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Lettere minatorie a Pigliaru la pista porta a Sassari

Lettere minatorie a Pigliaru la pista porta a Sassari

Una sola mano dietro le tre missive con cartucce inviate in dieci giorni

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SASSARI. Porta a Sassari la pista delle lettere minatorie spedite al governatore Francesco Pigliaru. E gli inquirenti sono sempre più convinti che ci sia una sola mano dietro le tre lettere che tra l’11 e il 22 agosto sono arrivate al governatore. Buste che contenevano minacce e proiettili.

La prima missiva. Come anticipato dalla “Nuova” il governatore aveva ricevuto una prima lettera l’11 agosto. Ma Pigliaru aveva preferito non rendere pubblica la notizia. In viale Trento a Cagliari, nel palazzo della Regione, insieme al resto della corrispondenza era arriva una busta indirizzata al governatore Francesco Pigliaru. All’interno una lettera e una cartuccia, integra, calibro 22. Il governatore decide di tenere per sé la minaccia ricevuta. Informa le forze dell’ordine. La lettera era indirizzata direttamente a Pigliaru. Un foglio scritto a mano in sardo. Una parte in logudorese e una parte in sassarese. Nella letterao erano contenute una serie di richieste precise e minacce esplicite: «Spiagge libere, acqua libera e parcheggi liberi. Altrimenti ti faccio saltare la testa».

La seconda lettera. La seconda missiva è stata recapitata ieri nella sede del consiglio regionale, in via Roma a Cagliari. In questi giorni l’aula è più o meno deserta, consiglieri e giunta sono quasi tutti in vacanza. La missiva è stata consegnata insieme all’altra posta. All’interno quattro cartucce calibro 12 per fucile. I bersagli della pesante intimidazione, con i cognomi scritti a pennarello sui bossoli, e per questo di difficile lettura, sono il governatore Francesco Pigliaru e altri tre politici. Sono scritit solo i cognomi, ma con probilità si può intuire chi siano. Il sindaco di Sassari Nicola Sanna. l’ex vice sindaco di Sassari Gianni Carbini e l’ex premier Enrico Letta.

La terza lettera. Tutto è nelle mani della Digos di Cagliari che analizza lettere e cartucce alla ricerca di impronte digitali o tracce che possano far capire chi le inviate. Ma c’è una traccia, un filo rosso che lega queste due lettere a una terza missiva minatoria che è stata intercettata nell’ufficio postale centrale di Sassari il 14 agosto. La lettera era inviata al sindaco di Sassari. Stesso pennarello blu. Stesse cartucce calibro 12 per fucile. Stessa tecnica, solo i cognomi per indicare i destinatari dell’atto intimidatorio. I quattro cognomi erano Ganau, Spissu, Oppi, Zedda e Fornero. Gli obiettivi sono il presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau, Giacomo Spissu, ex presidente del consiglio regionale, e attuale presidente della Sardaleasing, il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, il consigliere regionale e segretario dell’Udc Giorgio Oppi e l’ex ministro del Lavoro Elsa Fornero. Che ci sia una pista che porta a Sassari è confermato dal fatto che la Digos di Cagliari e quella di Sassari lavorano in tandem sul caso. Si scambiano dati e informazioni. Le due lettere hanno una busta uguale, stesso tipo di scrittura del mittente, sia sulla busta che sulle stesse cartucce. Una sola mano. Su questi elementi si concentrano le attività investigative per cercare possibili collegamenti. Se si esclude il gesto di un mitomane, tutto spinge nella direzione dell'attività politica svolta in questi ultimi mesi dalla giunta Pigliaru, e del consiglio. Con Sassari epicentro: la maggior parte dei politici citati è sassarese.

Il clima rovente. E intorno alla giunta Pigliaru e alla sua attività si è creata una forte tensione, un clima a volte isterico alimentato anche da attacchi violenti sui social. Sul tavolo di giunta e consiglio tanti temi caldi: dalla riorganizzazione della rete ospedaliera alla nuova legge urbanistica, dalla crisi delle campagne alla gestione dei migranti. E dopo queste intimidazioni il clima di tensione sembra destinato a salire.

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