La Nuova Sardegna

Il grido d’aiuto di Gavino: vado in Germania

di Mario Bonu
Il grido d’aiuto di Gavino: vado in Germania

Quasi quattro anni fa il problema era stato sollevato da un tetraplegico di Osilo: «È una ingiustizia»

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OSILO. Sono passati più di tre anni da quel gennaio 2014, quando Gavino Fadda, il tetraplegico osilese sempre in prima linea nella rivendicazione dei diritti per le persone con disabilità, aveva lanciato il suo grido/provocazione: «Voglio andare a vivere in Germania!». Il motivo: in Germania esiste la figura dell’assistente sessuale e Gavino urlava forte il suo bisogno di sessualità. Ma denunciava, allo stesso tempo, l’indifferenza e il silenzio ipocrita delle istituzioni che, nonostante le discussioni e le proposte di legge, non hanno saputo dare risposte a una esigenza importante. Quasi quattro anni dopo, nulla è cambiato e Gavino appare ancora più sconsolato e abbattuto, per una deprivazione che sente come ingiusta e insopportabile. «Questo tabù mi sta uccidendo – dice – tutti sembrano voler far finta di niente mentre per me risulta sempre più difficile reggere il peso di una astinenza che mortifica il corpo e strazia il cuore e la mente». Il tema continua a essere imbarazzante per molti, per cui la persona con disabilità rischia di trovarsi ancora più isolata. «È proprio così – aggiunge Gavino Fadda – non trovo nessuno con cui parlare di questi argomenti, e così, oltre che nel bisogno fisico, mi sento escluso anche nella riflessione e nella elaborazione di temi pure così importanti per ciascuno di noi». La provocazione di Gavino del 2014, comparsa sulle pagine della Nuova, aveva destato ampia eco ed era stata raccolta da numerosi organi di informazione, anche a livello nazionale. Sulla rete, poi, c’era stata una pioggia di commenti e di like su Facebook, a dimostrazione del fatto che, per quanto delicato e per tanti imbarazzante, sulla richiesta di Gavino c’era ampia condivisione e solidarietà. “Grande Gavino”, “giusta rivendicazione, diritto sacrosanto”, “bravo Gavino, ci voleva un po’ di rumore”, “alle nostre istituzioni i problemi degli italiani non interessano, purtroppo”, “la tua forza e il tuo coraggio sono di grande esempio”. Erano solamente alcuni dei tanti interventi sul problema sollevato da Gavino Fadda. E sembrava che davvero intorno al tema del diritto alla sessualità per le persone disabili, si potesse creare un forte movimento di opinione che portasse a sbloccare la situazione e a dare risposte vere. Anche perché, nel frattempo, era uscito nelle sale il film “The sessions”, ed era stato pubblicato il libro “LoveAbility”, che di sesso e disabilità parlavano. Ed anche a Sassari, non molto tempo fa, si è tenuto un convegno sul tema. Ma ad oggi, nulla è cambiato, e le persone come Gavino Fadda continuano a convivere con la loro avvilente frustrazione.

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