Sanità, emendamenti record: sono 849
Gran parte dalla minoranza di centrodestra ma non mancano quelli dei partiti del centrosinistra
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CAGLIARI. Una valanga di emendamenti, com’era prevedibile che fosse, s’è abbattuta sulla riorganizzazione della rete ospedaliera. Martedì la mappa ritornerà in aula, ma nel frattempo si sarà caricata sulle spalle un fardello pesante. Sono 849 gli emendamenti depositati, in gran parte della minoranza ma anche la maggioranza di centrosinistra ci ha messo del suo seppure in ordine sparso.
Il primo setaccio. Alla scadenza , ieri alle 10, all’inizio della mattinata l’Ufficio di presidenza del Consiglio ha avuto a che fare con oltre un migliaio di possibili correzioni al testo originale. Duecento sono state subito cassate per evidenti vizi di forma o perché considerati intrusi. Dopo la prima verifica, sono rimasti buoni, o meglio potranno essere discussi in aula, 849 emendamenti.
Minoranza scatenata. A far la parte da leone è stato il centrodestra e in particolare Forza Italia, con il vicepresidente della commissione sanità Edoardo Tocco, sostenuto da tutti gli altri consiglieri del partito di Berlusconi. Al secondo posto l’Udc, poi Fdi-An e infine i Riformatori. Ci sono emendamenti in cui le correzioni richieste sono spesso legate anche al solo cambio di una parola, ma la maggior parte entra nel merito della riforma degli ospedali. Forza Italia ha spaziato da un capo all’altro della Sardegna, con richieste dche potrebbero stravolgere dalla testa alla coda la mappa proposta prima dall’assessorato alla sanità e poi licenziata a maggioranza dalla commissione. L’Udc sparerà buona parte delle sue cartucce, per fermare – è scritto in uno dei fogli – «il ridimensionamento dell’ospedale di Tempio» e «lo stravolgimento del sistema sanitario nel Sulcis-Iglesiente». Fratelli d’Italia è invece decisa a «fermare una riforma che mortificherà la rete degli ospedali a Cagliari e a Sassari». In molti altri emendamenti non mancano gli attacchi diretti a una «riorganizzazione che accentra le eccellenze sulle grandi città ed è esclude le zone interne», e proprio questo tema sarà uno dei cavalli di battaglia dei Rossomori, a cominciare dal mancato riconoscimento del secondo livello per l’ospedale di Nuoro.
Maggioranza schierata. Gli emendamenti presentati e condivisi dal centrosinistra sono un ventina. In gran parte riguardano le correzioni sollecitate dai sindaci sulle competenze dei piccoli ospedali e l’assegnazione di reparti all’interno delle diverse aree omogenee in cui è stata suddivisa la Sardegna. Poi ci sono gli emendamenti presentati dai singoli partiti. Da quelli firmati dal gruppo del Partito dei sardi, che ha votato sì per l’inizio della discussione sui singoli capitoli e articoli, ma continua a essere ancora critico sulla riorganizzazione vera e propria. Anche Articolo 1-Mdp ha depositato le sue richieste e le vuole proporre all’attenzione della maggioranza. C’è poi il caso di Campo progressista, che nella precedente seduta si è astenuto e che martedì pomeriggio potrebbe aver preparato qualche altra sorpresa. Però la maggioranza non sembra preoccupata da un possibile fuoco amico: «Prima dell’aula – dice il presidente Raimondo Perra – troveremo l’accordo in commissione».
Il primo setaccio. Alla scadenza , ieri alle 10, all’inizio della mattinata l’Ufficio di presidenza del Consiglio ha avuto a che fare con oltre un migliaio di possibili correzioni al testo originale. Duecento sono state subito cassate per evidenti vizi di forma o perché considerati intrusi. Dopo la prima verifica, sono rimasti buoni, o meglio potranno essere discussi in aula, 849 emendamenti.
Minoranza scatenata. A far la parte da leone è stato il centrodestra e in particolare Forza Italia, con il vicepresidente della commissione sanità Edoardo Tocco, sostenuto da tutti gli altri consiglieri del partito di Berlusconi. Al secondo posto l’Udc, poi Fdi-An e infine i Riformatori. Ci sono emendamenti in cui le correzioni richieste sono spesso legate anche al solo cambio di una parola, ma la maggior parte entra nel merito della riforma degli ospedali. Forza Italia ha spaziato da un capo all’altro della Sardegna, con richieste dche potrebbero stravolgere dalla testa alla coda la mappa proposta prima dall’assessorato alla sanità e poi licenziata a maggioranza dalla commissione. L’Udc sparerà buona parte delle sue cartucce, per fermare – è scritto in uno dei fogli – «il ridimensionamento dell’ospedale di Tempio» e «lo stravolgimento del sistema sanitario nel Sulcis-Iglesiente». Fratelli d’Italia è invece decisa a «fermare una riforma che mortificherà la rete degli ospedali a Cagliari e a Sassari». In molti altri emendamenti non mancano gli attacchi diretti a una «riorganizzazione che accentra le eccellenze sulle grandi città ed è esclude le zone interne», e proprio questo tema sarà uno dei cavalli di battaglia dei Rossomori, a cominciare dal mancato riconoscimento del secondo livello per l’ospedale di Nuoro.
Maggioranza schierata. Gli emendamenti presentati e condivisi dal centrosinistra sono un ventina. In gran parte riguardano le correzioni sollecitate dai sindaci sulle competenze dei piccoli ospedali e l’assegnazione di reparti all’interno delle diverse aree omogenee in cui è stata suddivisa la Sardegna. Poi ci sono gli emendamenti presentati dai singoli partiti. Da quelli firmati dal gruppo del Partito dei sardi, che ha votato sì per l’inizio della discussione sui singoli capitoli e articoli, ma continua a essere ancora critico sulla riorganizzazione vera e propria. Anche Articolo 1-Mdp ha depositato le sue richieste e le vuole proporre all’attenzione della maggioranza. C’è poi il caso di Campo progressista, che nella precedente seduta si è astenuto e che martedì pomeriggio potrebbe aver preparato qualche altra sorpresa. Però la maggioranza non sembra preoccupata da un possibile fuoco amico: «Prima dell’aula – dice il presidente Raimondo Perra – troveremo l’accordo in commissione».
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