Razziavano appartamenti, banda in cella
di Luciano Onnis
Cagliari, due uomini e una donna, tutti georgiani sono finiti in manette. Recuperati oltre 2 chili d’oro
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CAGLIARI . Una banda composta da due uomini e una donna di nazionalità georgiana specializzata in furti in appartamento, è stata sgominata dagli uomini della squadra volante e della Mobile della questura. La polizia ha anche recuperato un’ingente quantità di refurtiva: monili in oro (2 chili e mezzo complessivi), orologi, collane, bracciali, borse, oggetti da collezione, vestiario. Gli arrestati sono Maizer Mamrikishvili, di 33 anni, Konstantine Papaskua, di 29, e Dodo Dvalidze, di 30, fidanzata di quest’ultimo e figlia di una badante che lavora a Cagliari da molti anni, risultata completamente ignara dell’attività criminosa della figlia. Come hanno sottolineato il dirigente della squadra mobile Marco Brasile e quello delle Volanti Massimo Imbimbo, “l’operazione è frutto del lavoro sinergico fra le due sezioni della Questura”. Il tre georgiani, che sono accusati di ricettazione e riciclaggio, rubavano a Cagliari e spedivano la refurtiva in Georgia con pacchi postali in cui figurava la dicitura “generi alimentari”. I mittenti erano anziane donne, del tutto inconsapevoli, che in passato erano state assistite dalla madre di Dodo Dvalidze. L’operazione è scattata venerdì pomeriggio a seguito del controllo, in via San Benedetto, da parte di una pattuglia della volante di una Fiat Punto (risultata in noleggio) con due persone a bordo. Erano i due uomini georgiani, spacciatisi per turisti. Mentre la polizia effettuava accertamenti, si è avvicinata la loro socia, che candidamente ha chiesto cosa stesse succedendo. È finita anche lei nei controlli. Nell’auto sono state trovate alcune ricevute di spedizione di pacchi postali, e da qui sono partite indagini specifiche. A Elmas è stato intercettato un furgone in partenza da Cagliari per Olbia, dove si sarebbe dovuto imbarcare per proseguire poi per la Georgia. Era carico di refurtiva. Altra parte dei bottini era in un appartamento in zona Sant’Avendrace, a cui i poliziotti sono risaliti attraverso una foto trovata in un cellulare e scattata in un balcone, dove Konstantine Papaskua suonava la chitarra.
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