«Canali e fiumi pieni di erbacce»
La pulizia doveva iniziare il 18 novembre 2013: il giorno del tragico nubifragio
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TEMPIO. Le carenze investigative su uno dei punti cardine del processo, l’accusa di disastro colposo inizialmente contestata ai sei imputati, hanno portato Domenico Fiordalsisi a rimodulare le richieste finali. Arduo, per l’accusa, addossare la responsabilità di un aggravamento degli effetti dell’alluvione a causa delle carenze di informazioni da divulgare in occasione dell’allerta di criticità elevata annunciate da un semplice fax della protezione civile, giunto sui tavoli dei comuni di domenica pomeriggio, o sulle «attività di primaria importanza da mettere i n atto per la protezione civile della popolazione sposta al rischio alluvione dei comuni di Olbia e Arzachena in data 17 e 18 novembre 2013». L’unico funzionario che dovrà rispondere anche di questo capo d’accusa è Antonello Zanda, a capo del settore lavori pubblici del comune di Olbia e responsabile della manutenzione della rete di scolmamento composta dai fiumiciattoli che attraversano Olbia, a cielo aperto o tombati: il rio Gaddhuresu e il Siligheddu, oltre agli altri canali che sfociano nel golfo di Olbia. In quella estate del 2013 venne predisposto un bando per la pulitura degli argini e del letto dei fiumi, ricoperti di detriti, canne ed erbacce. In settembre una lettera del comando della polizia locale segnalò il pericolo di esondazione, e soltanto nell’ottobre del 2016 l’amministrazione fu in grado di assegnare i lavori. Che, per il colmo della casualità (?) avrebbero dovuto iniziare il 18 novembre 2017, quando l’alluvione stava abbattendosi sulla città. Questo documento è costato l’incriminazione di disastro colposo ad Antonello Zanda, che in una missiva, ha ricordato il pm Domenico Fiordalisi «addossò alla procura della Repubblica il ritardo nel completamento della gara d’appalto per la mancata consegna del certificato antimafia alla società appaltatrice. Lo stesso funzionario aveva però inviato in missione, il sei ottobre 2013, un suo delegato a ritirare tali documenti negli uffici della procura di Tempio, Aveva avuto, quindi, oltre un mese di tempo per organizzare la manutenzione sollecitata da sindaco e polizia municipale». Il processo riprenderà venerdì 8 settembre con i patrocinanti di parte civile, mentre per lunedì 11 settembre è previsto l’intervento dei difensori dei sei imputati. Per lunedì 18 settembre è invece in calendario la replica di pm e legali e quindi la camera di consiglio, che precederà la lettura della sentenza. (g.p.c.)
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