Mix con sali di ferro che elude i controlli
La scoperta di cocaina nera nello zainetto di un passeggero sbarcato nel porto di Olbia rappresenta uno dei primissimi casi in Italia, anche se il fenomeno non è nuovissimo e si cominciò a parlarne...
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La scoperta di cocaina nera nello zainetto di un passeggero sbarcato nel porto di Olbia rappresenta uno dei primissimi casi in Italia, anche se il fenomeno non è nuovissimo e si cominciò a parlarne addirittura nel 1998. In realtà la “Coca negra” non è un nuovo tipo del pericoloso stupefacente, ma è uno dei metodi utilizzati dai cartelli colombiani della droga per mascherarlo e superare controlli sempre più sofisticati: mescolandolo a particelle magnetiche nere di sali di ferro o di sali di cobalto e di potassio tiocianato, si ottiene un mix di colore scuro che diventa inodore e quindi non attira l’attenzione dei cani antidroga. Di solito, per non destare sospetti dato che nella analisi ai raggi X in aeroporto la sostanza appare come una massa scura che fa sorgere dubbi sulla natura del bagaglio, viene stipata dentro toner, fertilizzanti, coloranti e modanature in metallo. Una volta superati i controlli, i trafficanti devono separare la cocaina dagli altri componenti, anche con l’uso di solventi, prima di immetterla sul mercato. Ma il prodotto può risultare un po’ più scuro della cocaina o del crack non trattati con questa tecnica. (a.palmas)
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