendo stare sul web e, supportando l’assessorato, contribuire a superare i limiti della governance degli ultimi 50 anni».
Quale sarà il coinvolgimento delle zone interne nelle strategie per il turismo?
« La rete escursionistica, le ciclovie, le tratte ferroviarie di rilevanza naturalistica, le ippovie, i cammini religiosi e la rete dei borghi sono tutti strumenti da realizzare e valorizzare per rendere turisticamente fruibile tutta l’isola e tutto l’anno».
Nella legge c’è o no il giusto equilibrio fra l’offerta turistica classica e quella dove invece sono storia, cultura e unicità a fare la differenza?
«Nella legge si punta a rendere appetibile la destinazione Sardegna con tutte le sue bellezze naturali (spiagge e montagne), con anche il patrimonio storico e culturale. Il turismo può e deve diventare il volano dell’intera economia isolana, a partire soprattutto dall’agroalimentare e artigianato».
La concorrenza è sempre più forte: quali sono le soluzioni messe in campo per contrastarla?
«Rendere fruibile tutta l’isola, mettere in gioco sul mercato le nostre unicità e il patrimonio identitario, riqualificare e ammodernare le strutture ricettive, compresa l’acessibilità universale”, sono queste le condizioni essenziali affinché il nostro sistema, intercettando nuovi flussi turistici, allunghi la stagione».
Restano due problemi, i più grandi: i trasporti a singhiozzo e la Sardegna che continua a essere considerata una destinazione troppo cara.
«Quello dei trasporti è un problema enorme che sarà essenziale affrontare e risolvere quanto prima e nel migliore dei modi e la Giunta questo sta facendo. Quanto all’essere cara, il concetto è più complesso e va posto in relazione alla qualità dei prodotti turistici e servizi che si offrono». (ua)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Una legge quadro, come quella sul turismo, cerca di centrifugare tutto e farci stare dentro tutto: è stato così anche in questo caso?
«Una legge quadro deve dare risposte chiare, semplici e complete, credo che ci siamo riusciti. Peraltro vengono abrogate tante norme su cui è stata finora dispersa la normativa regionale in vigore, creando un unico riferimento normativo. Il web ha rivoluzionato i tempi e le modalità di offerta turistica, non potevamo non tenerne conto».
Il pregio della legge qual è?
«È la prima legge quadro sul turismo che cerca di semplificare le procedure, istituisce la conferenza permanente, l’osservatorio per il turismo, prevede il piano strategico ed inoltre pone al centro dell’attenzione il valore turistico della intera regione: costa ma anche zone interne».
Stavolta e forse perché a monte c’era un accordo con gran parte della minoranza, tutte le parti in causa sembrano essere soddisfatte.
«La legge è frutto di un serrato confronto con tutte le forze politiche presenti in consiglio, con l’assessore e con tutti i soggetti sociali interessati. Da tutti è venuto un contributo importante, a noi è spettata la ricerca delle dovute mediazioni tra interessi economici non sempre coincidenti».
Per fronteggiare l’abusivismo è stato fatto il massimo?
«L’abusivismo va combattuto con il massimo impegno perché danneggia il sistema delle imprese e tutti coloro che rispettano le leggi. Allo scopo abbiamo introdotto ulteriori compiti per la Regione a supporto dei comuni e creato le condizioni perché le strutture extra alberghiere siano identificabili più facilmente con apposito codice. La legge non basta, l’abusivismo si combatte facendola rispettare».
Il grande problema resta comunque quello della promozione turistica: il percorso scelto è quello giusto?
«Abbiamo previsto la costituzione di una società pubblico-privata, Destinazione Sardegna (Dmo), che avrà il compito di affrontare il tema con agilità, tempestività ed efficienza, sapendo stare sul web e, supportando l’assessorato, contribuire a superare i limiti della governance degli ultimi 50 anni».
Quale sarà il coinvolgimento delle zone interne nelle strategie per il turismo?
« La rete escursionistica, le ciclovie, le tratte ferroviarie di rilevanza naturalistica, le ippovie, i cammini religiosi e la rete dei borghi sono tutti strumenti da realizzare e valorizzare per rendere turisticamente fruibile tutta l’isola e tutto l’anno».
Nella legge c’è o no il giusto equilibrio fra l’offerta turistica classica e quella dove invece sono storia, cultura e unicità a fare la differenza?
«Nella legge si punta a rendere appetibile la destinazione Sardegna con tutte le sue bellezze naturali (spiagge e montagne), con anche il patrimonio storico e culturale. Il turismo può e deve diventare il volano dell’intera economia isolana, a partire soprattutto dall’agroalimentare e artigianato».
La concorrenza è sempre più forte: quali sono le soluzioni messe in campo per contrastarla?
«Rendere fruibile tutta l’isola, mettere in gioco sul mercato le nostre unicità e il patrimonio identitario, riqualificare e ammodernare le strutture ricettive, compresa l’acessibilità universale”, sono queste le condizioni essenziali affinché il nostro sistema, intercettando nuovi flussi turistici, allunghi la stagione».
Restano due problemi, i più grandi: i trasporti a singhiozzo e la Sardegna che continua a essere considerata una destinazione troppo cara.
«Quello dei trasporti è un problema enorme che sarà essenziale affrontare e risolvere quanto prima e nel migliore dei modi e la Giunta questo sta facendo. Quanto all’essere cara, il concetto è più complesso e va posto in relazione alla qualità dei prodotti turistici e servizi che si offrono». (ua)
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