«Maninchedda candidato» C’è un’ipotesi di accordo
Il Partito dei Sardi cerca una convergenza col Psd’Az e altri partiti per le Politiche Per scegliere il prossimo governatore dialogo aperto sul nome dell’ex assessore
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SASSARI. Da caotica costellazione, pulviscolo della politica, a forza determinante. La galassia sardista-autonomista-indipendentista prova a fare massa critica, a diventare un centro di gravità capace di attrarre consensi. Tutta insieme la galassia sardista vale più o meno il 30 per cento dei voti. Ma è impossibile pensare di mettere partiti, movimenti e associazioni d’accordo.
Partito dei Sardi. Da mesi il Partito dei sardi lavora per formare una coalizione. Il Pds si muove su piani distinti. La presentazione della costituzione sarda è solo un aspetto. Quasi un documento programmatico di rivendicazione dei principi culturali, ideali, etici e politici. Il Pds ha aperto un dialogo, ancora acerbo, con il Psd’Az. E in parte con l’Udc. Alcuni incontri sono già avvenuti. Si ragiona non solo sulle Regionali, ma anche sulle politiche.
Impossibile pensare di avere un eletto sardista alla Camera in cui lo sbarramento è su base nazionale. Realistico il ragionamento per il Senato, in cui basta arrivare all’8 per cento per superare lo sbarramento e piazzare un parlamentare.
Il Pds all’interno di una coalizione con il Psd’Az e altre forze indipendentiste potrebbe riuscire nell’impresa. Il tavolo è aperto e il confronto con le altre forze politiche pure.
Le Regionali. Ma l’altro obiettivo a scadenza più lunga su cui il Pds lavora sono le Regionali. Si lavora sulla candidatura a governatore di Paolo Maninchedda. Il dialogo con Psd’Az, Udc e con una parte del Pd è proprio su questo. L’ex assessore continua a tenersi fuori dal confronto diretto. Si è limitato a dire più volte di essere disponibile solo se dietro c’è un grande progetto, un patto con gli elettori per un cambiamento profondo e una coalizione convinta e omogenea. Intorno al nome di Maninchedda c’è grande fermento. Di sicuro una parte della galassia indipendentista ha già detto che non lo sosterrà mai, ma il Pds punta a creare il consenso con un dialogo con tutti i partiti. La pregiudiziale del colore politico non sembra essere prioritaria. E se il punto di arrivo è l’indipendenza, la strada per arrivarci può essere fatta anche insieme a partiti che non hanno questo come obiettivo finale. Una specie di polo dell’autogoverno che abbia maggiore autonomia dai partiti legati a doppio filo con le stanze del potere romano.
Pd. Il dialogo esiste anche con il Pd. I Dem come su ogni cosa sono divisi. I soriani hanno subito detto no. Anche i renziani non sembrano disposti al dialogo. Maggiore attenzione c’è da parte dell’area Cabras-Fadda, ma le complicate alchimie del Pd cambiano in modo rapido. Anche nell’area dell’ex Sel ci sono posizioni differenti. Si parla ancora di una possibile candidatura a governatore del sindaco di Cagliari Massimo Zedda, ma non tutti ne sono convinti.
Magma. Ma il Pds non guarda solo a sinistra. Il dialogo con l’Udc va avanti. Maninchedda ha incontrato anche Giorgio Oppi, ma più per parlare di Politiche che di Regionali. Un altro esperimento è la discesa in campo di Nanni Campus, ex Forza Italia ma ora alla guida di un movimento civico, come candidato sindaco di Sassari. Progetto che è sostenuto anche dal Partito dei sardi.
Gli indipendentisti. Ma la vera sfida è mettere insieme tutti gli indipendentisti sotto lo stesso cielo politico. Il nome di Maninchedda non piace a una buona parte degli esponenti dei movimenti politici. Da Liberu a Sardigna Libera, a Sardigna Natizone, al Fronte Indipendentista Unidu, fino all’associazione Sardos, che ha tra i fondatori e maggiori esponenti il giornalista Anthony Muroni, per ora si tengono lontani da questa proposta. (l.roj)
Partito dei Sardi. Da mesi il Partito dei sardi lavora per formare una coalizione. Il Pds si muove su piani distinti. La presentazione della costituzione sarda è solo un aspetto. Quasi un documento programmatico di rivendicazione dei principi culturali, ideali, etici e politici. Il Pds ha aperto un dialogo, ancora acerbo, con il Psd’Az. E in parte con l’Udc. Alcuni incontri sono già avvenuti. Si ragiona non solo sulle Regionali, ma anche sulle politiche.
Impossibile pensare di avere un eletto sardista alla Camera in cui lo sbarramento è su base nazionale. Realistico il ragionamento per il Senato, in cui basta arrivare all’8 per cento per superare lo sbarramento e piazzare un parlamentare.
Il Pds all’interno di una coalizione con il Psd’Az e altre forze indipendentiste potrebbe riuscire nell’impresa. Il tavolo è aperto e il confronto con le altre forze politiche pure.
Le Regionali. Ma l’altro obiettivo a scadenza più lunga su cui il Pds lavora sono le Regionali. Si lavora sulla candidatura a governatore di Paolo Maninchedda. Il dialogo con Psd’Az, Udc e con una parte del Pd è proprio su questo. L’ex assessore continua a tenersi fuori dal confronto diretto. Si è limitato a dire più volte di essere disponibile solo se dietro c’è un grande progetto, un patto con gli elettori per un cambiamento profondo e una coalizione convinta e omogenea. Intorno al nome di Maninchedda c’è grande fermento. Di sicuro una parte della galassia indipendentista ha già detto che non lo sosterrà mai, ma il Pds punta a creare il consenso con un dialogo con tutti i partiti. La pregiudiziale del colore politico non sembra essere prioritaria. E se il punto di arrivo è l’indipendenza, la strada per arrivarci può essere fatta anche insieme a partiti che non hanno questo come obiettivo finale. Una specie di polo dell’autogoverno che abbia maggiore autonomia dai partiti legati a doppio filo con le stanze del potere romano.
Pd. Il dialogo esiste anche con il Pd. I Dem come su ogni cosa sono divisi. I soriani hanno subito detto no. Anche i renziani non sembrano disposti al dialogo. Maggiore attenzione c’è da parte dell’area Cabras-Fadda, ma le complicate alchimie del Pd cambiano in modo rapido. Anche nell’area dell’ex Sel ci sono posizioni differenti. Si parla ancora di una possibile candidatura a governatore del sindaco di Cagliari Massimo Zedda, ma non tutti ne sono convinti.
Magma. Ma il Pds non guarda solo a sinistra. Il dialogo con l’Udc va avanti. Maninchedda ha incontrato anche Giorgio Oppi, ma più per parlare di Politiche che di Regionali. Un altro esperimento è la discesa in campo di Nanni Campus, ex Forza Italia ma ora alla guida di un movimento civico, come candidato sindaco di Sassari. Progetto che è sostenuto anche dal Partito dei sardi.
Gli indipendentisti. Ma la vera sfida è mettere insieme tutti gli indipendentisti sotto lo stesso cielo politico. Il nome di Maninchedda non piace a una buona parte degli esponenti dei movimenti politici. Da Liberu a Sardigna Libera, a Sardigna Natizone, al Fronte Indipendentista Unidu, fino all’associazione Sardos, che ha tra i fondatori e maggiori esponenti il giornalista Anthony Muroni, per ora si tengono lontani da questa proposta. (l.roj)
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