Specializzazioni, Cagliari in campo
Il rettore: «No alla chiusura delle Scuole, un anno per adeguarci ai nuovi criteri»
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CAGLIARI. L’università di Cagliari pronta a rispondere ai dati dell'Osservatorio del ministero dell'Istruzione sulle criticità e la possibile chiusura di tre scuole di specializzazione. «Attendiamo di conoscere ufficialmente le motivazioni di tali giudizi, per poter addurre le opportune controdeduzioni. È bene chiarirlo, per adesso non significano assolutamente la chiusura di nessuna Scuola». Il rettore Maria Del Zompo interviene dopo che la questione delle Scuole di specializzazione è finita anche sui banchi del governo, sollevata dai parlamentari Lai, Uras e Capelli. «Sono impegnata in prima persona con il prorettore per le attività sanitarie, Francesco Marongiu, e il presidente della facoltà di Medicina, Gabriele Finco, per sostenere le nostre ragioni e tenere aperte le Scuole che hanno una validità formativa di eccellenza. Il nostro corpo docente è congruo e numericamente adeguato, ma le nuove regole ne impongono il raddoppio: gli atenei se ne faranno carico, compatibilmente con la progressiva diminuzione delle risorse statali. Con l’aiuto del mondo politico chiediamo un anno di tempo per l'adeguamento completo ai nuovi criteri, che ancora una volta non tengono conto delle peculiarità della Sardegna che ha un territorio vasto con una bassa densità abitativa e scarsi serizi di trasporto». La criticità della Scuola di specializzazione in Nefrologia – spiega l'Università – è legata alla mancanza di un docente nel settore scientifico specifico: già programmato il concorso a novembre. Mentre i parametri reali della Scuola in Chirurgia generale sono in linea con quelli richiesti.
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