Piazza Faber, l'omaggio di Tempio a De Andrè dimenticato: in tilt le Vele di Renzo Piano
di Angelo Mavuli
L’archistar al Comune: fate la manutenzione. Ma l’appello è rimasto inascoltato
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TEMPIO. Le vele di Renzo Piano non si spiegano più. L’impianto elettrico che regola l’opera dedicata dall’archistar al suo grande amico De Andrè è andato in tilt. Da oltre un mese piazza Faber ha perso quella vivacità che la caratterizzava dal luglio 2016, quando alla presenza di Piano, Dori Ghezzi e di un’immensa folla, Tempio tenne a battesimo la creazione in onore del grande cantautore genovese. L’impianto è fermo, rendendo praticamente inutilizzabile l’opera dell’architetto e senatore a vita. Bruciato anche il motorino di trazione di una vela che aggrava ancor di più lo stato delle cose.
Imbarazzo. La notizia che circolava in città da diverso tempo ha avuto un’indiretta conferma martedì, quando durante la registrazione di un programma Rai la richiesta del regista di vedere l’apertura delle vele è rimasta inascoltata, fra mille imbarazzati silenzi e telefoni muti. E così le vele sono rimaste avvolte. Eppure per risolvere il problema sarebbero bastati 24, massimo 48 ore, ma il problema è che l’amministrazione non ha mai stipulato una convenzione con la ditta che ha realizzato l’opera al momento del passaggio dall’Unione dei Comuni dell’Alta Gallura, che l’ha finanziata, al Comune di Tempio. Un accordo che avrebbe evitato la brutta figura con la Rai, ma soprattutto avrebbe consentito di curare la manutenzione e il montaggio e smontaggio stagionale delle vele. Cosa che invece non è mai stata fatta.
La lettera. E proprio su questo punto esiste una lettera scritta da Renzo Piano all’amministrazione guidata da Andrea Biancareddu in cui raccomandava la necessità di smontare le vele all’inizio dell’autunno, pulirle e conservarle per risistemarle al loro posto all’inizio della primavera. Due interventi che si sarebbero potuti anche trasformare in occasione di festa e musica per salutare l’inverno, al momento dello smontaggio, e l’arrivo della primavera al momento della nuova ricollocazione.
Preoccupazione. Tra i più delusi per la “chiusura” di piazza Faber è Andrea Azara, ideatore del progetto “Turismo a Metro cubo zero” che martedì partecipava alla trasmissione Rai. Tempio nel Mondo. «La cosa mi delude e mi preoccupa molto – dice –. Questa opera è l’immagine di Tempio nel mondo. Spero che si intervenga immediatamente non solo per la riparazione ma anche per la manutenzione e la protezione invernale delle vele così come raccomandato da Renzo Piano».
Il Comune. Sulla vicenda, rammaricato interviene l’assessore Francesco Quargnenti che annuncia di avere già preso i contatti con la ditta che aveva installato l’impianto elettronico per riparare sia l’apparato principale che il motore della vela. «A fine mese, massimo all’inizio del prossimo – afferma l’assessore alla Viabilità interna – i tecnici saranno in città per gli opportuni interventi».
Imbarazzo. La notizia che circolava in città da diverso tempo ha avuto un’indiretta conferma martedì, quando durante la registrazione di un programma Rai la richiesta del regista di vedere l’apertura delle vele è rimasta inascoltata, fra mille imbarazzati silenzi e telefoni muti. E così le vele sono rimaste avvolte. Eppure per risolvere il problema sarebbero bastati 24, massimo 48 ore, ma il problema è che l’amministrazione non ha mai stipulato una convenzione con la ditta che ha realizzato l’opera al momento del passaggio dall’Unione dei Comuni dell’Alta Gallura, che l’ha finanziata, al Comune di Tempio. Un accordo che avrebbe evitato la brutta figura con la Rai, ma soprattutto avrebbe consentito di curare la manutenzione e il montaggio e smontaggio stagionale delle vele. Cosa che invece non è mai stata fatta.
La lettera. E proprio su questo punto esiste una lettera scritta da Renzo Piano all’amministrazione guidata da Andrea Biancareddu in cui raccomandava la necessità di smontare le vele all’inizio dell’autunno, pulirle e conservarle per risistemarle al loro posto all’inizio della primavera. Due interventi che si sarebbero potuti anche trasformare in occasione di festa e musica per salutare l’inverno, al momento dello smontaggio, e l’arrivo della primavera al momento della nuova ricollocazione.
Preoccupazione. Tra i più delusi per la “chiusura” di piazza Faber è Andrea Azara, ideatore del progetto “Turismo a Metro cubo zero” che martedì partecipava alla trasmissione Rai. Tempio nel Mondo. «La cosa mi delude e mi preoccupa molto – dice –. Questa opera è l’immagine di Tempio nel mondo. Spero che si intervenga immediatamente non solo per la riparazione ma anche per la manutenzione e la protezione invernale delle vele così come raccomandato da Renzo Piano».
Il Comune. Sulla vicenda, rammaricato interviene l’assessore Francesco Quargnenti che annuncia di avere già preso i contatti con la ditta che aveva installato l’impianto elettronico per riparare sia l’apparato principale che il motore della vela. «A fine mese, massimo all’inizio del prossimo – afferma l’assessore alla Viabilità interna – i tecnici saranno in città per gli opportuni interventi».
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