Lettera con 4 cartucce al governatore Pigliaru
Dentro la busta un foglio in cui c’erano altri 3 cognomi: Letta, Sanna, Carbini Solo oggi si scopre che 10 giorni fa al presidente era stato spedito un proiettile
4 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Una busta anonima con quattro cartucce calibro 12 per fucile e un foglio di carta A4. Il nome del governatore Francesco Pilgiaru e di altri tre politici scritti con un pennarello blu. Solo i cognomi: Sanna, Carbini, Letta. Grafia incerta, ma chiarissimo il nome del destinatario della missiva: il presidente della giunta regionale. La lettera è stata inviata in consiglio regionale, in via Roma a Cagliari, ed è arrivata con il resto della posta. Appena i commessi si sono resi conto di cosa si trattava hanno chiamato la polizia. La lettera, che aveva il destinatario, ma non il mittente, è stata sequestrata. Ora è nelle mani della Digos, alla ricerca di impronte o elementi utili alle indagini.
Il precedente. Ma questa non è la prima lettera con una cartuccia arrivata in questi giorni. Poco prima di Ferragosto un’altra missiva con una cartuccia integra incastonata in un cartoncino è stata inviata alla Presidenza del consiglio. Pigliaru aveva preferito in quel caso non divulgare questa prima intimidazione che sembra arrivare da una mano differente da quella scoperta oggi. Ora il quadro diventa sempre più inquietante.
I nomi. Nella missiva inviata e scoperta ieri ci sono oltre a quello del governatore Francesco Pigliaru, subito identificato, ci sono altri tre cognomi: Letta, Carbini e Sanna. Su questi tre si stanno concentrando le attenzioni della Digos di Cagliari per verificare a quale politico corrispondono realmente e se ci sia un legame con le attività intraprese in questi mesi dalla giunta e dal consiglio. Sembra semplice pensare che ci si riferisca all’ex premier Enrico Letta. Più difficile è ipotizzare chi siano gli altri due destinatari. Forse il sindaco di Sassari Nicola Sanna e il suo ex vicesindaco Gianni Carbini.
Elementi simili. La mattina del 14 a Sassari è stata intercettata dai dipendenti delle Poste una lettera di minacce. Anche questa finita nelle mani della Digos. Ci sono molti elementi simili tra le due missive. Anche in questa lettera c’erano 5 cartucce calibro 12 per fucile. Anche in questo caso erano scritti solo i cognomi dei destinatari. Anche in questo caso è stato utilizzato un pennarello. Nella lettera inviata a Sassari i nomi della lista erano il presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau, Giacomo Spissu, ex presidente del consiglio regionale, e attuale presidente della Sardaleasing, il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, il consigliere regionale e segretario dell’Udc Giorgio Oppi e l’ex ministro del lavoro Elsa Fornero. Forse la mano che ha inviato le due missive potrebbe essere la stessa.
Solidarietà. Immediata è stata la solidarietà al presidente. «A nome mio e di tutta Forza Italia esprimo solidarietà al presidente Pigliaru e agli altri destinatari della lettera minatoria – dice Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia –. Nessuno pensi di turbare con questi gesti vili la normale dialettica e il confronto civile». Articolo Uno Sdp, Daniele Secondo Cocco, Eugenio Lai, Luca Pizzuto, Paolo Zedda e l’assessore Giuseppe Dessena esprimono la loro solidarietà a Pigliaru e agli altri destinatari delle minacce. «A nome del gruppo Cristiano popolare socialista esprimo la nostra solidarietà al presidente – dice il consigliere regionale Upc Pierfranco Zanchetta –. Bisogna abbassare i toni perché la giunta e il consiglio lavorano su tutti i fronti». «Solidarietà&vicinanza a Pigliaru per la vergognosa intimidazione subita – ha twittato Franciscu Sedda, segretario del Partito dei sardi –. In Sardegna c'è spazio per la diversità, non per la violenza». Anche Gigi Rubiu esprime la solidarietà del gruppo dell’Udc. «Nessuno pensi che con queste intimidazioni si possa ostacolare l’attività politica e democratica all’interno dell’assemblea regionale». Per Forza Italia messaggio a Pigliaru da parte dell’eurodeputato Salvatore Cicu. «Esprimo piena solidarietà al presidente Pigliaru e ferma condanna per la lettera minatoria con proiettili di cui è stato destinatario. Chi compie questi gesti non ha alcuna giustificazione». «La violenza politica è contro la democrazia – ha scritto Emiliano Deiana, presidente dell’Anci –. La condanna è netta e assoluta e non lascia nessuno spiraglio a chi usa la barbarie e la violenza come strumento di contrasto verso i rappresentanti delle istituzioni democratiche». Antonio Satta, segretario Upc, esprime «grande solidarietà al presidente della Regione per il grave gesto compiuto da persone irresponsabili. Non si risolvono in questo modo i problemi della Sardegna che pure sono molto preoccupanti ma con un confronto corretto e leale fra Governo regionale e cittadini».
