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Crespi: «Il Pd sbaglia la legge non è difendibile»

Crespi: «Il Pd sbaglia la legge non è difendibile»

La presidente onoraria del Fai critica l’intervento dei Dem in consiglio regionale: «Inaccettabili attacchi alla sottosegretaria Borletti e al soprintendente Martino»

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SASSARI. Non nasconde la sua delusione dopo l’attacco del gruppo consiliare Pd alla sottosegretaria Ilaria Borletti Buitoni e al soprintendente Fausto Martino. La presidente onoraria del Fai Giulia Maria Crespi va subito dritta al punto. La legge urbanistica proposta dalla giunta e i suoi effetti continuano ad allontanare gli ambientalisti e dalla Regione. «Mi occupo di ambiente da più di 40 anni – dice la presidente Crespi – e ho sempre citato la Sardegna come esempio virtuoso. Una delle poche regioni ad avere un piano paesistico serio e di reale tutela del territorio. Proprio per questo sono rimasta colpita in modo negativo dalle ultime scelte della giunta, con la presentazione della legge urbanistica, e ancora di più dalla mozione del gruppo consiliare del Pd che critica la sottosegretaria Ilaria Borletti Buitoni e il soprintendente Fausto Martino. Ilaria Borletti Buitoni per tre anni è stata alla presidenza del Fai e ha militato ne fondo per lunghi anni. Del soprintendente ho sentito solo elogi, anche dai vertici ministeriali delle soprintendenze».

Cosa non le piace della proposta di legge?

«Vengo in Sardegna dal 1959 e la amo come fosse la mia terra e il mio sangue. Amo questa terra e il suo popolo. Per questo sono interdetta da questa legge che vuole cambiare le regole edificatorie nella fascia dei 300 metri, vuole costruire strade ed espropriare aree pregiate. Tutto per favorire un turismo di massa».

Qual è la sua idea di sviluppo turistico?

«In Sardegna i turisti arrivano tutti a luglio e agosto, ma non si può continuare così. Non si possono creare posti letto infiniti. Serve pensare un turismo diverso che sfrutti i mesi morti, l’autunno, la primavera e anche l’inverno. L’isola deve essere conosciuta nella sua interezza e visitata anche all’interno. Zone meravigliose. Il turismo di massa dei mesi estivi è troppo concentrato, e in alcuni casi è un turismo mordi e fuggi che sovraccarica le spiagge e lascia poco sul territorio».

Ma rimane l’esigenza di creare occupazione

«Certo, me ne rendo conto. Ma dobbiamo stare attenti a non regalare parti importanti della Sardegna a grandi aziende che in cambio di posti di lavoro avvelenano il territorio o compromettono la qualità dell’ambiente. Il lavoro è indispensabile, ma si deve sempre valutare quanto le grandi imprese pesino sul territorio. So che si vuole riavviare l’Euroallumina, ma non lo si deve fare mettendo a rischio l’ambiente. E anche sulle grandi aziende che sono in attività l’attenzione deve essere massima. Anche sul caso Fluorsid, su cui è in corso un’inchiesta della magistratura, si deve avere grande attenzione».

Qual è la strada giusta?

«Io sono convinta che l’agricoltura, la pastorizia, la pesca e l’artigianato siano le strade da seguire. Ci sono tante terre che possono essere coltivate. E ci sono tanti giovani che vorrebbero farlo, ma che hanno bisogno di essere aiutati. La Sardegna dà dei frutti unici per qualità e bontà. Per non parlare dei formaggi. Un sapore del tutto differente rispetto a tutti gli altri. In Italia si producono in molti casi con il latte in polvere che arriva dall’estero. In Sardegna vengono fatti in altro modo e hanno un sapore e una qualità unici. Ma i pastori vanno aiutati. Quelli colpiti dalla lingua blu, ma anche gli allevatori di bovini, che fino a oggi non sono stati sostenuti in modo adeguato. E anche l’artigianato produce tappeti e tessuti di ottima qualità, opere d’arte che devono essere valorizzate in modo adeguato. Il turismo lo si deve promuovere anche con le ciclovie da utilizzare con le biciclette o con i cavalli. Puntiamo su questo e non sui metri cubi nelle spiagge. Lo dico da fondatrice del Fai, da presidente onorario. Fermiamo il cemento e le fabbriche inquinanti e puntiamo sull’ambiente, un valore inestimabile». (l.roj)



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