Gli ambientalisti: «La giunta Pigliaru ora ritiri la legge»
di Alessandro Pirina
Nasce un movimento guidato da urbanisti e intellettuali Mongiu: «Non può essere il Qatar a dettare l’agenda»
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INVIATO A PATTADA. Li hanno definiti fanatici, talebani, integralisti. Ma loro si sentono semplici cittadini che vogliono partecipare alla definizione delle regole. Una missione quasi impossibile in un momento in cui già la politica assembleare è ridotta ai minimi termini, figurarsi se il tema è l’urbanistica. Ma loro vogliono provarci lo stesso. Ed è con questo obiettivo che ieri si sono dati appuntamento a Pattada. Urbanisti, archeologi, antropologi, giornalisti, magistrati, filosofi, architetti hanno gettato le basi per un movimento a tutela del territorio. Una campagna partita già ieri con l’appello al governatore Francesco Pigliaru di Maria Antonietta Mongiu, l’ex assessore alla Cultura nell’era Soru, oggi al timone di Lamas e Sardegna Soprattutto. «Il presidente deve avere il coraggio di ritirare il disegno di legge sulla urbanistica. Sarebbe un gesto di riconciliazione, in particolare con la politica». L’invito la Mongiu lo ha esteso anche ai soriani del Pd. «Via anche la proposta di Soru e dei suoi. Si azzeri tutto e si chieda alla popolazione. D’altronde l’urbanistica è un argomento popolare. I contenuti reali del Ppr e dell’urbanistica devono diventare popolari. Se ne deve discutere nelle piazze, nelle parrocchie, nelle scuole, perché l’argomento riguarda i prossimi due secoli».
Intellettuali in campo. Intorno alla associazione Lamas si sono ritrovati numerosi intellettuali, dall’antropologo Bachisio Bandinu alla sociologa Antonietta Mazzette, ma anche l’ex prefetto di Cagliari Giuliana Perrotta e l’ex rettore di Cagliari Pasquale Mistretta, tutti concordi, seppure con sfumature diverse, sulla necessità di salvaguardare il territorio. Partendo dall’abbandono della legge Erriu. La Mazzette lo dice senza fare giri di parole. «Quella orribile bozza va ritirata subito. Ma non solo. Io metterei in discussione anche l’orribile legge sul turismo. Mandiamo a casa quelli che vogliono distruggere il territorio». Bandinu sceglie toni più soft. «Occorre recuperare i vecchi concetti di terra, terrinu e logu. Tocca alla popolazione, unico giudice, prenderne coscienza». Mistretta, invece, da urbanista, lamenta la mancanza di progettualità nel ddl Erriu. «Una realtà come la nostra per avere un futuro dovrebbe esaltare le nicchie, per sfuggire alla globalizzazione serve pianificare».
Governo amico. Gli appelli e le critiche arrivano tutte -o quasi - da personalità di area di centrosinistra, che vivono la legge urbanistica come un tradimento. Lo dice a chiare lettere la stessa Mongiu. «Non può essere l’ambasciatore del Qatar a dettare l’agenda della Regione. Io ho votato Pigliaru e ora esercito il mio diritto al dissenso. Ho scelto di non essere più la presidente del Fai proprio per avere la libertà di dire alcune cose. È arrivato il momento di dire basta a classi dirigenti che disconoscono il popolo. È giunta l’ora che i cittadini si organizzino». Anche se non manca una mano tesa a Pigliaru. «L’ho invitato ripetutamente, gli ho detto: vieni, sei un amico tra amici, sei tra persone che ti hanno eletto, sei tra persone che vogliono lavorare per la Sardegna».
Nessun obiettivo politico. L’assemblea di Pattada vuole essere il primo appuntamento che porterà a un convegno sulla sostenibilità, ma soprattutto a un movimento per la difesa del territorio. Un movimento apolitico, si tiene a sottolineare. «Nessuno di noi vuole fare carriera politica – dice la Mongiu –. Molti di noi già non l’hanno voluta fare per non essere eterodiretti». L’ex assessore punta ai giovani, anche se oggi bisogna fare i conti con la nuova ondata di emigrazione. «Nessuna generazione è colta e preparata come la nostra, ma purtroppo li stiamo perdendo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Intellettuali in campo. Intorno alla associazione Lamas si sono ritrovati numerosi intellettuali, dall’antropologo Bachisio Bandinu alla sociologa Antonietta Mazzette, ma anche l’ex prefetto di Cagliari Giuliana Perrotta e l’ex rettore di Cagliari Pasquale Mistretta, tutti concordi, seppure con sfumature diverse, sulla necessità di salvaguardare il territorio. Partendo dall’abbandono della legge Erriu. La Mazzette lo dice senza fare giri di parole. «Quella orribile bozza va ritirata subito. Ma non solo. Io metterei in discussione anche l’orribile legge sul turismo. Mandiamo a casa quelli che vogliono distruggere il territorio». Bandinu sceglie toni più soft. «Occorre recuperare i vecchi concetti di terra, terrinu e logu. Tocca alla popolazione, unico giudice, prenderne coscienza». Mistretta, invece, da urbanista, lamenta la mancanza di progettualità nel ddl Erriu. «Una realtà come la nostra per avere un futuro dovrebbe esaltare le nicchie, per sfuggire alla globalizzazione serve pianificare».
Governo amico. Gli appelli e le critiche arrivano tutte -o quasi - da personalità di area di centrosinistra, che vivono la legge urbanistica come un tradimento. Lo dice a chiare lettere la stessa Mongiu. «Non può essere l’ambasciatore del Qatar a dettare l’agenda della Regione. Io ho votato Pigliaru e ora esercito il mio diritto al dissenso. Ho scelto di non essere più la presidente del Fai proprio per avere la libertà di dire alcune cose. È arrivato il momento di dire basta a classi dirigenti che disconoscono il popolo. È giunta l’ora che i cittadini si organizzino». Anche se non manca una mano tesa a Pigliaru. «L’ho invitato ripetutamente, gli ho detto: vieni, sei un amico tra amici, sei tra persone che ti hanno eletto, sei tra persone che vogliono lavorare per la Sardegna».
Nessun obiettivo politico. L’assemblea di Pattada vuole essere il primo appuntamento che porterà a un convegno sulla sostenibilità, ma soprattutto a un movimento per la difesa del territorio. Un movimento apolitico, si tiene a sottolineare. «Nessuno di noi vuole fare carriera politica – dice la Mongiu –. Molti di noi già non l’hanno voluta fare per non essere eterodiretti». L’ex assessore punta ai giovani, anche se oggi bisogna fare i conti con la nuova ondata di emigrazione. «Nessuna generazione è colta e preparata come la nostra, ma purtroppo li stiamo perdendo».
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