La legge ferma in parlamento dal 2014
Di assistenti sessuali in Italia si è cominciato a parlare nel 2013, quando a gennaio nacque il “Comitato per la promozione dell’assistenza sessuale”: a fondarlo fu Maximiliano Ulivieri, blogger...
1 MINUTI DI LETTURA
Di assistenti sessuali in Italia si è cominciato a parlare nel 2013, quando a gennaio nacque il “Comitato per la promozione dell’assistenza sessuale”: a fondarlo fu Maximiliano Ulivieri, blogger livornes e affetto da una grave forma di disabilità che da tempo lo costringe sulla sedia a rotelle. Un’iniziativa che trovò consenso subito.
L’anno successivo, Maximiliano collaborò alla stesura del disegno di legge che propone il riconoscimento, anche in Italia, della figura dell’assistenza sessuale. Era il 9 aprile 2014 quando il testo – primo firmatario Sergio Lo Giudice, con lui Luigi Manconi e Monica Cirinnà – venne depositato per l’esame in Commissione Sanità. Da lì non si è più mosso. Ulivieri invece è andato avanti e nel 2014 ha fondato l’associazione LoveGiver, attivissima nella promozioni di incontri sull’argomento e organizzatrice di corsi per la formazione di assistenti sessuali, figura già esistente in diversi Paesi come la Germania, l’Olanda, la Danimarca e la Svizzera.
L’anno successivo, Maximiliano collaborò alla stesura del disegno di legge che propone il riconoscimento, anche in Italia, della figura dell’assistenza sessuale. Era il 9 aprile 2014 quando il testo – primo firmatario Sergio Lo Giudice, con lui Luigi Manconi e Monica Cirinnà – venne depositato per l’esame in Commissione Sanità. Da lì non si è più mosso. Ulivieri invece è andato avanti e nel 2014 ha fondato l’associazione LoveGiver, attivissima nella promozioni di incontri sull’argomento e organizzatrice di corsi per la formazione di assistenti sessuali, figura già esistente in diversi Paesi come la Germania, l’Olanda, la Danimarca e la Svizzera.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
