Palestre e bellezza, il comparto vola
I sardi non rinunciano all’estetica e alla cura del corpo, in cinque anni il numero di attività è cresciuto del 7,6 per cento
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SASSARI. Non c’è crisi che tenga, al benessere e alle cure estetiche i sardi non rinunciano. A dirlo è il report realizzato dall’Osservatorio per le piccole medie imprese di Confartigianato I, su fonte Unioncamere-Infocamere. La fotografia che viene fuori dal raffronto dei dati è quella di un vero e proprio boom del settore: +7,6% negli ultimi 5 anni, tra palestre, parrucchieri e istituti di bellezza, uno dei dati migliori a livello nazionale. È uno dei pochi settori che ha resistito alla crisi economica che non dà tregua dal 2008. Ma gli abusivi, denuncia Stefano Mameli, segretario regionale di Confartigianato, sono ancora troppi.
I dati. In Sardegna “esplode” l’attenzione per la bellezza e il benessere fisico: le imprese del settore nell’ultimo quinquennio sono cresciute del 7,6% (+247 unità), arrivando così a 3.477, di cui ben 3.025 (l’87%) sono artigiane. I dati confermano il proliferare di manicure e pedicure (+36,1%), degli istituti di bellezza (29,9%) e dei centri per il benessere fisico (+29%). Un dato che evidenzia, dice Mameli, «una crescente attenzione dei consumatori alla conservazione della salute, al benessere e alla migliore qualità della vita anche attraverso la cura della persona». L’isola è la seconda regione in Italia tra quelle in cui il settore è cresciuto maggiormente: la prima è il Lazio con 9,7% mentre l’ultima è la Valle D’Aosta con 1,1%, con una media nazionale del 4%. In termini assoluti l’isola è 12esima con 3.477 imprese contro le 153.274 in tutto il territorio nazionale. A livello provinciale, il primato in termini di numerosità delle imprese va a Cagliari (6° in Italia), cresciuta di 145 realtà in 5 anni, seguita da Sassari (16esima in Italia) cresciuta di 96 unità. Seguono staccate Nuoro con +15 mentre chiude in negativo Oristano con -9.
Stop agli abusivi. «Nonostante la maggior parte dei segmenti registrino una crescita – continua Mameli - l’abusivismo rimane la vera piaga del settore. Stimiamo che in regione gli “operatori” abusivi del benessere siano tanti quanti quelli in regola. Una situazione inammissibile e che più volte abbiamo denunciato. Questa estate abbiamo assistito all’atteso servizio di controllo sui litorali da parte delle forze dell’ordine per per il contrasto alla contraffazione e alla difesa del Made in Italy, importante fonte di occupazione. Attendiamo ora di riscontrare questo impegno anche durante l’anno tra le vie delle nostre città per debellare il fenomeno».
I dati. In Sardegna “esplode” l’attenzione per la bellezza e il benessere fisico: le imprese del settore nell’ultimo quinquennio sono cresciute del 7,6% (+247 unità), arrivando così a 3.477, di cui ben 3.025 (l’87%) sono artigiane. I dati confermano il proliferare di manicure e pedicure (+36,1%), degli istituti di bellezza (29,9%) e dei centri per il benessere fisico (+29%). Un dato che evidenzia, dice Mameli, «una crescente attenzione dei consumatori alla conservazione della salute, al benessere e alla migliore qualità della vita anche attraverso la cura della persona». L’isola è la seconda regione in Italia tra quelle in cui il settore è cresciuto maggiormente: la prima è il Lazio con 9,7% mentre l’ultima è la Valle D’Aosta con 1,1%, con una media nazionale del 4%. In termini assoluti l’isola è 12esima con 3.477 imprese contro le 153.274 in tutto il territorio nazionale. A livello provinciale, il primato in termini di numerosità delle imprese va a Cagliari (6° in Italia), cresciuta di 145 realtà in 5 anni, seguita da Sassari (16esima in Italia) cresciuta di 96 unità. Seguono staccate Nuoro con +15 mentre chiude in negativo Oristano con -9.
Stop agli abusivi. «Nonostante la maggior parte dei segmenti registrino una crescita – continua Mameli - l’abusivismo rimane la vera piaga del settore. Stimiamo che in regione gli “operatori” abusivi del benessere siano tanti quanti quelli in regola. Una situazione inammissibile e che più volte abbiamo denunciato. Questa estate abbiamo assistito all’atteso servizio di controllo sui litorali da parte delle forze dell’ordine per per il contrasto alla contraffazione e alla difesa del Made in Italy, importante fonte di occupazione. Attendiamo ora di riscontrare questo impegno anche durante l’anno tra le vie delle nostre città per debellare il fenomeno».
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