La Nuova Sardegna

Fine vita, corsa a ostacoli verso la legge

di Alessandra Sallemi
Fine vita, corsa a ostacoli verso la legge

A Cagliari dibattito con Emilia Di Biasi, relatrice in Senato. In consiglio regionale arriva una petizione

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CAGLIARI. Ci sono diverse centinaia di persone tra la Sardegna e il resto d’Italia la cui esistenza annaspa tra cure insopportabili e nessuna speranza di guarigione che chiedono sia varata la legge sul fine vita perché, con questa, ci sarebbe lo strumento chiaro per rispettare il diritto enunciato dalla Costituzione italiana sulla libertà delle cure e quindi sulla non eludibile volontà del malato di farle oppure di sospenderle. Ieri, ancora una volta, il giornalista Giancarlo Ghirra, presidente dell’associazione Walter Piludu, ha chiamato a raccolta il vasto pubblico interessato alla promulgazione di questa legge per un incontro alla Fondazione di Sardegna dal titolo “Subito la legge sul fine vita” dove Emilia Di Biasi, presidente della commissione sanità del Senato e relatrice della legge, ha spiegato in quale stallo si trovi la norma (già approvata dalla Camera) ma, sopratutto, per annunciare cosa farà lei con lo scopo dichiarato di arrivare alla votazione della legge. C’è tempo solo fino al 20 ottobre perché, dopo, si dovrà discutere del bilancio e sullo sfondo s’intravvede già la conclusione della legislatura. La legge è stata male accolta in un Senato «frantumato» nella sua capacità di rappresentare la volontà popolare. I senatori infatti hanno sollecitato il triplo delle audizioni fatte alla Camera, poi è arrivata la montagna dei 3mila emendamenti, cui ha ben contribuito anche un senatore sardo che, da solo, ne ha firmati 150. Poi ancora, una quantità di senatori del centrodestra, pur non componenti della commissione sanità, hanno chiesto di intervenire in aula. «Io - ha spiegato la senatrice - ho in mente due soluzioni. Lavorando per convergere su piccoli cambiamenti quali l’introduzione del registro nazionale delle Dat (acronimo per disposizioni anticipate di trattamento sul fine vita in caso di impossibilità a esprimere la propria volontà sulla prosecuzione delle cure) cerchiamo la disponibilità a cancellare due terzi degli emendamenti». Ma la senatrice è pronta anche a rinunciare al ruolo di relatrice per portare la legge direttamente in aula affidandola al presidente del Senato, Pietro Grasso. Dalla Sardegna potrebbe arrivare un grande aiuto. Ieri Nicola Carboni dell’associazione intitolata a Marco Sappia e Marinella Maucioni Piludu, attivista dell’associazione del marito Walter (malato di sla che, ormai immobile, ottenne dal tribunale lo stop alle cure), hanno annunciato la consegna al presidente Gianfranco Ganau della petizione affinché il consiglio regionale si pronunci per sollecitare il Senato al varo della legge «perché un malato inguaribile possa chiedere di lasciare la vita con dignità».

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