Eurallumina, tute verdi in pressing
di Tamara Peddis
In presidio sotto gli uffici regionali per monitorare il procedimento sulla Via
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CAGLIARI. Le tute verdi dell’Eurallumina ieri mattina sono ritornate in piazza a Cagliari, davanti all'assessorato regionale all'Ambiente, per monitorare l'iter autorizzativo del progetto di rilancio della fabbrica di Portovesme. Rappresentanti della Rsu e operai hanno tenuto in piedi per alcune ore un presidio davanti agli uffici regionali dai quali attendono da mesi il provvedimento finale della conferenza di servizi che si è chiusa l'8 febbraio scorso, ma il procedimento istruttorio per la Via (valutazione di impatto ambientale) dura ormai da mesi.
La Rusal, la multinazionale russa interessata al rilancio della fabbrica di Portovesme ferma dal 2009, ha consegnato ulteriore documentazione agli uffici dell'assessorato lo scorso 16 maggio. Da quel momento, secondo la normativa, il servizio di valutazioni ambientali ha novanta giorni di tempo (escluso agosto) per esaminarla. Durante l'estate si sono presentati alcuni ostacoli come la bocciatura da parte della Corte Costituzionale della norma regionale sulla declassificazione di aree interessate da usi civici ricadenti in alcune parti del sito di stoccaggio dello stabilimento. Un aspetto che è stato superato poi dalla legge sul Mezzogiorno pubblicata nella Gazzetta ufficiale del 12 agosto.
A metà settembre scade il termine previsto dalla normativa per la verifica e l'esame da parte degli uffici dell'assessorato all'ambiente della documentazione fornita dall'azienda. «Se non si presenteranno altri problemi – ha spiegato la Rsu – chiederemo il rispetto dell'impegno preso dalla Giunta regionale di deliberare la valutazione di impatto ambientale in tempi rapidi». Su questo punto potrebbe manifestare ancora una volta il suo dissenso il soprintendente per i beni paesaggistici Fausto Martino che a febbraio durante la conferenza di servizi aveva espresso l'unico voto contrario in tema di paesaggio.
«Se tutte le autorizzazioni non saranno concesse entro il 31 dicembre 2017 – hanno precisato i lavoratori ieri durante la manifestazione –, cesseranno gli ammortizzatori sociali per i 300 dipendenti, fra diretti e indiretti, dello stabilimento di Portovesme». A fronte di questa scadenza gli operai hanno annunciato iniziativa clamorose di protesta come in passato.
La Rusal, la multinazionale russa interessata al rilancio della fabbrica di Portovesme ferma dal 2009, ha consegnato ulteriore documentazione agli uffici dell'assessorato lo scorso 16 maggio. Da quel momento, secondo la normativa, il servizio di valutazioni ambientali ha novanta giorni di tempo (escluso agosto) per esaminarla. Durante l'estate si sono presentati alcuni ostacoli come la bocciatura da parte della Corte Costituzionale della norma regionale sulla declassificazione di aree interessate da usi civici ricadenti in alcune parti del sito di stoccaggio dello stabilimento. Un aspetto che è stato superato poi dalla legge sul Mezzogiorno pubblicata nella Gazzetta ufficiale del 12 agosto.
A metà settembre scade il termine previsto dalla normativa per la verifica e l'esame da parte degli uffici dell'assessorato all'ambiente della documentazione fornita dall'azienda. «Se non si presenteranno altri problemi – ha spiegato la Rsu – chiederemo il rispetto dell'impegno preso dalla Giunta regionale di deliberare la valutazione di impatto ambientale in tempi rapidi». Su questo punto potrebbe manifestare ancora una volta il suo dissenso il soprintendente per i beni paesaggistici Fausto Martino che a febbraio durante la conferenza di servizi aveva espresso l'unico voto contrario in tema di paesaggio.
«Se tutte le autorizzazioni non saranno concesse entro il 31 dicembre 2017 – hanno precisato i lavoratori ieri durante la manifestazione –, cesseranno gli ammortizzatori sociali per i 300 dipendenti, fra diretti e indiretti, dello stabilimento di Portovesme». A fronte di questa scadenza gli operai hanno annunciato iniziativa clamorose di protesta come in passato.
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