Blindati, il giudice ordina la calma
Dopo gli scontri verbali in aula il giudice Ferrarese richiama le parti: «Ora basta»
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CAGLIARI. Basta con gli scontri verbali in aula, non è questo il modo per mandare avanti il dibattimento e per garantire agli imputati il pieno diritto alla difesa. E’ stato così, con un richiamo generale alla calma, che ieri mattina si è aperta l’udienza al processo con 26 imputati per le rapine ai portavalori e il traffico di droghe. E’ stata la presidente del tribunale Ermengarda Ferrarese, appena preso posto in aula, a rivolgere lo sguardo verso la gabbia degli imputati per informarli che da quel momento in poi il collegio giudicante non avrebbe più tollerato intemperanze verbali: «Non è così che si fanno i processi» ha spiegato il magistrato, mettendo in chiaro le regole che pubblico ministero e avvocati difensori dovranno osservare rigorosamente fino alla sentenza. L’intervento del presidente ha fatto riferimento implicitamente a tutte le udienze, dall’apertura del processo a ieri, segnate da continui battibecchi tra i legali e il magistrato dell’accusa Danilo Tronci. Un susseguirsi di scontri, a tratti aspri, legati alla validità degli atti processuali, alle domande rivolte ai testimoni e alle intercettazioni che ha più volte reso necessari i richiami del tribunale e rallentato l’andamento dell’istruttoria dibattimentale. Fino all’ultima udienza, quando i toni si sono alzati d’improvviso sulla battuta di un avvocato, costringendo il presidente ad alzarsi dallo scranno e a sospendere l’udienza. Ora il giudice Ferrarese sembra voler metter fine agli scontri per procedere rapidamente verso la discussione: «Non permetterò più a nessuno - ha annunciato in sostanza, rivolgendosi agli imputati - di andare oltre i confini della correttezza, perché un processo giusto non si celebra in questo modo». Gli imputati hanno preso atto, dopo un rapido chiarimento fra il magistrato e il presunto capobanda Giovanni Olianas.
Superata la fase dei richiami all’ordine il pubblico ministero ha chiamato in aula due investigatori, che hanno ricordato il ritrovamento delle auto rubate e utilizzate per il tentativo di rapina alla sede della Mondialpol di Arzachena. Gli esami sono andati avanti rapidamente, al punto che l’udienza del mattino si è esaurita prima del tempo stabilito. Il tribunale si apprestava a dare appuntamento al pomeriggio quando gli avvocati della difesa hanno accettato di rinunciare all’esame in aula dei testi per acquisire gli atti al fascicolo del dibattimento. Forse un gesto di distensione, sulla linea indicata dal tribunale. Ma anche una scelta opportuna, che potrebbe evitare ore di esami dall’esito e dal contenuto scontatissimi.
Si andrà avanti lunedì prossimo, quando il pm Tronci chiamerà in aula una serie di testimoni oculari e parti offese nel procedimento. (m.l)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Superata la fase dei richiami all’ordine il pubblico ministero ha chiamato in aula due investigatori, che hanno ricordato il ritrovamento delle auto rubate e utilizzate per il tentativo di rapina alla sede della Mondialpol di Arzachena. Gli esami sono andati avanti rapidamente, al punto che l’udienza del mattino si è esaurita prima del tempo stabilito. Il tribunale si apprestava a dare appuntamento al pomeriggio quando gli avvocati della difesa hanno accettato di rinunciare all’esame in aula dei testi per acquisire gli atti al fascicolo del dibattimento. Forse un gesto di distensione, sulla linea indicata dal tribunale. Ma anche una scelta opportuna, che potrebbe evitare ore di esami dall’esito e dal contenuto scontatissimi.
Si andrà avanti lunedì prossimo, quando il pm Tronci chiamerà in aula una serie di testimoni oculari e parti offese nel procedimento. (m.l)
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