Riforma degli ospedali È il giorno della verità
Oggi l’Aula voterà la tabella che assegna i livelli. Centrosinistra in subbuglio Manifestazioni del Consiglio comunale di Lanusei e della Rete sanità pubblica
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CAGLIARI. Oggi sarà il giorno della prova del nove per la riorganizzazione della rete ospedaliera. Dopo aver approvato i primi quattro capitoli e dopo una settimana di confronto in commissione, il Consiglio regionale affronterà il vero nodo della riforma. È la tabella «6.2» in cui sono messi infila i 29 ospedali pubblici e a ciascuno è assegnato un ruolo nella nuova gerarchia: dal secondo livello, il massimo, a quello di base. Ed è proprio sulla tabella 6.2 che questo pomeriggio la maggioranza di centrosinistra potrebbe compattarsi o spaccarsi.
I casi aperti. La commissione sanità, presieduta da Raimondo Perra del Psi, oggi presenterà la sua di tabella. È quella in cui, la scorsa settimana, sono state raccolte le ultime correzioni rispetto a quelle presentata a suo tempo dalla giunta e poi licenziate, con i primi aggiustamenti, dalla commissione, ma ancora contestata da diversi partiti della coalizione e dai sindaci. Da allora i passi in avanti sono stati diversi. Ad esempio sul riconoscimento immediato del primo livello agli ospedali di Alghero-Ozieri e anche sulla mancata chiusura del punto nascita di La Maddalena almeno fino all’entrata in servizio a pieno regime dell’elisoccorso. Però ci sono ancora dei sussulti in maggioranza: Daniele Cocco. Mpd dovrebbe presentare un suo emendamento su Alghero-Ozieri e Pierfranco Zanchetta, Upc, sul punto nascita. Ed è possibile che su queste ennesime correzioni dell’ultim’ora si accodi l’opposizione di centrodestra, con l’obiettivo di mettere in difficoltà la giunta. Potrebbero essere addirittura più complicati i casi dell’ospedale di Lanusei, con la commissione che non riconosce il titolo ma sole le funzioni di primo livello, mentre è questo l’obiettivo del consigliere regionale ogliastrino Franco Sabatini del Pd, e quello dell’ospedale di Nuoro, con la richiesta del riconoscimento del secondo livello come per il Brotzu di Cagliari e l’Azienda mista di Sassari, e su cui potrebbe materializzarsi una maggioranza trasversale destinata a mettere in crisi il centrosinistra.
Fuori dal Palazzo. Sono due le manifestazioni contro la riforma organizzate oggi in via Roma. La prima è un sit-in di mattina con in testa il movimento della «Rete sarda in difesa della sanità pubblica», che lancia un nuovo appello ai sessanta consiglieri regionali. «Non votate – si legge – una Rete in cui i territori non si riconoscono, perché prevede la soppressione di ospedali e interi servizi sanitari». La seconda, nel pomeriggio, è del Consiglio comunale di Lanusei, convocato a Cagliari in seduta straordinaria, per sollecitare a gran voce il riconoscimento del primo livello per l’ospedale Nostra Signora della Mercede, che come scritto poco fa è ancora in forse.
Prese di posizione. Sono due. La prima è del vicepresidente del Consiglio, Eugenio Lai di Articolo 1-Mdp, che si è schierato al fianco della protesta di titolari e dipendenti delle parafarmacie contro una restrizione delle competenze e il blocco di nuove aperture. «Siamo di fronte – scrive Lai – a un evidente tentativo di indebolire un servizio utile alla collettività solo perché alcuni politici vorrebbero tutelare l’interesse di pochi, quelli rappresentati dai soliti gruppi di potere, a discapito degli interessi generali e anche dei migliaia di posti di lavoro garantiti dalle parafarmacie dalla riforma Bersani del 2006 in poi». La seconda presa di posizione è in un’interrogazione presentata dal consigliere Antonio Solinas del Pd. Chiede che il sistema sanitario preveda anche la prescrizione gratuita per i diabetici del «sistema di monitoraggio flash della glicemia, conosciuto come free style libre che eviterebbe duemila punture l’anno per controllare i valori, e non solo il rimborso delle strisce». Secondo Solinas anche «il Flash glucose monitor, ora pagato dai diabetici, dovrebbe essere distribuito gratuitamente in Sardegna così come accade in altre 12 regioni».
