Anche il Wwf boccia la legge urbanistica
Il delegato Spada: «Difendiamo il Ppr e la giunta cancelli gli articoli controversi dal testo in esame»
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SASSARI. Spodestato dalle liti sulla sanità, il dibattito sulla legge urbanistico sembra essere finito sottotraccia. In realtà la giunta, con in testa il governatore Pigliaru, si è detta prontissima a discutere i punti controversi. Ma gli ambientalisti hanno già indicato in modo preciso quello che nella legge non piace. A riaccendere le ostilità ci pensa un documento del Wwf, firmato dal direttore generale nazionale Gaetano Benedetto e dal delegato per la Sardegna Carmelo Spada.
Il documento. Il testo non lascia grandi margini. La contestazione è netta. La legge viene bocciata negli stessi punti in cui era già stata contestata dagli altri ambientalisti. Il Wwf difende in modo integrale l’impianto del Ppr. «Nel Piano paesaggistico regionale presentato in Consiglio regionale nel 2004 furono posti rigorosi vincoli di tutela del paesaggio costiero con l’inedificabilità di quei territori “…compresi in una fascia di profondità di 300 metri dalla linea di battigia anche se elevati sul mare e per le isole minori nei 150 metri” riconoscendone così “…i caratteri, le tipologie, le forme e gli innumerevoli punti di vista del paesaggio sardo, costituito dalle interazioni della naturalità, della storia e della cultura delle popolazioni locali, intesi come elementi fondamentali per lo sviluppo». Per il Wwf non ci devono essere modifiche a questo indirizzo. «Il Ppr della Sardegna del 2006 è stato preso come modello da alcuni Stati del Mediterraneo che puntano sul turismo come veicolo di sviluppo economico (Croazia e Spagna). La Legge ridusse del 50% le volumetrie che erano sino ad allora ammissibili». Il Wwf ricorda come nel Documento di Alghero del luglio 2017 gli ambientalisti abbiano chiesto modifiche alla nuova proposta di legge urbanistica presentata dalla giunta. L’allarme è su alcuni punti precisi. «Allarma l’articolo A.4 dell’Allegato A del Ddl del 2017 che propone un nuovo metodo di calcolo per determinare il fabbisogno di ricettività alberghiera ed extra-alberghiera, nella fascia costiera. Il premio volumetrico attribuito dal Ddl è di 9 milioni di metri cubi, in evidente contraddizione rispetto agli obiettivi di riduzione del consumo di suolo richiamati in più parti dello stesso Ddl. Il Wwf chiede alla giunta che vengano eliminati: l’articolo 29, l’articolo 30 e l’articolo 31 che consentono incrementi volumetrici dell’edificato esistente e l’articolo 43 che riguarda i “programmi e progetti ecosostenibili di grande interesse sociale ed economico”. Tutte le deroghe alla tutela ambientale e paesaggistica, contenute nel Ddl, che potrebbero consentire di riversare ulteriori volumi edilizi sulle coste». Più in generale il Wwf chiede la tutela della fascia dei 300 metri, e che i Puc vengano adeguati al Ppr e vengano anche ricomprese le zone interne.
L’ultimo affondo è sulla legge sul turismo e sul capitolo legato all’incremento delle case mobili nei campeggi. «Queste norme violano i principi costituzionali in materia di tutela del paesaggio e dell’ambiente, e quelle delle competenze legislative Stato-Regioni in materia di pianificazione paesaggistica. Il Wwf manifesta grande apprezzamento e riconoscimento per il lavoro e il ruolo svolto dal Soprintendente Fausto Martino».
Il documento. Il testo non lascia grandi margini. La contestazione è netta. La legge viene bocciata negli stessi punti in cui era già stata contestata dagli altri ambientalisti. Il Wwf difende in modo integrale l’impianto del Ppr. «Nel Piano paesaggistico regionale presentato in Consiglio regionale nel 2004 furono posti rigorosi vincoli di tutela del paesaggio costiero con l’inedificabilità di quei territori “…compresi in una fascia di profondità di 300 metri dalla linea di battigia anche se elevati sul mare e per le isole minori nei 150 metri” riconoscendone così “…i caratteri, le tipologie, le forme e gli innumerevoli punti di vista del paesaggio sardo, costituito dalle interazioni della naturalità, della storia e della cultura delle popolazioni locali, intesi come elementi fondamentali per lo sviluppo». Per il Wwf non ci devono essere modifiche a questo indirizzo. «Il Ppr della Sardegna del 2006 è stato preso come modello da alcuni Stati del Mediterraneo che puntano sul turismo come veicolo di sviluppo economico (Croazia e Spagna). La Legge ridusse del 50% le volumetrie che erano sino ad allora ammissibili». Il Wwf ricorda come nel Documento di Alghero del luglio 2017 gli ambientalisti abbiano chiesto modifiche alla nuova proposta di legge urbanistica presentata dalla giunta. L’allarme è su alcuni punti precisi. «Allarma l’articolo A.4 dell’Allegato A del Ddl del 2017 che propone un nuovo metodo di calcolo per determinare il fabbisogno di ricettività alberghiera ed extra-alberghiera, nella fascia costiera. Il premio volumetrico attribuito dal Ddl è di 9 milioni di metri cubi, in evidente contraddizione rispetto agli obiettivi di riduzione del consumo di suolo richiamati in più parti dello stesso Ddl. Il Wwf chiede alla giunta che vengano eliminati: l’articolo 29, l’articolo 30 e l’articolo 31 che consentono incrementi volumetrici dell’edificato esistente e l’articolo 43 che riguarda i “programmi e progetti ecosostenibili di grande interesse sociale ed economico”. Tutte le deroghe alla tutela ambientale e paesaggistica, contenute nel Ddl, che potrebbero consentire di riversare ulteriori volumi edilizi sulle coste». Più in generale il Wwf chiede la tutela della fascia dei 300 metri, e che i Puc vengano adeguati al Ppr e vengano anche ricomprese le zone interne.
L’ultimo affondo è sulla legge sul turismo e sul capitolo legato all’incremento delle case mobili nei campeggi. «Queste norme violano i principi costituzionali in materia di tutela del paesaggio e dell’ambiente, e quelle delle competenze legislative Stato-Regioni in materia di pianificazione paesaggistica. Il Wwf manifesta grande apprezzamento e riconoscimento per il lavoro e il ruolo svolto dal Soprintendente Fausto Martino».
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