La Nuova Sardegna

Ricollocati 220 lavoratori ma l’occupazione continua

di Vincenzo Garofalo
Ricollocati 220 lavoratori ma l’occupazione continua

Il gruppo di operai resta ancora asserragliato sul tetto del Duomo di Sassari

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SASSARI. Saranno state le notti all’addiaccio passate dai lavoratori disperati davanti alla sede della Regione e in cima al Duomo di Sassari. O sarà che in viale Trento, a Cagliari, hanno deciso di premere sull’acceleratore.

Salvi in 220. Dopo nove mesi di attesa la Giunta regionale ha partorito una prima soluzione per ricollocare al lavoro gli operai ex Ati Ifras. Non tutti però. Per 220 fortunati, su 520 che da mesi campano con l’esiguo assegno di disoccupazione Naspi, arriverà presto un nuovo contratto.

Ieri sera l’esecutivo regionale ha approvato una delibera presentata dall’assessore agli Enti locali, Cristiano Erriu, con cui viene definito il “nuovo catalogo di interventi” per ricollocare gli ex Ifras, accogliendo le manifestazioni di interesse arrivate dai veri enti pubblici coinvolti nel Parco geominerario (principalmente Comuni). I particolari della soluzione adottata dalla Regione saranno spiegati questa mattina in un vertice cui parteciperanno i rappresentanti dei tre assessorati regionali coinvolti nella vertenza (Enti Locali, Affari generali e Lavoro), i responsabili di Igea, i sindacati e il commissario del Geoparco, Tarciso Agus.

La mezza buona notizia lascia però nell’angoscia circa trecento lavoratori che dall’ 1 gennaio sono stati mandati a casa. Inizialmente era stato assicurato loro che sarebbero stati richiamati al lavoro il 1° marzo, ma poi tutte le promesse si sono disciolte al sole di primavera e per poi evaporare con il caldo torrido dell’estate.

Sono stati messi in cassa integrazione per due mesi e poi sono stati parcheggiati nel regime Naspi, con un assegno di disoccupazione che si assottiglia mese dopo mese e che, in ogni caso, sarà erogato fino a dicembre.

Il consiglio di Sassari. In questo ondeggiare fra speranze e incertezze gli ex Ifras ieri sera hanno incassato la prima solidarietà istituzionale: il Consiglio comunale di Sassari si è schierato al loro fianco approvando un ordine del giorno presentato dal gruppo consiliare del Movimento 5 stelle. Il sindaco, Nicola Sanna, ha espresso in aula la solidarietà di tutta l’amministrazione agli ex Ati Ifras in presidio da lunedì sul tetto del Duomo, presenti in sala con una delegazione. L’ordine del giorno ha subito una leggera modifica suggerita dal gruppo del Pd, e in sostanza impegna sindaco e giunta comunale a sollecitare la Regione affinché si trovi in tempi brevi una soluzione per una vertenza che riguarda oltre 500 lavoratori in tutta la Sardegna. Il sindaco ha anche spiegato che Palazzo Ducale ha già fatto la sua parte presentando tre progetti che potrebbero dare un’occupazione nel geoparco, di preciso nel sito dell’Argentiera, a 38 lavoratori, «Serve però un’approvazione da parte del ministero della Funzione pubblica», ha spiegato Sanna. Un ordine del giorno fotocopia sarà discusso e votato in questi giorni anche nei Consigli comunali di Porto Torres e Alghero.

Il presidio. Una microscopica soddisfazione per i lavoratori arrampicati in cima alla cattedrale di San Nicola, che dopo avere trascorso una prima notte in tenda, accanto al campanile, anche ieri hanno deciso di mantenere il presidio. Attrezzati con giubbotti invernali, cuffie di lana, thermos e telefoni cellulari per restare in contatto con i familiari, hanno scelto di non abbassare la guardia. Come avevano detto quando hanno occupato il tetto del Duomo, «non scenderemo fino a quando la Regione non risponderà con atti concreti». La delibera di giunta non è sufficiente a farli desistere: non l’hanno ancora vista, non sanno bene cosa indica e, in ogni caso, non risolve il dramma di tutte le cinquecento famiglie che vanno avanti a stento ormai da nove mesi.

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