I casi aperti. La commissione sanità, presieduta da Raimondo Perra del Psi, oggi presenterà la sua di tabella. È quella in cui, la scorsa settimana, sono state raccolte le ultime correzioni rispetto a quelle presentata a suo tempo dalla giunta e poi licenziate, con i primi aggiustamenti, dalla commissione, ma ancora contestata da diversi partiti della coalizione e dai sindaci. Da allora i passi in avanti sono stati diversi. Ad esempio sul riconoscimento immediato del primo livello agli ospedali di Alghero-Ozieri e anche sulla mancata chiusura del punto nascita di La Maddalena almeno fino all’entrata in servizio a pieno regime dell’elisoccorso. Però ci sono ancora dei sussulti in maggioranza: Daniele Cocco. Mpd dovrebbe presentare un suo emendamento su Alghero-Ozieri e Pierfranco Zanchetta, Upc, sul punto nascita. Ed è possibile che su queste ennesime correzioni dell’ultim’ora si accodi l’opposizione di centrodestra, con l’obiettivo di mettere in difficoltà la giunta. Potrebbero essere addirittura più complicati i casi dell’ospedale di Lanusei, con la commissione che non riconosce il titolo ma sole le funzioni di primo livello, mentre è questo l’obiettivo del consigliere regionale ogliastrino Franco Sabatini del Pd, e quello dell’ospedale di Nuoro, con la richiesta del riconoscimento del secondo livello come per il Brotzu di Cagliari e l’Azienda mista di Sassari, e su cui potrebbe materializzarsi una maggioranza trasversale destinata a mettere in crisi il centrosinistra.
Fuori dal Palazzo. Sono due le manifestazioni contro la riforma organizzate oggi in via Roma. La prima è un sit-in di mattina con in testa il movimento della «Rete sarda in difesa della sanità pubblica», che lancia un nuovo appello ai sessanta consiglieri regionali. «Non votate – si legge – una Rete in cui i territori non si riconoscono, perché prevede la soppressione di ospedali e interi servizi sanitari». La seconda, nel pomeriggio, è del Consiglio comunale di Lanusei, convocato a Cagliari in seduta straordinaria, per sollecitare a gran voce il riconoscimento del primo livello per l’ospedale Nostra Signora della Mercede, che come scritto poco fa è ancora in forse.
Prese di posizione. Sono due. La prima è del vicepresidente del Consiglio, Eugenio Lai di Articolo 1-Mdp, che si è schierato al fianco della protesta di titolari e dipendenti delle parafarmacie contro una restrizione delle competenze e il blocco di nuove aperture. «Siamo di fronte – scrive Lai – a un evidente tentativo di indebolire un servizio utile alla collettività solo perché alcuni politici vorrebbero tutelare l’interesse di pochi, quelli rappresentati dai soliti gruppi di potere, a discapito degli interessi generali e anche dei migliaia di posti di lavoro garantiti dalle parafarmacie dalla riforma Bersani del 2006 in poi». La seconda presa di posizione è in un’interrogazione presentata dal consigliere Antonio Solinas del Pd. Chiede che il sistema sanitario preveda anche la prescrizione gratuita per i diabetici del «sistema di monitoraggio flash della glicemia, conosciuto come free style libre che eviterebbe duemila punture l’anno per controllare i valori, e non solo il rimborso delle strisce». Secondo Solinas anche «il Flash glucose monitor, ora pagato dai diabetici, dovrebbe essere distribuito gratuitamente in Sardegna così come accade in altre 12 regioni».
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