La Nuova Sardegna

Vertice tra Soru e Pigliaru ora l’accordo è più vicino

Vertice tra Soru e Pigliaru ora l’accordo è più vicino

L’incontro a porte chiuse di oltre due ore si è chiuso con una stretta di mano  I nodi restano l’articolo 43 e gli incrementi volumetrici del 25% per gli hotel

4 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Chi il faccia a faccia sull’urbanistica fra Pigliaru e Soru l’ha voluto e organizzato, Pietro Cocco, capogruppo del Pd in Consiglio, non lascia spazio ai dubbi: «I due presidenti si sono lasciati con una calorosa stretta di mano». È ancora presto per dire se dopo lo strappo – anche se i protagonisti di strappo mai hanno parlato – ci sia stato anche il rammendo. Di sicuro «è ripreso un dialogo importante per arrivare presto a una proposta di legge unitaria sul governo del territorio», ha aggiunto Cocco. Fino alla terza e ultima frase di chi per due ore abbondanti ha assistito, non solo come testimone, al confronto: «Sul contenuto di un vertice che è stato molto tecnico – ha detto Cocco – preferisco però non parlare». Ma la stretta di mano finale, raccontata quasi nei dettagli, da sola potrebbe valere questa considerazione: dalla guerra a distanza Pigliaru e Soru sarebbero passati, o ritornati, al dialogo diretto senza più intermediari. Perché prima di tutto (forse era questo il vero obiettivo del vertice) bisognava sminare una neanche troppo strisciante contrapposizione politica più che tecnica fra i due. È innegabile, seppure mai lo ammetterà, che nelle ultime settimane Pigliaru sia sentito messo sotto attacco non tanto da Soru direttamente ma da diversi articoli di stampa, dove tra gli intervistati c’era anche l’eurodeputato. Articoli in cui il disegno di legge della giunta finiva per essere fatto a pezzi perché destinato ad «affossare la legge salvacoste», dal titolo dell’inchiesta del settimanale L’Espresso, con anche questo sommario nella stessa pagina: «Renato Soru insorge, il Pd ha tradito». Tradito chi e che cosa? Sarebbe stata una delle prime domande di Pigliaru all’ex presidente della Regione, dopo che qualche giorno fa lui stesso era stato secco nella replica ai reportage: «Mai ci saranno nuove colate di cemento». Ecco perché, stando alla ricostruzione ufficiosa del vertice, la prima parte dell’incontro si sarebbe incentrata sulla necessità di un indispensabile chiarimento politico fra i due. E pare che al momento della pausa a metà riunione, con sul vassoio bicchieri d’acqua e dolci sardi, Pigliaru e Soru abbiano cominciato a scambiarsi qualche sorriso.

Il confronto tecnico. È certo che il disegno di legge della giunta e la proposta firmata dai due consiglieri regionali dell’area Soru, Salvatore Demontis e Alessandro Collu, siano stati messi confronto nella seconda parte del faccia a faccia. Come detto più volte, dal governatore e dall’eurodeputato, i punti di contatto sono diversi, ma non mancano le differenze nette. Non però sul bonus nelle volumetrie, è del 25 per cento, da concedere agli alberghi che sono all’interno della fascia inviolabile dei 300 metri dal mare. Pigliaru e Soru sono favorevoli al bonus, seppure con la precisa limitazione, da prevedere in legge, di un tetto massimo nei metri cubi delle volumetrie extra e anche con l’esclusione a priori delle «strutture ricettive che negli anni hanno sfruttato gli ampliamenti autorizzati dai precedenti Piani casa». Che sui 300 metri non ci sia contrasto è confermato da queste recenti dichiarazioni. Pigliaru: «Sulla fascia vincolata le due proposte sono di fatto analoghe. Il 25 per cento è troppo o poco? La mia idea è che non sia troppo per una struttura piccola. Potrebbe esserlo per quelle grandi», Soru: «Se si devono migliorare gli alberghi, accrescere gli standard qualitativi e ingrandire le stanze non credo che nessuno possa contestare questo principio... perché comunque la Sardegna deve tenere il passo con i competitor».

Trovato o potrebbe essere facile da trovare l’accordo sui 300 metri, la vera differenza fra le due bozze è sull’articolo che ipotizza possibili interferenze col Piano paesaggistico regionale nel caso in cui siano presentati «progetti ecosostenibili di grande interesse economico e sociale». Si sa invece che Soru – lo ha dichiarato anche in un’intervista a La Nuova – «non è neanche pensabile che ci siano delle deroghe al Ppr e la tutela delle aree vergini deve continuare a essere totale». Su questo punto il confronto fra i due sarebbe stato spesso serrato, ma nell’eurodeputato potrebbe aver fatto breccia questa correzione voluta proprio da Pigliaru: «A decidere sui progetti non sarà più la giunta, com’è scritto ora nel disegno di legge, ma il Consiglio».

Sarà sufficiente questo ritocco che potrebbe essere decisivo per arrivare a settembre a una sintesi condivisa fra i due testi? Per ora c’è stata la stretta di mano, un domani, come fa intuire un soddisfatto Pietro Cocco, ci saranno altri confronti fra i due presidenti. Anche se Franco Sabatini del Pd ha fatto sapere: «Vanno bene i confronti, ma nessuno si può scordare che alla fine la legge dovrà essere discussa e votata dal Consiglio regionale del quale ricordo a tutti la sovranità». Infine, c’è stato l’ennesimo aspro scambio di accuse fra l’assessore all’urbanistica Cristiano Erriu e Angelo Bonelli, coordinatore nazionale dei Verdi. (ua)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative