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Da Martina a Maroni: gesti intollerabili

Da Martina a Maroni: gesti intollerabili

CAGLIARI. Tanti gli attestati di solidarietà a Pigliaru. «Siamo al suo fianco per l'impegno condotto in questi anni e per la determinazione anche di queste ore nel rispondere a queste gravi minacce...

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CAGLIARI. Tanti gli attestati di solidarietà a Pigliaru. «Siamo al suo fianco per l'impegno condotto in questi anni e per la determinazione anche di queste ore nel rispondere a queste gravi minacce personali. Nessuno deve abbassare la guardia e nessuno può tollerare atti simili». Così il vicesegretario Pd e ministro Maurizio Martina (foto). Solidarietà via Twitter anche dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. «Esprimo solidarietà e pieno sostegno a Pigliaru, oggetto di minacce vili a cui risponde con fierezza senza farsi intimidire. Bravo». L'ex prefetta di Cagliari Giuliana Perrotta, oggi a capo dell'Ispettorato dell'amministrazione del ministero dell'Interno, sente vicino il tema «per essere stata anche io vittima di tali anomale manifestazioni di dissenso, vili e inutili perché certamente non possono comportare alcuna modifica nell'impegno e nella passione con cui Pigliaru espleta il suo delicato incarico». «Un atto vile e irresponsabile», si legge in una nota del Pd Sardegna che condanna «con fermezza il messaggio di violenza indirizzato al governatore, per la gravità del gesto sia sul piano personale che politico. A Pigliaru va tutta la solidarietà degli organi del partito, a iniziare dal segretario Cucca. Simili gesti non sono più tollerabili». Si muove anche il sindacato. «Agire e vigilare perché sia sempre garantito il regolare funzionamento dei metodi democratici, è uno degli impegni costanti e irrevocabili del sindacalismo confederale», afferma il segretario generale della Cisl Ignazio Ganga, condannando «ogni tentativo e volontà di condizionare con gesti e azioni violenti la vita delle istituzioni e i comportamenti degli uomini che le rappresentano». Per la politica interviene Claudia Zuncheddu di Sardigna Libera. «Come consuetudine, anche stavolta gli stupidi e i provocatori, più o meno teleguidati, si fanno avanti alla vigilia delle grandi manifestazioni popolari di dissenso, preannunciate per i primi di settembre». Dall'opposizione parla il capogruppo di Fi in Consiglio regionale. «Un episodio che mortifica il vivere civile della comunità isolana, con gesti che nulla hanno da spartire con la democrazia e il confronto civile – osserva Pietro Pittalis – Non è certo questo il modo per risolvere i problemi atavici della Sardegna». «Un atto vigliacco e intimidatorio – scrive il consigliere forzista Giuseppe Fasolino –. L'opposizione e il dissenso si attua con gli strumenti democratici e non con le minacce».

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