Soru: nessun accordo la legge così non va bene
L’eurodeputato: «Nessuna deroga al Piano paesaggistico: abrogare l’articolo 43» E sull’incontro con Pigliaru: «È stato importante, ma la distanza resta abissale»
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CAGLIARI. Sui progetti di grande interesse economico ed ecosostenibili, non ci sono accordi possibili. Nessuna breccia è stata aperta, Renato Soru era e resta perentorio: «Così com’è scritto quell’articolo del disegno di legge presentato dalla giunta regionale, è il numero 43, è inaccettabile. L’ho sempre detto e lo ribadisco: non possono esserci deroghe al Piano paesaggistico, E oggi non può fare certo la differenza e neanche farmi cambiare idea se un domani a votare quei progetti invee dell’esecutivo fosse il Consiglio. Meglio ribadirlo ancora: quell’articolo va cancellato dal testo». La posizione dell’eurodeputato è secca: «Lo ripeto, in nessun modo possono essere previste e tanto meno approvate deroghe, mentre il 43 le prevede e per questo, lo ribadisco, dev’essere abrogato senza se e neanche ma».
A pochi giorni dal faccia a faccia col governatore Francesco Pigliaru, Soru conferma che «il confronto è stato importante», anche se su alcuni articoli della futura legge urbanistica «la distanza continua a essere abissale». Uno di questi è appunto l’articolo 43 del disegno di legge che recita: «I Comuni, in forma singola o associata e la Regione, anche con il concorso di altri soggetti pubblici e con l’eventuale partecipazione di privati possono proporre programmi o progetti ecosostenibili di grande interesse sociale ed economico, finalizzati ai interventi nel turismo e nell’industria legata alla valorizzazione delle filiere produttive locali, alla produzione e fornitura di servizi su scala regionale, alla soddisfazione di particolari fabbisogni sociali...». Per proseguire, in un altro comma: «Nel caso in cui l’accordo di cui sopra determini l’aggiornamento del Piano paesaggistico regionale, si applica sempre la procedura prevista per la nuova approvazione del Ppr». Per il governatore Pigliaru, l’iter previsto non è una deroga né strisciante e neanche palese al Piano. Per Soru invece il rischio c’è ed è alto: «Di fatto così com’è stato scritto è un articolo inammissibile e indigeribile – ribadisce l’eurodeputato del Pd – Perché nei fatti, con quel testo, verrebbe meno la priorità di tutelare sempre e comunque la fascia costiera. Al contrario e qui sta il pericolo potrebbero prevalere invece gli interessi immobiliari su quelli fondamentali di salvaguardare l’ambiente. Lo ribadisco ancora una volta: le aree vergini vanno tutelate e restituite alle future generazioni. Ecco perché in nessuna legge urbanistica possono o potranno esserci articoli in contraddizione con il Ppr. Che, aggiungo, può essere migliorato, sottoposto anche a un processo di manutenzione, ma secondo le procedure previste e non certo attraverso delle scorciatoie». Soru ha un’altra certezza: «Il dialogo con la giunta è aperto e soprattutto siamo all’inizio di un confronto serio, non demagogico, fra le diverse proposte in campo». Fra queste c’è anche quella presentata dai due consiglieri regionali della sua area, Salvatore Demontis e Alessandro Collu. In cui, tra l’altro è prevista la completa riscrittura del contestato articolo 43. «All’interno di un confronto costruttivo _ dice Renato Soru _ credo bisognerebbe partire proprio dalla proposta Demontis-Collu, perché non prevede nessuna deroga al Ppr, ma solo una “modalità facilitata” di attuazione del Piano paesaggistico nei casi in cui siano presentati progetti particolarmente complessi. Se invece il confronto dovesse rimanere ancora aspro, allora, lo ribadisco, sarebbe meglio abrogare l’articolo, per evitare che semmai un domani e all’improvviso qualcuno, nell’aula del Consiglio regionale, presenti un emendamento in cui potrebbero riapparire una o più deroghe al Ppr, rendendo così alla fine irricevibile l’intera legge urbanistica». Come finirà il faccia a faccia con la Regione? «È presto per dirlo – è la conclusione dell’eurodeputato – Il cammino è ancora lungo e di sicuro sarà necessario sempre più approfondire il dibattito in maniera pubblica e trasparente». (ua)
A pochi giorni dal faccia a faccia col governatore Francesco Pigliaru, Soru conferma che «il confronto è stato importante», anche se su alcuni articoli della futura legge urbanistica «la distanza continua a essere abissale». Uno di questi è appunto l’articolo 43 del disegno di legge che recita: «I Comuni, in forma singola o associata e la Regione, anche con il concorso di altri soggetti pubblici e con l’eventuale partecipazione di privati possono proporre programmi o progetti ecosostenibili di grande interesse sociale ed economico, finalizzati ai interventi nel turismo e nell’industria legata alla valorizzazione delle filiere produttive locali, alla produzione e fornitura di servizi su scala regionale, alla soddisfazione di particolari fabbisogni sociali...». Per proseguire, in un altro comma: «Nel caso in cui l’accordo di cui sopra determini l’aggiornamento del Piano paesaggistico regionale, si applica sempre la procedura prevista per la nuova approvazione del Ppr». Per il governatore Pigliaru, l’iter previsto non è una deroga né strisciante e neanche palese al Piano. Per Soru invece il rischio c’è ed è alto: «Di fatto così com’è stato scritto è un articolo inammissibile e indigeribile – ribadisce l’eurodeputato del Pd – Perché nei fatti, con quel testo, verrebbe meno la priorità di tutelare sempre e comunque la fascia costiera. Al contrario e qui sta il pericolo potrebbero prevalere invece gli interessi immobiliari su quelli fondamentali di salvaguardare l’ambiente. Lo ribadisco ancora una volta: le aree vergini vanno tutelate e restituite alle future generazioni. Ecco perché in nessuna legge urbanistica possono o potranno esserci articoli in contraddizione con il Ppr. Che, aggiungo, può essere migliorato, sottoposto anche a un processo di manutenzione, ma secondo le procedure previste e non certo attraverso delle scorciatoie». Soru ha un’altra certezza: «Il dialogo con la giunta è aperto e soprattutto siamo all’inizio di un confronto serio, non demagogico, fra le diverse proposte in campo». Fra queste c’è anche quella presentata dai due consiglieri regionali della sua area, Salvatore Demontis e Alessandro Collu. In cui, tra l’altro è prevista la completa riscrittura del contestato articolo 43. «All’interno di un confronto costruttivo _ dice Renato Soru _ credo bisognerebbe partire proprio dalla proposta Demontis-Collu, perché non prevede nessuna deroga al Ppr, ma solo una “modalità facilitata” di attuazione del Piano paesaggistico nei casi in cui siano presentati progetti particolarmente complessi. Se invece il confronto dovesse rimanere ancora aspro, allora, lo ribadisco, sarebbe meglio abrogare l’articolo, per evitare che semmai un domani e all’improvviso qualcuno, nell’aula del Consiglio regionale, presenti un emendamento in cui potrebbero riapparire una o più deroghe al Ppr, rendendo così alla fine irricevibile l’intera legge urbanistica». Come finirà il faccia a faccia con la Regione? «È presto per dirlo – è la conclusione dell’eurodeputato – Il cammino è ancora lungo e di sicuro sarà necessario sempre più approfondire il dibattito in maniera pubblica e trasparente». (ua)
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