Time in jazz è un tesoro l’evento produce 3 milioni
di Claudio Zoccheddu
Calcolato il valore aggiunto del festival. Per organizzarlo bastano 530mila euro Circa 35mila spettatori censiti a Berchidda nei dieci giorni della manifestazione
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SASSARI. Ogni euro investito nell’organizzazione produce 15 euro di spesa dei visitatori e 6 di valore aggiunto. Il totale del valore aggiunto generato dal Time in jazz di Berchidda si attesta sui 3 milioni di euro. Niente male per un investimento complessivo di 530mila euro per l’organizzazione di ciascuna edizione del festival.
L’indagine. A tradurre in euro l’impatto di Time in jazz sul territorio ci ha pensato il Ciset, Centro internazionale di studi sull’economica turistica (in collaborazione con Agis e Confcommercio) che ha misurato le “capacità” di tre festival musicali attivi da anni in Italia tra cui la Notte della taranta, appuntamento agostano pugliese, e Home festival, contenitore di musica pop che interessa il settembre veneto.
Time in jazz. Un appuntamento fissato su calendari che superano i confini nazionali che è passato dai due giorni di programmazione delle prime edizioni alle attuali dieci giornate. Il festival prevede un cartellone fitto di eventi organizzati in luoghi e spazi differenti che coinvolgono ormai non solo Berchidda, il suo centro storico e la campagna, ma anche i comuni limitrofi e che mescolano anche altri linguaggi creativi, oltre alla musica, come l’arte e la letteratura.
I numeri. Se per i primi anni, il battesimo è datato 1987, la platea era quella tipica degli eventi di nicchia, con il passare del tempo Time in jazz è cresciuto fino a convogliare in media 35mila spettatori. Notevole anche il numero dei volontari coinvolti nell’organizzazione, 180, e quello dei comuni limitrofi a cui Berchidda “delega” l’ospitalità di alcuni appuntamenti, 18. Sulla provenienza del pubblico, invece, gli appassionati sardi sono il 60 per cento degli ospiti, mentre il 25 per cento della platea viene riempita da chi arriva dal resto d’Italia e il 15 per cento è la porzione di stranieri che ogni anno passa una porzione di agosto a Berchidda.
Soggiorno e visitatori. La permanenza media è di 4/5 giorni e il 50 per cento degli appassionati sceglie Berchidda, e le strutture comprese in un raggio di circa 100 chilometri , per riposare nei (pochi) momenti di stanca di Time in jazz. C’è però da aggiungere una parte dei turisti con la passione per il jazz raggiunge il festival mentre è già in vacanza nell’isola. La spesa dei visitatori è stata valutata tra gli 80 e i 40 euro giornalieri, che si tratti di persone che pernottano in zona o che si tratti di presenze giornaliere.
La spesa. Il totale, ogni anno negli ultimi di tempi, è di circa 8 milioni, di cui 6,3 milioni viene utilizzata per corrispondere il costo dei servizi. Per l’acquisto di beni, invece, la spesa media totale è di 1,6 milioni di euro. Il valore aggiunto prodotto dalla spesa degli spettatori effettuata all’interno dei confini Time in jazz è, nel dettaglio, di 2,9 milioni di euro, suddivisi in 2,7 per l’acquisto di servizi e 253mila euro generati invece dalla vendita dei beni.
L’indagine. A tradurre in euro l’impatto di Time in jazz sul territorio ci ha pensato il Ciset, Centro internazionale di studi sull’economica turistica (in collaborazione con Agis e Confcommercio) che ha misurato le “capacità” di tre festival musicali attivi da anni in Italia tra cui la Notte della taranta, appuntamento agostano pugliese, e Home festival, contenitore di musica pop che interessa il settembre veneto.
Time in jazz. Un appuntamento fissato su calendari che superano i confini nazionali che è passato dai due giorni di programmazione delle prime edizioni alle attuali dieci giornate. Il festival prevede un cartellone fitto di eventi organizzati in luoghi e spazi differenti che coinvolgono ormai non solo Berchidda, il suo centro storico e la campagna, ma anche i comuni limitrofi e che mescolano anche altri linguaggi creativi, oltre alla musica, come l’arte e la letteratura.
I numeri. Se per i primi anni, il battesimo è datato 1987, la platea era quella tipica degli eventi di nicchia, con il passare del tempo Time in jazz è cresciuto fino a convogliare in media 35mila spettatori. Notevole anche il numero dei volontari coinvolti nell’organizzazione, 180, e quello dei comuni limitrofi a cui Berchidda “delega” l’ospitalità di alcuni appuntamenti, 18. Sulla provenienza del pubblico, invece, gli appassionati sardi sono il 60 per cento degli ospiti, mentre il 25 per cento della platea viene riempita da chi arriva dal resto d’Italia e il 15 per cento è la porzione di stranieri che ogni anno passa una porzione di agosto a Berchidda.
Soggiorno e visitatori. La permanenza media è di 4/5 giorni e il 50 per cento degli appassionati sceglie Berchidda, e le strutture comprese in un raggio di circa 100 chilometri , per riposare nei (pochi) momenti di stanca di Time in jazz. C’è però da aggiungere una parte dei turisti con la passione per il jazz raggiunge il festival mentre è già in vacanza nell’isola. La spesa dei visitatori è stata valutata tra gli 80 e i 40 euro giornalieri, che si tratti di persone che pernottano in zona o che si tratti di presenze giornaliere.
La spesa. Il totale, ogni anno negli ultimi di tempi, è di circa 8 milioni, di cui 6,3 milioni viene utilizzata per corrispondere il costo dei servizi. Per l’acquisto di beni, invece, la spesa media totale è di 1,6 milioni di euro. Il valore aggiunto prodotto dalla spesa degli spettatori effettuata all’interno dei confini Time in jazz è, nel dettaglio, di 2,9 milioni di euro, suddivisi in 2,7 per l’acquisto di servizi e 253mila euro generati invece dalla vendita dei beni.
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