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Urbanistica, Demontis: «Nessuna deroga al Ppr»

Urbanistica, Demontis: «Nessuna deroga al Ppr»

Il relatore della proposta di legge “soriana” punta il dito contro l’articolo 43 «Salviamo la filosofia del Piano paesaggistico e non lasciamo la scelta ai Comuni»

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SASSARI. Il futuro della legge urbanistica viaggia su due binari paralleli. Da una parte l’aspetto politico, inconfessabile o quasi, tutto interno al Pd. Dall’altro quello tecnico, che riguarda il futuro delle norme che regoleranno gli equilibri tra ambiente e cemento. Nel Pd c’è chi vede la difesa determinata dei principi del Piano paesaggistico regionale di Renato Soru come il tentativo di riaffacciarsi da protagonista all’interno del Pd. E in tempi di imminenti elezioni è bastato a far scattare l’allarme. Dall’altra c’è il confronto sulla legge e sulle differenze tra il Ppr e la nuova legge urbanistica. La filosofia che guida le due norme è la stessa. Consumo del suolo ridotto al minimo, riuso e riqualificazione di ciò che già è stato costruito, inviolabilità dei 300 metri. Ma la percezione tra i due testi è differente. Al di là del battage dei media nazionali, oggi sul Corriere Beppe Severgnini si schiera con chi critica la legge, il confronto ora si è concentrato su un articolo: il 43. Per spegnere la polemica l’assessore Cristiano Erriu, ma anche il governatore Francesco Pigliaru più volte hanno detto che il testo non è blindato, ma al contrario è modificabile in aula.

Ma c’è anche chi propone un’altra via. È il consigliere regionale Pd Salvatore Demontis, area Soru, che ha presentato una proposta di legge urbanistica con Alessandro Collu. È una proposta vicina a quella originale della giunta, ma senza le parti in contrasto con il Piano paesaggistico regionale. «Sono convinto che l’attuale legge varata dalla giunta sia troppo complicata e lunga e dia spazio a ricorsi amministrativi e quindi a tempi troppo lunghi. Così si scoraggiano gli investimenti, che invece dobbiamo attrarre – spiega Demontis –. Altro punto è l’indispensabile accelerazione dei tempi di approvazione dei puc. Si deve ribaltare il procedimento della “verifica di coerenza”. Oggi è in capo all’apparato burocratico della Regione, e servono anni. È ingiustificabile. Meglio costituiamo un comitato multidisciplinare, composto da esperti esterni di tutte le materie, che arrivano dai diversi settori della società, compreso il mondo imprenditoriale. E diamo loro la responsabilità della verifica di coerenza». Demontis interviene anche sulla questione della fascia dei 300 metri. «Le strutture ricettive nei 300 metri, sono già state quasi tutte oggetto di incremento volumetrico con il piano casa Cappellacci e non ne potranno più usufruire. Per le restanti prevediamo un 25% - ma con un tetto massimo ammissibile – per adeguarsi agli standard di qualità internazionali». Ma subito l’affondo contro l’articolo 43. «Per noi i progetti “ecosostenibili di grande valenza economica e sociale” non possono essere in variante al Ppr, altrimenti non ne capiamo la logica. Il Ppr individua ambiti di paesaggio che hanno valenza strategica per la Sardegna. Per questo si devono conservare inalterati. Se su questo siamo tutti d’accordo, l’unica possibilità per cui si possa pensare di modificare il Ppr è che ci siano stati errori nel passaggio dalla scala regionale a quella comunale. Ma se anche fosse così dovrebbe essere la Regione a doverli correggere e non agire su domanda dei Comuni che proponendo i loro “progetti strategici” rischiano inevitabilmente di essere meno obiettivi». (l.roj)

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