Dall’urbanistica alla Finanziaria: cresce lo scontro
di Luca Rojch
Complicato dialogo su temi cardine tra la giunta e il governo Spesso le leggi vengono impugnate dal Consiglio dei ministri
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SASSARI. C’eravamo quasi amati. Tra Regione e governo è guerra fredda. Nessuno lo dirà mai, ma uno sgarbo dopo l’altro la corrispondenza d’amorosi sensi si è trasformata in diffidenza, poi in gelo.
Gli ultimi sgarbi, della scorsa settimana, sono l’impugnazione della legge sulle manutenzioni da parte del Consiglio dei ministri e l’entrata a gamba tesa della sottosegretaria alla Cultura. La lettera di Ilaria Borletti Buitoni che va al di là dello stretto contenuto della legge diventa una rasoiata all’intera filosofia urbanistica della giunta Pigliaru. Il cuore verde del centrosinistra viene considerato identico al cuore grigio del centrodestra. Per la Borletti Buitoni c’è un filo rosso che unisce Cappellacci a Pigliaru, la nuova legge urbanistica a un Piano casa potenziato. Troppo anche per la tollerante giunta.
La lettera dell’assessore Cristiano Erriu al ministro della Cultura Dario Franceschini contro le esternazioni del soprintendente Martino e quella del governatore contro le parole della sottosegretaria alla Cultura sono una prima risposta. E anche il cambio di linea sulla questione migranti può essere letta come una sorta di fine della collaborativa sopportazione da parte della giunta. Pigliaru ha chiesto al ministro dell’Interno Marco Minniti lo stop immediato all’arrivo degli algerini sulle coste sarde. Dall’inizio dell’anno sono 800, meno di quelli portati in una sola volta dalla Siem Pilot nel porto di Cagliari, senza nessuna protesta da parte della Regione. Ma lo scontro ha radici più lontane.
Province. Il governo dopo la bocciatura del referendum del dicembre 2016 decide di rifinanziare tutte le Province, ma non quelle delle regioni a statuto speciale, Sardegna compresa. In più lo Stato continua a fare il prelievo forzoso di tutte le entrate delle Province che arrivano dalla quota Rcauto.
Agenzia Entrate. La Regione vara a dicembre del 2016 con una legge ad hoc una Agenzia delle entrate sarda, che avrebbe dovuto gestire tutte le risorse che venivano pagate dai sardi in modo diretto, così come esiste in altre regioni. Ma il governo decide di impugnarla.
Finanziaria 2017. Il governo decide di impugnare anche la elegge di stabilità del 2017. La giunta dirà per aspetti formali, ma Pigliaru non nasconde un certo fastidio nelle sue dichiarazioni. Parla di «atteggiamento persecutorio». Ma il governo aveva impugnato anche la precedente legge finanziaria, quella del 2016. In cui venivano contestate, tra le altre, le norme sugli usi civici.
Foreste. Nel 2016 il governo ha impugnato anche la legge forestale per la Sardegna che la giunta aveva approvato. La motivazione era legata ad alcune norme sulla pianificazione paesaggistica che secondo il consiglio dei ministri eccedevano le competenze della Regione.
Convenzioni. Ma non ci sono solo le azioni plateali, come l’impugnazione di alcune delle leggi cardine varate dalla Regione in questi ultimi anni. Sul tavolo ci sono anche altre questioni che si trascinano da decenni. Guerra a bassa quota, ma ad alta intensità. Come la convenzione che viene siglata da Stato e Tirrenia sulla continuità territoriale marittima. La Regione a quel tavolo non può sedere. Deve subire le decisioni del governo e gli accordi che vengono presi col privato. Da tempo la Regione chiede la modifica di questo schema, senza avere mai avuto una risposta. Anche sulla continuità aerea solo il governo Renzi ha “concesso” 30 milioni di euro, fino a quel momento l’insularità era un gap che solo i sardi si dovevano accollare.
Gli ultimi sgarbi, della scorsa settimana, sono l’impugnazione della legge sulle manutenzioni da parte del Consiglio dei ministri e l’entrata a gamba tesa della sottosegretaria alla Cultura. La lettera di Ilaria Borletti Buitoni che va al di là dello stretto contenuto della legge diventa una rasoiata all’intera filosofia urbanistica della giunta Pigliaru. Il cuore verde del centrosinistra viene considerato identico al cuore grigio del centrodestra. Per la Borletti Buitoni c’è un filo rosso che unisce Cappellacci a Pigliaru, la nuova legge urbanistica a un Piano casa potenziato. Troppo anche per la tollerante giunta.
La lettera dell’assessore Cristiano Erriu al ministro della Cultura Dario Franceschini contro le esternazioni del soprintendente Martino e quella del governatore contro le parole della sottosegretaria alla Cultura sono una prima risposta. E anche il cambio di linea sulla questione migranti può essere letta come una sorta di fine della collaborativa sopportazione da parte della giunta. Pigliaru ha chiesto al ministro dell’Interno Marco Minniti lo stop immediato all’arrivo degli algerini sulle coste sarde. Dall’inizio dell’anno sono 800, meno di quelli portati in una sola volta dalla Siem Pilot nel porto di Cagliari, senza nessuna protesta da parte della Regione. Ma lo scontro ha radici più lontane.
Province. Il governo dopo la bocciatura del referendum del dicembre 2016 decide di rifinanziare tutte le Province, ma non quelle delle regioni a statuto speciale, Sardegna compresa. In più lo Stato continua a fare il prelievo forzoso di tutte le entrate delle Province che arrivano dalla quota Rcauto.
Agenzia Entrate. La Regione vara a dicembre del 2016 con una legge ad hoc una Agenzia delle entrate sarda, che avrebbe dovuto gestire tutte le risorse che venivano pagate dai sardi in modo diretto, così come esiste in altre regioni. Ma il governo decide di impugnarla.
Finanziaria 2017. Il governo decide di impugnare anche la elegge di stabilità del 2017. La giunta dirà per aspetti formali, ma Pigliaru non nasconde un certo fastidio nelle sue dichiarazioni. Parla di «atteggiamento persecutorio». Ma il governo aveva impugnato anche la precedente legge finanziaria, quella del 2016. In cui venivano contestate, tra le altre, le norme sugli usi civici.
Foreste. Nel 2016 il governo ha impugnato anche la legge forestale per la Sardegna che la giunta aveva approvato. La motivazione era legata ad alcune norme sulla pianificazione paesaggistica che secondo il consiglio dei ministri eccedevano le competenze della Regione.
Convenzioni. Ma non ci sono solo le azioni plateali, come l’impugnazione di alcune delle leggi cardine varate dalla Regione in questi ultimi anni. Sul tavolo ci sono anche altre questioni che si trascinano da decenni. Guerra a bassa quota, ma ad alta intensità. Come la convenzione che viene siglata da Stato e Tirrenia sulla continuità territoriale marittima. La Regione a quel tavolo non può sedere. Deve subire le decisioni del governo e gli accordi che vengono presi col privato. Da tempo la Regione chiede la modifica di questo schema, senza avere mai avuto una risposta. Anche sulla continuità aerea solo il governo Renzi ha “concesso” 30 milioni di euro, fino a quel momento l’insularità era un gap che solo i sardi si dovevano accollare.
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