Baunei, restituiti 50 chili di sabbia rubata
Sono il frutto dei sequestri di questa estate negli aeroporti dell’isola. Il sindaco: «È il nostro oro»
BAUNEI. «La sabbia sta alle spiagge come l’oro alle miniere». Questo il commento del sindaco di Baunei, Salvatore Corrias, dopo la riconsegna al Comune di 50 chilogrammi di sabbia e di ciottoli. “Souvenir” che i turisti avevano portato via nei mesi scorsi, da maggio fino a ottobre. A farne le spese le più belle cale della costa baunese, a partire da Goloritzé, passando per Cala Gabbiani, Cala Mariolu, Cala Biriala, Cala Sisine e Cala Luna.
«Sono 50 i chili di ciottoli e sabbia che sono stati portati via dalle spiagge durante la stagione estiva. Ringraziamo di cuore gli amici di “Sardegna rubata e depredata”, che hanno fatto in modo che venissero recuperati. Noi adesso riporteremo quella sabbia sulle spiagge, è lì il loro posto». A maggio un turista tedesco, pentito per aver portato via i piccoli ciottoli dalla splendida Cala Goloritzé, li spedì in un busta al sindaco, con tanto di lettera di scuse. Il sindaco di Baunei ha a cuore la tutela della costa di Baunei, Per questo l’estate scorsa ha introdotto il numero chiuso a cala Goloritzè e ha introdotto il pagamento di un ticket. Non solo. «Sono state aumentare anche le sanzioni da un minimo di 100 euro a un massimo di 500 e, come da norme vigenti in materia, da un minimo di 1.549 a un massimo di 9mila e 296 euro per l’asportazione dagli arenili, di sabbia, ghiaia e anche ciottoli».
Durante la stagione estiva, in tutta l’isola sono state “rubate” ben cinque tonnellate non solo di sabbia, ma anche di conchiglie e rocce.
«Il nostro ambiente naturale – ha sottolineato il sindaco Salvatore Corrias – è il nostro petrolio. Per questo continueremo a tutelarlo, così come abbiamo sempre fatto. Nei mesi scorsi ho anche emanato diverse ordinanze che prevedono pesanti sanzioni per chi porta via sabbia e ciottoli dalle nostre splendide cale. Queste ordinanze prevedono anche sanzioni penali, non va dimenticato». Nessuno sconto ai vandali che deturpano l’ambiente. Quando un turista spagnolo, ad agosto, aveva staccato una stalattite nella Grotta del fico, il sindaco aveva reagito duramente. «Ha oltraggiato quello che per noi è un monumento sacro – aveva detto – È uno scandalo».
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