Legge elettorale
Preferenza di genere, no ai veti
I Riformatori: «I grandi partiti decidano cosa fare sullo stralcio»
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CAGLIARI. I capigruppo del Consiglio regionale continuano a rispondere all’invito del presidente della commissione riforme, Francesco Agus, sull’inserire o meno subito la doppia preferenza di genere nella legge elettorale. Dopo il sì di Gianfranco Congiu del Partito dei sardi, è la volta dei Riformatori. «Siamo stati fra i primi - scrive il capogruppo Attilio Dedoni - a sostenere la doppia preferenza di genere e quindi ribadiamo ancora una volta la nostra disponibilità e il nostro impegno in prima linea per assicurare un’equilibrata presenza femminile in Consiglio». Presenza femminile che in questa legislatura non c’è con solo quattro donne elette su sessanta consiglieri. L’urgenza della correzione – prosegue Dedoni – a questo punto è evidente e «proprio per questo non capiamo per quali ragioni alcuni partiti continuino a tergiversare nell’affrontare la riforma elettorale». Il riferimento è al Pd e a Forza Italia, che invece sembrerebbero avere come obiettivo non una correzione della legge, cioè inserire solo la doppia preferenza di genere sull’impianto esistente, ma una riforma molto più profonda. Attenzione è però l’allarme lanciato dai Riformatori «con quest’infinità di veti incrociati è forte il rischio che questa legislatura si concluda senza aver messo mano a un sistema zeppo di storture come dimostrato dalle elezioni regionali del 2014 e da quanto è accaduto dopo con gli interventi della magistratura». Intanto continua la pressione sul Consiglio delle due associazioni che rivendicano da sempre la doppia preferenza di genere: il movimento Meglio in due, sceso in campo sin dall’inizio, e la Rete Heminas,.
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