CAGLIARI. A colpi di machete, altrimenti sarebbe stato impossibile aver ragione della foresta di società partecipate e controllate. Disboscare, non c’era altro verbo (e azione) possibile per la Regione. Doveva fare per forza così se davvero vuole liberarsi del macigno di grandi e piccole sigle ormai inutili, o contenitori vuoti da chissà quando tempo con dentro solo solitari liquidatori, oppure consorzi che semmai (per essere bravi) avevano un senso anni fa, ma nel frattempo sono diventati spazzatura. Ma anche liberarsi di società sul viale del tramonto da decenni e ora arrivate finalmente al capolinea, o anche di ridicole quote azionarie sparse un po’ dappertutto. Tutto questo pazzo mondo ha un costo pazzesco: 10 milioni. Saranno risparmiati, con un piano straordinario che, alla fine del 2018, confinerà le controllate in appena mezzo foglio protocollo: Da 91 partecipazioni dirette e indirette, la Regione scenderà a 18.
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