la testimonianza
Lo sfogo del titolare del bar: «È uno sfregio all’intera città»
di Angelo Mavuli
TEMPIO. «È uno sfregio all’intera città quello che i vandali hanno fatto nella stazione, l’altra notte». Marco Muntoni gestisce il bar “Piccola”, che si trova all’interno della stazione ferroviaria....
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TEMPIO. «È uno sfregio all’intera città quello che i vandali hanno fatto nella stazione, l’altra notte». Marco Muntoni gestisce il bar “Piccola”, che si trova all’interno della stazione ferroviaria. È conosciuto e stimato da tutti, a Tempio, anche perché è riuscito a trasformare la piazza davanti alla stazione in un luogo di incontri culturali: concerti, mostre fotografiche, appuntamenti con l’autore.
«I vandali sono entrati anche qui – racconta mentre fa la conta dei danni – Quello che più mi addolora, però, è quello che hanno fatto nella sala d’aspetto della stazione, dove sono esposte le opere del pittore Giuseppe Biasi, che fortunatamente non sono state toccate». Dura anche la condanna di Tonino Pirrigheddu, presidente della proloco: «Mi auguro che l’amministrazione comunale intervenga subito».
La stazione ferroviaria di Tempio è una palazzina in stile liberty, disegnata e costruita nel 1929 da Emilio Olivieri, famoso ingegnere del tempo. A commissionare l’opera fu la famiglia Pasquini, concessionari governativi in Sardegna di diverse tratte ferroviarie a scartamento ridotto.
La Palazzina, un tempo bellissima, restaurata diversi anni fa grazie ai fondi europei, oggi è in totale stato di abbandono. Nessuno si preoccupa neanche di tutelare le cinque splendide tele del pittore Giuseppe Biasi che Vittorio Sgarbi avrebbe voluto esporre all’Expo di Milano, nel 2014.
Al piano terra della stazione c’è la sala telegrafo, l’ufficio del capo stazione e una sala riservata agli autisti dei pullman. Inagibile, invece, il piano superiore. Poco distanza c’è un’altra palazzina, sempre in stile liberty, e un’altra struttura che una volta era utilizzato come officina e che oggi l’amministrazione vorrebbe trasformare in un museo di archeologia industriale. Al suo interno si trova tutta l’attrezzatura che consentiva, già dai primi del 1900, la riparazione ed il funzionamento dei treni a carbone. Accanto, la celeberrima e splendida carrozza Bautiero del 1913, perfettamente funzionante.
La stazione di Tempio in questi 88 anni è stata anche utilizzata più volte come set cinematografico per diversi film e documentari.
«I vandali sono entrati anche qui – racconta mentre fa la conta dei danni – Quello che più mi addolora, però, è quello che hanno fatto nella sala d’aspetto della stazione, dove sono esposte le opere del pittore Giuseppe Biasi, che fortunatamente non sono state toccate». Dura anche la condanna di Tonino Pirrigheddu, presidente della proloco: «Mi auguro che l’amministrazione comunale intervenga subito».
La stazione ferroviaria di Tempio è una palazzina in stile liberty, disegnata e costruita nel 1929 da Emilio Olivieri, famoso ingegnere del tempo. A commissionare l’opera fu la famiglia Pasquini, concessionari governativi in Sardegna di diverse tratte ferroviarie a scartamento ridotto.
La Palazzina, un tempo bellissima, restaurata diversi anni fa grazie ai fondi europei, oggi è in totale stato di abbandono. Nessuno si preoccupa neanche di tutelare le cinque splendide tele del pittore Giuseppe Biasi che Vittorio Sgarbi avrebbe voluto esporre all’Expo di Milano, nel 2014.
Al piano terra della stazione c’è la sala telegrafo, l’ufficio del capo stazione e una sala riservata agli autisti dei pullman. Inagibile, invece, il piano superiore. Poco distanza c’è un’altra palazzina, sempre in stile liberty, e un’altra struttura che una volta era utilizzato come officina e che oggi l’amministrazione vorrebbe trasformare in un museo di archeologia industriale. Al suo interno si trova tutta l’attrezzatura che consentiva, già dai primi del 1900, la riparazione ed il funzionamento dei treni a carbone. Accanto, la celeberrima e splendida carrozza Bautiero del 1913, perfettamente funzionante.
La stazione di Tempio in questi 88 anni è stata anche utilizzata più volte come set cinematografico per diversi film e documentari.
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