La Nuova Sardegna

Paura per 60 passeggeri sul Torino–Olbia

di Giampiero Cocco
Paura per 60 passeggeri sul Torino–Olbia

Un rumore, alcune spie, l’aereo della compagnia Volotea dopo il decollo è ritornato al Costa Smeralda

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OLBIA. Odissea tra aeroporti, la notte tra sabato e domenica, per i passeggeri del Boeing 717 di Volotea Olbia-Torino. L’aereo della compagnia low cost spagnola ha avuto una «seria avaria» – dicono al Costa Smeralda –, pochi minuto dopo il decollo da Olbia Costa Smeralda e, dopo aver chiesto alla torre di controllo l’atterraggio di emergenza, ha fatto rientro a Olbia dopo appena dieci minuti di volo. Il problema all’aeromobile si è rivelato più serio del previsto e quindi per gli oltre sessanta passeggeri diretti a Torino è cominciato la lunga attesa per un nuovo imbarco. I passeggeri, poco dopo la mezzanotte, sono stati quindi “riprotetti” su un volo diretto a Genova e quindi, una volta atterrati nell’aeroporto ligure, accompagnati all’aeroporto di destinazione, quello di Torino, a bordo di due pullman noleggiati dalla compagnia aerea low cost.

Il problema tecnico venutosi a creare a bordo del Boeing 717 del volo V71716 Olbia/Torino è ora al vaglio dell’Ansv, l’agenzia nazionale per la sicurezza volo che ha già un voluminoso dossier sugli aeromobili della compagnia spagnola, con basi operative in Italia a Palermo e Venezia. Lo scorso 14 luglio il volo V7 1779 da Olbia-Costa Smeralda al “Valerio Catullo” di Verona è stato interrotto subito dopo il decollo per la rottura di uno dei due motori, quello sinistro, di un Boeing 717-200. Il pilota, dopo aver chiesto (come l’altra notte) l’atterraggio d’emergenza, ha effettuato una serie di virate per invertire in sicurezza la rotta e rientrare a Olbia con il solo motore destro. In quella occasione l’incidente passò sotto silenzio, anche se la grave avaria resta al centro delle verifiche da parte dell’Ansv. In quella circostanza non si registrarono feriti a bordo, ma per tutti i passeggeri ci furono attimi di panico, sino a toccare terra. Com’è accaduto sabato notte, quando l’aereo, appena decollato, è sobbalzato «per uno scossone in seguito ad un forte boato – ha raccontato un passeggero –, e gli assistenti di volo ci hanno detto che si rientrava a Olbia per delle spie di allarme che si erano accese nella cabina di pilotaggio». La compagnia aerea di Carlos Muñoz e Lázaro Ros, due manager spagnoli, proprietari anche della compagnia aerea Vueling, non ha emesso alcun comunicato in relazione all’episodio che ha coinvolto il loro aeromobile. Un silenzio che segue tutte le avarie registrate dai velivoli della compagnia dal 2012, anno di costituzione, e che sono state ben sette tra carrelli anteriori che non si aprono (in un caso si è dovuto ricorrere al manuale) spie che si accendono in cabina di pilotaggio e motori che si impallano durante il volo.

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