La Nuova Sardegna

Disoccupati Ifras, il Comune non aprì la Pec

di Vincenzo Garofalo
Disoccupati Ifras, il Comune non aprì la Pec

Sassari, la Regione chiarisce il caso dei lavoratori esclusi dai bandi e accampati sul tetto del Duomo

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SASSARI. Tutta colpa della Pec. Un messaggio di posta elettronica certificata è la causa della scomparsa dei progetti che il Comune di Sassari ha inviato alla Regione per ricollocare al lavoro 54 ex dipendenti Ati Ifras, nell’ambito della gestione del Geoparco. Email certificata che gli uffici regionali hanno spedito al Settore Organizzazione e gestione risorse umane di Palazzo Ducale a maggio. Per mesi quella Pec è stata ignorata, mai aperta fino a qualche giorno fa, quando i giochi per presentare le manifestazioni di interesse per l’assunzione dei lavoratori del Parco geominerario erano chiusi da tempo. Il messaggio della Regione invitava il Comune a un tavolo tecnico per ridiscutere i progetti già presentati per il reimpiego dei lavoratori. Benché già approvati con delibera di giunta a marzo 2017, andavano ripresentati perché l’amministrazione regionale avrebbe pubblicato un nuovo bando. Non conoscendo il contenuto di quella Pec, Palazzo Ducale non ha mai risposto alle convocazioni della Regione per discutere l’argomento e non ha partecipato all’ultimo bando del 18 settembre.

Per questo mercoledì quando l’assessore agli Affari generali, Filippo Spanu, ha illustrato agli enti coinvolti e ai sindacati il piano per il reimpiego di circa 500 lavoratori del Geoparco, dei progetti presentati dal Comune di Sassari non c’era nemmeno l’ombra. Il sindaco Nicola Sanna è andato su tutte le furie e ha scaricato tutte le responsabilità sulla Regione, sostenendo che Palazzo Ducale avesse fatto tutto in regola e che nessuno aveva avvisato la struttura comunale che i progetti già approvati fossero decaduti. Accuse che mettevano in capo alla Regione la colpa della mancata ricollocazione per una trentina di lavoratori del nord ovest Sardegna.

La versione ufficiale del pasticcio che rischiano di pagare i disoccupati che ancora oggi, per il quinto giorno di fila, sono accampati per protesta sul tetto del Duomo di Sassari, arriva direttamente dal Filippo Spanu. L’esponente della Giunta Pigliaru rassicura i lavoratori, chiede loro di sospendere i presidi di protesta a Cagliari e a Sassari e precisa i contorni del pastrocchio sassarese: «Le dichiarazioni del sindaco Sanna sul tema, più che ingenerose, sono proprio errate, in quanto le strutture regionali hanno puntualmente e attivamente seguito tutti i passaggi con competenza e impegno», scrive in una nota. «Certamente qualche struttura del Comune di Sassari ha avuto difficoltà nella gestione degli atti formali e pubblici adottati dalla Regione. Se il Comune è intenzionato a riproporre, secondo le regole e con la necessaria capacità assunzionale, un progetto per qualsivoglia numero di lavoratori, è certa la disponibilità e la volontà politica della Giunta regionale a riaprire in tempi brevissimi la procedura, perché tale progetto possa accedere a catalogo e realizzarsi». Non tutto è perduto quindi: Sassari potrà ripresentare i progetti e i lavoratori possono sperare di avere un nuovo contratto. Pec permettendo.

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