La Nuova Sardegna

Luigi Manconi: rischio incostituzionalità

Alessandro Pirina
Luigi Manconi: rischio incostituzionalità

Il senatore Pd interviene sul taglio dei vitalizi

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Luigi Manconi non dice no alla legge sui vitalizi, ma non è nemmeno favorevole a un sì a scatola chiusa. Per il senatore dem «bisogna entrare nel merito. Come ha detto il capogruppo Luigi Zanda». Manconi, dunque, attende settembre per capirne di più qui sull’affaire vitalizi. Ma la sua, ci tiene a ribadire, è solo una questione di merito. «A mio avviso esiste un problema di equità che richiede una qualche forma di intervento, a prescindere dalla campagna che ha accompagnato la discussione su questa legge – spiega il senatore –. Io non ho ancora esaminato il testo con la cura che richiede, cosa che mi appresto a fare non appena arriverà in Senato». In attesa di approfondire il ddl Richetti Manconi, in queste settimane, ha letto diversi pareri, spesso discordanti tra loro, sul provvedimento votato a Montecitorio. «Io non so se sia una legge anticostituzionale, ma vista la delicatezza del tema ritengo che su questo occorra prestare la massima attenzione. Ci sono giuristi che hanno messo in discussione la coerenza della norma con il dettato costituzionale, altri che dicono il contrario. Ma sono in netta maggioranza i costituzionalisti che esprimono criticità. Ecco perché è importante entrare nel merito della legge. La cosa in assoluto più grave - e questa è la cosa che più mi preoccupa - sarebbe che alla approvazione parlamentare della norma seguisse una bocciatura della Consulta. Non credo si possa correre questo rischio per un calcolo elettorale così piccino». Con questo, però, Manconi non vuole cassare in toto lo stop ai vitalizi. Anzi. «Non è sbagliato affrontare la questione – spiega – perché ci sono problemi di equità, anche se non stiamo parlando dei vitalizi di un tempo, già modificati in maniera drastica. Ma la cosa va affrontata in maniera seria». Il rischio che il via libera alla cancellazione dei vitalizi possa mettere in pericolo anche i diritti acquisiti dei normali cittadini non è così campato in aria. «Ecco perché dico che bisogna entrare nel merito. Poniamo il caso che questo rischio ci sia. Non è accettabile che per punire esemplarmente una parte della casta si possa correre questo pericolo. Che per colpire Publio Fiori o Paolo Cirino Pomicino si possano mettere a rischio le pensioni di migliaia di cittadini. Mi sembra una soddisfazione davvero piccina».

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