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il processo  

Automobili rubate per i colpi ai blindati

CAGLIARI. Va avanti a marce forzate il processo ai 26 imputati della sequenza di rapine e tentate rapine ai furgoni portavalori: ieri, nel corso di un’udienza andata avanti fino al pomeriggio...

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CAGLIARI. Va avanti a marce forzate il processo ai 26 imputati della sequenza di rapine e tentate rapine ai furgoni portavalori: ieri, nel corso di un’udienza andata avanti fino al pomeriggio inoltrato, sono stati sentiti dal pm Danilo Tronci i proprietari delle automobili e dei mezzi rubati dalla banda per mettere a segno i colpi. Si tratta di esami obbligati, perchè nel fascicolo processuale mancano in parte gli atti relativi alla serie di furti compiuti - secondo l’accusa - da alcuni componenti l’organizzazione capeggiata dall’ex vicesindaco di Villagrande Giovanni Olianas e di conseguenza è indispensabile mettere a disposizione del tribunale presieduto da Ermengarda Ferrarese la prova dei reati. Dalle testimonianze raccolte in aula non sono venuti fuori elementi nuovi rispetto a quanto accertato con le indagini della polizia, il meccanismo preparatorio delle rapine risulta confermato: prima di passare alla fase esecutiva dell’assalto, la banda s’impossessava dei mezzi adatti al colpo programmato. In prevalenza automobili veloci, rubate in paesi diversi e custodite in garage riservati per alcuni giorni, fino al giorno stabilito per la rapina. Una volta messo a segno - e in alcuni casi solo tentato - il colpo, le auto finivano abbandonate e sostituite con altre “pulite”, che servivano per riportare a casa i componenti la banda. Un metodo ampiamente sperimentato, che nell’arco dell’attività del gruppo - ottobre 2013-marzo 2016, secondo il capo d’imputazione per associazione a delinquere - ha sempre funzionato.

Il dibattimento andrà avanti il 25 settembre con l’esame di altri testimoni. (m.l)

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