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Ermete Realacci: non sono più ammissibili ritardi sul Piano Mancini

Alessandro Pirina
Ermete Realacci: non sono più ammissibili ritardi sul Piano Mancini

Il deputato Pd cita in tv il caso Olbia come modello da non seguire

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Prima un tweet, poi una dichiarazione in tv a “Omnibus” su La7. Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente e deputato Pd, cita il caso Olbia come modello da non seguire. Come esempio negativo a causa di una amministrazione che, dopo la devastante alluvione di 4 anni fa, ha stoppato i progetti già finanziati dal governo perché non condivide il piano di messa in sicurezza della città. Un attacco che non è piaciuto al sindaco Settimo Nizzi, ma che Realacci, presidente della commissione Ambiente a Montecitorio, ribadisce parola per parola. «A Olbia c’è stata una terribile alluvione, con tanti morti come a Livorno. Persone che hanno perso la vita in maniera evitabile. Per la città sono stati stanziati fondi per metterla in sicurezza, decine di milioni di euro, ma il sindaco blocca le opere perché non vuole le casse di laminazione nel punto in cui dovrebbero sorgere».

Il riferimento a Olbia è all’interno di un discorso più ampio in cui Realacci parla di dissesto idrogeologico. «In questa legislatura, prima con Renzi poi con Gentiloni, finalmente sono stati trovati i soldi per mettere in sicurezza le città. Indubbiamente le risorse possono essere anche di più, ma stiamo parlando di 10 miliardi da spendere nei prossimi sette anni. Il problema è che spesso non vengono spesi perché non ci sono i progetti ben fatti o per lungaggini burocratiche». Infine c’è il caso Olbia: il progetto e le risorse ci sono, ma il Comune si oppone al progetto. «Mica è un caso isolato quello di Olbia – dice ancora Realacci –. Quando ti allontani dalla emergenza, dopo l’emozione dei primi giorni la messa in sicurezza passa in secondo piano. Accade anche con i terremoti: la questione delle case inadeguate riemerge solo di fronte a una nuova emergenza. Ma oggi questo rischio non ce lo possiamo più permettere. È inaccettabile che la gente muoia in questo modo, perché si tratta di morti evitabili. Quello che accomuna Olbia, Livorno e anche Sarno è che sono tutti casi che si potevano evitare». E non è solo una questione di abusivismo, sottolinea Realacci. «A Livorno come a Olbia le persone sono morte in un seminterrato, ma non si trattava di una costruzione abusiva. Anzi, era una palazzina liberty, e dunque affatto recente. Il problema è che a Livorno è stata sbagliata la progettazione delle casse di espansione, idonee per una pioggia a cadenza bisecolare. Inadatte per una pioggia figlia di un’estate calda e siccitosa come quella appena finita. Certo, se poi ai cittadini fosse stata data un’informazione corretta forse avremmo evitato tutti questi morti».

Nei ultimi giorni un’intervista di Walter Veltroni a Repubblica ha riportato l’ambiente al centro del dibattito politico. In particolare del Pd, accusato dall’ex segretario di avere dimenticato le tematiche verdi. Parole che Realacci fa sue. «Ieri Matteo Renzi ha risposto a Veltroni con tutta una serie di cose che ho fatto io, dagli investimenti contro il dissesto alla legge sui reati ambientali – spiega il deputato dem –. Quello che bisogna capire è se tutto ciò che riguarda l’ambiente viene dopo altre scelte ritenute importanti oppure se è un pezzo della visione dell’Italia. In questa legislatura è stato fatto moltissimo, dal risparmio energetico alle fonti rinnovabili, dalla agricoltura alla valorizzazione del made in Italy, ma purtroppo – conclude Realacci – questo tema è ancora troppo poco centrale nel Paese, e anche nel Pd. Nella visione dell’Italia questi argomenti non sono ancora abbastanza forti».

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