Sogeaal, lo sciopero all’aeroporto è un flop
di Gian Mario Sias
Alghero, scarsa partecipazione dei dipendenti e dei politici alla manifestazione contro i licenziamenti
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ALGHERO. La sensazione, sgradevolissima, è che di quei posti di lavoro interessi soltanto a loro, ai diretti interessati. E neanche a tutti, perché la maggior parte preferisce tirarsi fuori. Per paura, forse, o per sperare di non essere tra i malcapitati.
Così lo sciopero dei lavoratori di Sogeaal, quattro ore di astensione dal lavoro dalle 13 alle 17, in una fascia oraria che non disturba nessuno e non provoca alcun disagio ai viaggiatori, si trasforma in un incontro tra pochi intimi. Si fa fatica a contarne cento tutti insieme. Tra chi smonta da lavoro, chi arriva, chi è precettato e può manifestare solo fino a una certa ora, forse l’adesione tocca le 150 unità dichiarate dai sindacati. Di sicuro, il colpo d’occhio di fronte all’aeroporto è desolante.
Non è una manifestazione di popolo. Non c’è la solita passerella di politici e associazioni di categoria. Donne e uomini che rischiano il posto di lavoro dopo molti anni devono arrangiarsi da soli. Possono contare sulla solidarietà del deputato di Unidos, Mauro Pili, del vicecapogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Marco Tedde, del sindaco di Olmedo, Toni Faedda, e dei consiglieri comunali del Movimento Cinque Stelle, Roberto Ferrara e Graziano Porcu. Con loro, in prima fila ci sono Filt Cgil, Uil Trasporti e Ugl Trasporto aereo. Le organizzazioni sindacali hanno proclamato quattro ore di astensione dal lavoro per contestare le decisioni prese di recente dall’azienda. Nel giro di alcune settimane Sogeaal ha prima avviato le procedure per l’esternalizzazione dei servizi di security, licenziando 43 lavoratori che dovrebbero poi essere riassorbiti dalla società che si aggiudicherà il servizio, ma a condizioni contrattuali ed economiche meno vantaggiose. Il primo settembre, nell'ottica di un ridimensionamento del personale ritenuto in sovrannumero, la società di gestione ha annunciato 45 licenziamenti nel settore “handling”.
Oggi lavoratori e rappresentanti sindacali hanno ribadito la richiesta, formulata all’azienda, di individuare percorsi alternativi ai licenziamenti, sostenendo che i dati forniti da Sogeaal a proposito degli esuberi siano falsi. Alla manifestazione si sono uniti i rappresentanti di altre sigle sindacali, dai chimici di Ugl e Cgil ai pensionati di Uil, passando per quelli della sanità.
Tutti hanno sottolineato le gravi responsabilità della Regione per «una gestione disastrosa, che ha ridotto ai minimi termini un aeroporto che rappresentava uno strumento di sviluppo per tutta la Sardegna».
Così lo sciopero dei lavoratori di Sogeaal, quattro ore di astensione dal lavoro dalle 13 alle 17, in una fascia oraria che non disturba nessuno e non provoca alcun disagio ai viaggiatori, si trasforma in un incontro tra pochi intimi. Si fa fatica a contarne cento tutti insieme. Tra chi smonta da lavoro, chi arriva, chi è precettato e può manifestare solo fino a una certa ora, forse l’adesione tocca le 150 unità dichiarate dai sindacati. Di sicuro, il colpo d’occhio di fronte all’aeroporto è desolante.
Non è una manifestazione di popolo. Non c’è la solita passerella di politici e associazioni di categoria. Donne e uomini che rischiano il posto di lavoro dopo molti anni devono arrangiarsi da soli. Possono contare sulla solidarietà del deputato di Unidos, Mauro Pili, del vicecapogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Marco Tedde, del sindaco di Olmedo, Toni Faedda, e dei consiglieri comunali del Movimento Cinque Stelle, Roberto Ferrara e Graziano Porcu. Con loro, in prima fila ci sono Filt Cgil, Uil Trasporti e Ugl Trasporto aereo. Le organizzazioni sindacali hanno proclamato quattro ore di astensione dal lavoro per contestare le decisioni prese di recente dall’azienda. Nel giro di alcune settimane Sogeaal ha prima avviato le procedure per l’esternalizzazione dei servizi di security, licenziando 43 lavoratori che dovrebbero poi essere riassorbiti dalla società che si aggiudicherà il servizio, ma a condizioni contrattuali ed economiche meno vantaggiose. Il primo settembre, nell'ottica di un ridimensionamento del personale ritenuto in sovrannumero, la società di gestione ha annunciato 45 licenziamenti nel settore “handling”.
Oggi lavoratori e rappresentanti sindacali hanno ribadito la richiesta, formulata all’azienda, di individuare percorsi alternativi ai licenziamenti, sostenendo che i dati forniti da Sogeaal a proposito degli esuberi siano falsi. Alla manifestazione si sono uniti i rappresentanti di altre sigle sindacali, dai chimici di Ugl e Cgil ai pensionati di Uil, passando per quelli della sanità.
Tutti hanno sottolineato le gravi responsabilità della Regione per «una gestione disastrosa, che ha ridotto ai minimi termini un aeroporto che rappresentava uno strumento di sviluppo per tutta la Sardegna».
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