Solo critiche per le Case mobili nei camping
Italia Nostra contesta l’incremento previsto nella legge. Contro anche Zanchetta, Upc: sono favelas
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CAGLIARI . Le case mobili rischiano di venire demolite. La polemica per l’articolo 15 della legge sul Turismo diventa subito rovente. La norma prevede che nei campeggi sia possibile creare delle case mobili fino al 35 per cento della capienza. Prima la percentuale si fermava a 25. La norma dà la possibilità di installarle anche nella fascia dei 300 metri dal mare. Va subito all’attacco l’associazione Italia Nostra, guidata da Graziano Bullegas, che non esita a definire l’articolo 15 una norma intrusa che detta regole urbanistiche all’interno di un testo sul turismo. «È un espediente per aumentare i volumi lungo la fascia costiera – dice Italia Nostra –. Nella legge sul turismo alcune norme urbanistiche sono in aperto contrasto con il Ppr. La legge approvata con bipartisan omertà consente la realizzazione nei campeggi di volumetrie equivalenti fino al 35% della capacità ricettiva della struttura. Il tutto camuffato con il ricorso all’escamotage delle “case mobili”. L'ennesimo espediente per aumentare le volumetrie lungo la fascia costiera, in alcuni casi sulla battigia. Generalmente queste casette in legno dentro i campeggi sono parte di condomini, spesso non condividono neppure i servizi con i campeggiatori. Esiste un mercato di piazzole e case in vendita sui siti di annunci on line. Sono volumetrie mascherate. Lo stesso Ppr evidenziava l’inadeguatezza di questi insediamenti scarsamente dotati di servizi e spesso sono privi di identità urbana. Caratterizzati da scarsa qualità architettonica. Edifici che accrescono il degrado ambientale delle aree che le ospitano». Ma anche il consigliere regionale dell’Upc Pierfranco Zanchetta non risparmia critiche. «Dopo 30 anni di attese, abbiamo perso un'occasione d'oro per creare una nuova legge che desse certezze di sviluppo e crescita al comparto turistico. La confusione, la velocizzazione e un certo disinteresse hanno svilito il dibattito e mortificato la possibilità di apportare migliorie». Zanchetta e' stato l'unico consigliere ad astenersi dal voto, i consiglieri di Mdp sono usciti dall'aula. «I campeggi occupano alcune delle zone di bellezza paesaggistica della Sardegna. La legge li premia con il 35% di spazi per il posizionamento di casette prefabbricate. Si è passati dal 25% al 35% senza tenere conto degli effetti negativi di queste graziose favelas delle vacanze che occupano le nostre migliori zone costiere – dice Zanchetta –. Sono nettamente contrario a questo incremento che cercherò di modificare in commissione con l'esame della nuova legge urbanistica. Contrario anche per evitare che ci sia un assalto di compratori esterni di campeggi che, mi risulta, siano già pronti ad acquisire le preziose aree destinate ai camping per piazzare migliaia di prefabbricati. Un mortificante schiaffo al paesaggio e al fragile sistema imprenditoriale turistico». Altro punto criticato da Zanchetta, è il settore nautico, «in netta crescita in Sardegna, ma lasciato in balia degli abusivi di oltre mare e delle norme anticostituzionali del governo Monti che ha legalizzato il noleggio occasionale di imbarcazioni private immatricolate. Una norma che rischia di mettere in ginocchio il comparto del noleggio con skipper».
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