La Nuova Sardegna

Paura tra i passeggeri accanto sfreccia jet militare

di Giovanni Bua
Paura tra i passeggeri accanto sfreccia jet militare

La nave era diretta a Barcellona. In molti si sono rifugiati in coperta

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SASSARI. Un passaggio a volo radente, sibilando sul filo del mare, e poi una virata stretta e il “muso”che punta la nave, e sembra sfiorarla, sfrecciando a tutta velocità tra la plancia di comando e la torretta dei comignoli. E ancora un terzo passaggio, a folle velocità, e bassissima quota, per poi sparire nel nulla. Questa la scena choc che hanno vissuto giovedì mattina i passeggeri della Motonave Grimaldi Roma Cruise, partita alle 9 del mattino a Porto Torres e diretta a Barcellona.

Una manovra che ha spaventato molti, che quando hanno visto il jet bianco dirigersi verso l’imbarcazione hanno addirittura pensato a un attacco terroristico, rifugiandosi in coperta. In realtà, ha poi chiarito il comandante della Motonave interpellato dalla Compagnia, si trattava di un jet militare della marina francese, in servizio di controllo ambientale. Un Dessalu Falcon 50’ “surmar” della Marina, non nuovo a questo tipo di manovre particolarmente “aggressive”, tanto che nel luglio del 2016 i militari transalpini si dovettero scusare pubblicamente con una nave da crociera norvegese sfiorata per quattro volte dal jet a largo delle Bermuda.

Nessun pericolo insomma per una condotta che, a quanto sottolinea la Grimaldi, sembra essere frequente quando si entra nelle acque territoriali francesi. Ma qualche interrogativo sulla necessità e liceità di “numeri” di questo tipo, soprattutto in un periodo come quello che il mondo sta vivendo.

Prova ne sia il racconto di Ettore Erriquez, bancario sassarese, imbarcato con la famiglia sulla motonave. Che ha filmato il jet durante il suo volo radente, e racconta: «Procedevamo tranquilli, la nave era piena di bambini e ragazzi di diverse nazionalità. All’improvviso si sente il sibilo vicinissimo di un jet. Immediata, la mente immagina aerei militari in addestramento o in pattugliamento e la curiosità dei ragazzi si manifesta in una corsa verso il bordo nave per vedere. Mi avvicino anch’io. L’aereo non è militare, è un jet bianco, all’apparenza privato, vola basso e sta virando stretto a destra con la chiara intenzione di dirigersi contro di noi. Ci aveva raggiunto da poppa, proveniente presumibilmente da ovest mentre a quanto pare ci trovavamo in acque internazionali e aveva ridotto la propria quota fino a pochi metri sul filo dell’acqua tenendosi a dritta della nave, letteralmente sfiorandola».

«Superata – continua il passeggero – virava sulla destra per circa 260° e dirigeva contro la nave con l’apparente intento di schiantarvisi contro. Correggeva quindi l’assetto all’ultimo e abbassando l’ala sinistra si infilava nello spazio fra la plancia e la torretta dei comignoli uscendo verso il lato di sinistra. Netta la sensazione di essere in pericolo imminente. Mantengo la calma, anche se molti urlano rivolti verso l’aereo, raduno la famiglia e decidiamo di portarci sotto coperta ai piani bassi. Mentre i ragionamenti sono in corso ecco che l’aereo vira nuovamente a destra affiancando la nave sul lato di sinistra, superandola e nuovamente virando di di 180° si lancia contro la nave sfiorando letteralmente i comignoli in una manovra assurda e potenzialmente letale, poi si allontana indisturbato».

Erriquez, una volta rientrato in Italia, annuncia che sporgerà denuncia in Procura, a quanto pare molti passeggeri faranno lo stesso.

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