«L’auto si è fermata, poi i tre colpi»
«Stavo andando a comprare il giornale all’edicola Gattu quando ho visto un’auto scura fermarsi in corso Repubblica e uno atletico, per niente impacciato, sembrava giovane da lontano, con una felpa...
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«Stavo andando a comprare il giornale all’edicola Gattu quando ho visto un’auto scura fermarsi in corso Repubblica e uno atletico, per niente impacciato, sembrava giovane da lontano, con una felpa con il cappuccio sulla testa e il fucile in mano, uscire dall’abitacolo. Pensavo a uno scherzo, c’erano alcuni giovani poco distanti. Subito dopo gli spari. Tre. Non era uno scherzo: aveva sparato per uccidere» Antonio Pala nel 2015 era ancora vigile urbano, adesso è in pensione. I suoi ricordi sono nitidi. «Ho visto l’auto allontanarsi a tutta velocità mentre mi avvicinavo. Gianluca dava ancora segni di vita ma i soccorsi sono stati inutili. L’auto era un’utilitaria scura e l’assassino è sceso dal lato passeggero. Era magro e abbastanza alto – ha concluso il vigile –. E il fucile mi sembrava più corto del normale».
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