Insetticida nelle uova: «Sì, lieve contaminazione»
di Claudio Zoccheddu
La conferma dalle analisi sulla partita sequestrata: infetti 3 campioni su 10
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SASSARI. Gli esami dell’Istituto zooprofilattico della Sardegna hanno confermato i timori iniziali: una partita di uova prodotte da un allevamento della zona di Cagliari – e distribuite da una catena di discount nella stessa area – è stato contaminato dal Fipronil, l’insetticida vietato che ha fatto scattare l’allarme in tutta Europa per la sua diffusione negli allevamenti intensivi di galline ovaiole.
I risultati. In tre uova su dieci è stata riscontrata una “lieve” contaminazione. L’esito degli esami è stato diffuso dall’assessorato alla Sanità della Regione che è entrato nello specifico delle quantità riportando i risultati degli esami condotti a tempo di record dai tecnici dell’istituto zooprofilattico, anche per evitare che l’isola possa essere travolta dalla psicosi delle uova avvelenate: «La lieve positività all’insetticida non costituisce un rischio significativo per la salute pubblica - hanno spiegato dalla Regione –. Si tratta di quantità minime, venti/trenta volte inferiori ai livelli considerati potenzialmente pericolosi».
Le conseguenze. La produzione e la distribuzione delle uova prodotte dall’allevamento del Sud Sardegna è stata subito bloccata in via precauzionale. La diffusione delle uova consegnate ai discount, invece, era già stata sospesa subito dopo l’allarme scattato nella tarda serata di giovedì. Molte delle uova che facevano parte della partita contaminata erano però già state ritirate dagli scaffali dei discount perché ormai arrivate alla data di scadenza, fissata per il 21 settembre. E proprio la data di scadenza potrebbe aver limitato la vendita del prodotto, riducendo ai minimi termini anche il rischio per la salute pubblica.
I controlli. L’attività della task force schierata per evitare la diffusione delle uova contaminata è stata confermata dalla Regione: «I servizi dell’azienda sanitaria, allertati dal titolare dell’allevamento che ha fornito la massima collaborazione, sono intervenuti prontamente mettendo in atto tutte le misure di controllo previste dalle procedure stabilite dal ministero della Salute e dalla Commissione europea, incluso il ritiro delle partite di uova sospette dagli esercizi commerciali e il blocco della immissione in commercio delle uova successivamente prodotte nell’intero allevamento. I servizi veterinari dell’azienda sanitaria continueranno il lavoro di verifica della situazione nell’allevamento e decideranno in conseguenza se confermare o rimuovere il blocco».
L’allarme. La contaminazione è stata scoperta dopo le analisi condotte da un laboratorio privato a cui si era rivolto l’allevatore nonostante la sua azienda fosse stata controllata già tre volte dopo la diffusione dell’allarme arrivato dal Belgio e dall’Olanda ma esteso in altri 15 paesi europei, tra cui L’Italia. L’esito dell’esame privato ha fatto scattare il blitz condotto dai nuclei antisofisticazione dei carabinieri che hanno sequestrato la partita di uova e l’hanno consegnata ai tecnici dell’istituto zooprofilattico. E ieri sono stati ridotti al minimo i tempi delle analisi proprio per rispondere all’esigenza dei consumatori preoccupati da una possibile contaminazione delle uova prodotte in Sardegna.
Le uova sarde. Da agosto sono stati condotti altri ottanta controlli sulle aziende isolane che si occupano dell’allevamento delle galline ovaiole ma, fino a ieri, nessuno aveva riscontrato la presenza del Fipronil nei prodotti degli allevamenti sardi. Gli esami avevano escluso anche la presenza di quantità minime del pericoloso insetticida bandito dall’Unione europea e la produzione era continuata senza problemi nonostante le notizie dei sequestri che arrivavano dal resto d’Italia.
I risultati. In tre uova su dieci è stata riscontrata una “lieve” contaminazione. L’esito degli esami è stato diffuso dall’assessorato alla Sanità della Regione che è entrato nello specifico delle quantità riportando i risultati degli esami condotti a tempo di record dai tecnici dell’istituto zooprofilattico, anche per evitare che l’isola possa essere travolta dalla psicosi delle uova avvelenate: «La lieve positività all’insetticida non costituisce un rischio significativo per la salute pubblica - hanno spiegato dalla Regione –. Si tratta di quantità minime, venti/trenta volte inferiori ai livelli considerati potenzialmente pericolosi».
Le conseguenze. La produzione e la distribuzione delle uova prodotte dall’allevamento del Sud Sardegna è stata subito bloccata in via precauzionale. La diffusione delle uova consegnate ai discount, invece, era già stata sospesa subito dopo l’allarme scattato nella tarda serata di giovedì. Molte delle uova che facevano parte della partita contaminata erano però già state ritirate dagli scaffali dei discount perché ormai arrivate alla data di scadenza, fissata per il 21 settembre. E proprio la data di scadenza potrebbe aver limitato la vendita del prodotto, riducendo ai minimi termini anche il rischio per la salute pubblica.
I controlli. L’attività della task force schierata per evitare la diffusione delle uova contaminata è stata confermata dalla Regione: «I servizi dell’azienda sanitaria, allertati dal titolare dell’allevamento che ha fornito la massima collaborazione, sono intervenuti prontamente mettendo in atto tutte le misure di controllo previste dalle procedure stabilite dal ministero della Salute e dalla Commissione europea, incluso il ritiro delle partite di uova sospette dagli esercizi commerciali e il blocco della immissione in commercio delle uova successivamente prodotte nell’intero allevamento. I servizi veterinari dell’azienda sanitaria continueranno il lavoro di verifica della situazione nell’allevamento e decideranno in conseguenza se confermare o rimuovere il blocco».
L’allarme. La contaminazione è stata scoperta dopo le analisi condotte da un laboratorio privato a cui si era rivolto l’allevatore nonostante la sua azienda fosse stata controllata già tre volte dopo la diffusione dell’allarme arrivato dal Belgio e dall’Olanda ma esteso in altri 15 paesi europei, tra cui L’Italia. L’esito dell’esame privato ha fatto scattare il blitz condotto dai nuclei antisofisticazione dei carabinieri che hanno sequestrato la partita di uova e l’hanno consegnata ai tecnici dell’istituto zooprofilattico. E ieri sono stati ridotti al minimo i tempi delle analisi proprio per rispondere all’esigenza dei consumatori preoccupati da una possibile contaminazione delle uova prodotte in Sardegna.
Le uova sarde. Da agosto sono stati condotti altri ottanta controlli sulle aziende isolane che si occupano dell’allevamento delle galline ovaiole ma, fino a ieri, nessuno aveva riscontrato la presenza del Fipronil nei prodotti degli allevamenti sardi. Gli esami avevano escluso anche la presenza di quantità minime del pericoloso insetticida bandito dall’Unione europea e la produzione era continuata senza problemi nonostante le notizie dei sequestri che arrivavano dal resto d’Italia.
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