Gentiloni e due ministri alla Settimana dei cattolici
Il premier, De Vincenti e Poletti a Cagliari al convegno della Cei dal 26 al 29 ottobre Monsignor Miglio: «Il lavoro è un tema caldo, dalla politica ci aspettiamo di più»
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CAGLIARI. In ordine di apparizione: Claudio De Vincenti, Giuliano Poletti e Paolo Gentiloni, due ministri e un primo ministro. Sul palco della Settimana sociale dei cattolici, organizzata a Cagliari dal 26 al 29 ottobre dalla Conferenza episcopale dei vescovi, salirà mezzo governo. È inevitabile, quando il richiamo è forte vista la traccia su cui si svilupperà la quattro giorni e a cui parteciperanno oltre mille delegati fra vescovi, intellettuali, professori universitari, economisti, industriali e sindacalisti: «Il lavoro che vogliamo. Libero, creativo, partecipativo e solidale». Sarà un grande momento di dibattito e confronto sulle prospettive che oggi la società può proporre soprattutto ai giovani, ha detto l’arcivescovo di Cagliari Arrigo Miglio nel presentare un appuntamento «verso cui non solo i cattolici, ma tutti dovranno guardare con molta attenzione». Il lavoro è un «argomento caldo, quello più caldo, per la società» e dalla «politica ci aspettiamo di più se tutt’insieme vogliamo uscire dalla crisi», ha aggiunto Miglio. Lo hanno scritto anche i vescovi sardi nel loro ultimo documento di preparazione all’evento, in cui ricordano tra l’altro le ormai storiche parole di Papa Francesco contenute nell’enciclica Evangeli gaudium «Senza lavoro, non c’è dignità per l’uomo». I vescovi lo hanno ribadito: «Vorremmo che, nella conferenza di Cagliari, lo sguardo si aprisse non tanto sui numeri e sulle statistiche, quanto sulle persone e sulle vite concrete, a partire dall’allarmante situazione della disoccupazione giovanile, ma anche con uno sguardo rivolto verso le buone pratiche esistenti». La quattro giorni sarà un viaggio nel mondo del lavoro, in quello che c’è e «in quello che dovrebbe esserci», ha sottolineato l’arcivescovo. Per poi aggiungere: «La Chiesa non vuole occupare spazi di altre istituzioni, del sindacato o dell'imprenditoria ma offrire uno spunto per una nuova coscienza della dimensione sociale della fede cristiana. Vogliamo aiutare la comunità a farsi carico del tema del lavoro, non solo come problema economico, seppure importante, ma sociale». Uno degli obiettivi della conferenza cagliaritana sarà anche quello d’individuare e superare gli ostacoli che oggi impediscono uno sviluppo equo e sostenibile. «I guasti – così definiti da Miglio – vanno dalla burocrazia, frena il cambiamento, allo sfruttamento, è inaccettabile, dal precariato, scatena insicurezza, fino agli ancora troppi incidenti sul lavoro». Intorno a questi problemi dovrebbe svilupparsi anche il messaggio di Papa Francesco, annunciato dal Vaticano per giovedì mattina, e l’omelia della messa che Miglio celebrerà domenica mattina in diretta televisiva nel piazzale della raffineria Saras. Perché se l’industria è ancora uno dei pilastri del mondo del lavoro, anche se è quello più in crisi, la Sardegna dovrebbe dare «maggiore impulso a risorse come l’artigianato, l’agricoltura e il turismo, per contribuire a trovare nuove strade e proporre all’intera società italiana un modello che porti a superare la crisi», hanno scritto i vescovi. Nell’agenda della settimana dei cattolici, le date del congresso alla Fiera sono queste: giovedì 26 il ministro per il Mezzogiorno De Vincenti parteciperà alla tavola rotonda sul tema «Il lavoro che non vogliamo», sabato 28 sarà la volta di Poletti, politiche sociali, su «Il lavoro che vogliamo» e domenica 29 il primo ministro Gentiloni, insieme al presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, parlerà delle «Prospettive per il lavoro».
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