Il precedente. Ma questa non è la prima lettera con una cartuccia arrivata in questi giorni. Poco prima di Ferragosto un’altra missiva con una cartuccia integra incastonata in un cartoncino è stata inviata alla Presidenza del consiglio. Pigliaru aveva preferito in quel caso non divulgare questa prima intimidazione che sembra arrivare da una mano differente da quella scoperta oggi. Ora il quadro diventa sempre più inquietante.
I nomi. Nella missiva inviata e scoperta ieri ci sono oltre a quello del governatore Francesco Pigliaru, subito identificato, ci sono altri tre cognomi: Letta, Carbini e Sanna. Su questi tre si stanno concentrando le attenzioni della Digos di Cagliari per verificare a quale politico corrispondono realmente e se ci sia un legame con le attività intraprese in questi mesi dalla giunta e dal consiglio. Sembra semplice pensare che ci si riferisca all’ex premier Enrico Letta. Più difficile è ipotizzare chi siano gli altri due destinatari. Forse il sindaco di Sassari Nicola Sanna e il suo ex vicesindaco Gianni Carbini.
Elementi simili. La mattina del 14 a Sassari è stata intercettata dai dipendenti delle Poste una lettera di minacce. Anche questa finita nelle mani della Digos. Ci sono molti elementi simili tra le due missive. Anche in questa lettera c’erano 5 cartucce calibro 12 per fucile. Anche in questo caso erano scritti solo i cognomi dei destinatari. Anche in questo caso è stato utilizzato un pennarello. Nella lettera inviata a Sassari i nomi della lista erano il presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau, Giacomo Spissu, ex presidente del consiglio regionale, e attuale presidente della Sardaleasing, il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, il consigliere regionale e segretario dell’Udc Giorgio Oppi e l’ex ministro del lavoro Elsa Fornero. Forse la mano che ha inviato le due missive potrebbe essere la stessa.
Solidarietà. Immediata è stata la solidarietà al presidente. «A nome mio e di tutta Forza Italia esprimo solidarietà al presidente Pigliaru e agli altri destinatari della lettera minatoria – dice Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia –. Nessuno pensi di turbare con questi gesti vili la normale dialettica e il confronto civile». Articolo Uno Sdp, Daniele Secondo Cocco, Eugenio Lai, Luca Pizzuto, Paolo Zedda e l’assessore Giuseppe Dessena esprimono la loro solidarietà a Pigliaru e agli altri destinatari delle minacce. «A nome del gruppo Cristiano popolare socialista esprimo la nostra solidarietà al presidente – dice il consigliere regionale Upc Pierfranco Zanchetta –. Bisogna abbassare i toni perché la giunta e il consiglio lavorano su tutti i fronti». «Solidarietà&vicinanza a Pigliaru per la vergognosa intimidazione subita – ha twittato Franciscu Sedda, segretario del Partito dei sardi –. In Sardegna c'è spazio per la diversità, non per la violenza». Anche Gigi Rubiu esprime la solidarietà del gruppo dell’Udc. «Nessuno pensi che con queste intimidazioni si possa ostacolare l’attività politica e democratica all’interno dell’assemblea regionale». Per Forza Italia messaggio a Pigliaru da parte dell’eurodeputato Salvatore Cicu. «Esprimo piena solidarietà al presidente Pigliaru e ferma condanna per la lettera minatoria con proiettili di cui è stato destinatario. Chi compie questi gesti non ha alcuna giustificazione». «La violenza politica è contro la democrazia – ha scritto Emiliano Deiana, presidente dell’Anci –. La condanna è netta e assoluta e non lascia nessuno spiraglio a chi usa la barbarie e la violenza come strumento di contrasto verso i rappresentanti delle istituzioni democratiche». Antonio Satta, segretario Upc, esprime «grande solidarietà al presidente della Regione per il grave gesto compiuto da persone irresponsabili. Non si risolvono in questo modo i problemi della Sardegna che pure sono molto preoccupanti ma con un confronto corretto e leale fra Governo regionale e cittadini».
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