Contro la mozione si mobilitano gli ambientalisti
CAGLIARI. La mozione del Pd in difesa della legge urbanistica ha avuto un inatteso effetto boomernag. Contro il testo, che puntava il dito contro la sottosegretaria Ilaria Borletti e il...
3 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. La mozione del Pd in difesa della legge urbanistica ha avuto un inatteso effetto boomernag. Contro il testo, che puntava il dito contro la sottosegretaria Ilaria Borletti e il soprintendente Fausto Martino c’è stata una reazione ferma degli ambientalisti e di una parte della politica. Dure le parole del presidente del Fai Andrea Carandini. «La difesa dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio storico riguardano l’identità, la cultura e l’economia dell’intero Paese. L’attacco di una parte del Pd sardo al Sottosegretario Ilaria Borletti Buitoni e al Soprintendente Fausto Martino avvilisce qualunque cittadino. Non sono questi, temi che possono essere considerati di esclusiva competenza delle Regioni, come ci ricorda la Costituzione. C’è un forte contrasto fra il tono della lettera del Presidente Pigliaru, pubblicata il 12 settembre sul Corriere della Sera in risposta a una mia lettera del 5 settembre sullo stesso quotidiano e quello di questo intervento di partito. Speriamo che si risolva a vantaggio della salvezza della Sardegna». Critico anche l’ex assessore all’Urbanistica della giunta Soru, Gianvalerio Sanna. «Sconcerto e rabbia davanti alla folle decisione della Regione di portare avanti una legge urbanistica insensata e priva di qualunque cognizione di coerenza e modernizzazione, rispetto alla fase che si era aperta in Sardegna con l’approvazione del Ppr. Ho rotto gli indugi davanti alla farsa incommensurabile della mozione Pd contro il Mibact, segno evidente e clamoroso della sconfitta della politica regionale che si nasconde dietro una azione apparentemente muscolare che susciterà, oltre il Tirreno, una quantità notevole di risate. Se con questa proposta di legge, ma anche con i vari Piani casa, si cerca di aggirare e abbattere i vincoli sovraordinati con le norme urbanistiche lo Stato ha il dovere di intervenire. So di dire cose spiacevoli, in particolar modo così percepite dal personale politico non proprio “tagliato” a trattare questa materia e in preda alla frenesia populista da consenso, ma così stanno le cose nel rapporto con lo Stato, anche a causa dell’aver perso l’ennesima occasione per affondare il confronto Stato-Regione in chiave di maggiori competenze e di reciproche affidabilità. In Sardegna si preferisce fare gli stizzosi contro lo Stato. Si vuole portare ad approvazione una legge urbanistica basata su deroghe e agognata dai soliti predatori del territorio che, non paghi di aver in tempi ciecamente permissivi costruito nei 300 metri più delicati dell’ecosistema sardo, vantano ancora pretese su ciò che non gli appartiene. Ciò che è deroga non è regola e poiché la legge urbanistica è la legge delle regole per eccellenza, l’approvazione di norme così pericolose non può rappresentare un orizzonte sensato. La maggioranza farebbe bene a mostrarsi meno supponente e riflettere su gli effetti negativi e distorsivi di una cultura renziana che ha espropriato anche i nostri desideri di immaginarsi realizzabili». Solidarietà a sottosegretaria e soprintendente arriva anche da altre associazioni come Sardegna Pulita, che chiede l’immediato stop della legge. Anche il Sindacato della nazione sarda si schiera contro la mozione Pd.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
